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foto di: Min Difesa
F35 a Trapani
Osserva il generale Tricarico..''Quando sarà possibile in tempi brevi gestire l’intero ciclo formativo dell’Europa militare che vola?''
03-07-2025 - Dunque è ufficiale, lo ha detto ieri 2 luglio a Decimomannu il Ministro Crosetto, il nostro paese avrà a Trapani il centro di formazione avanzato per piloti da combattimento su F35. Unica struttura del genere oltre quella statunitense.
In prosecuzione appunto con il centro di Decimomannu, nel quale vengono addestrati i piloti della stessa classe, per la fase immediatamente precedente.
Insomma a Decimomannu l’ultimo tratto di percorso universitario, a Trapani la specializzazione, e poi pronti ad operare nei più complessi teatri di impiego dove la loro capacità sarà derimente e precondizione per poter far volgere le sorti di un conflitto in un senso o nell’altro.

Un riconoscimento dell’abilità italiana di cui le Frecce Tricolori sono la punta dell’iceberg, un segno di fiducia della US Air Force (la quale a breve invierà dieci suoi piloti a Decimomannu per uno specifico percorso addestrativo) con la quale si sono rinsaldati sopratutto negli ultimi tempi i legami di stima ed apprezzamento, più in generale un recupero di credibilità del nostro paese agli occhi USA, sono tutte queste le ragioni concrete che hanno portato ad un risultato eccezionale.

E tuttavia non vanno dimenticati gli antefatti, anzi in questo caso specifico sono piuttosto eloquenti a testimonianza di quanto il cammino verso una struttura europea di difesa sia arduo, di quanta determinazione occorra profondere per giungere alla meta.
Agli inizi degli anni Duemila, in un contesto informale che riunisce i Capi di Stato Maggiore delle aeronautiche europee (EURAC), si impostò uno studio per istituire un centro avanzato comune di formazione al volo. Si arrivo al termine dello studio, furono redatti i protocolli di addestramento, fu selezionato il velivolo sul quale operare, lo M346 di Alenia Aermacchi.
Poi la macchina si inceppò e non se ne fece nulla, a causa dell’interdizione di un Paese che si mise di traverso.

L’Aeronautica italiana andò avanti da sola, tra mille sacrifici e con l’aiuto di Leonardo riuscì comunque a portare a termine il progetto, quello che è ora realtà a Decimomannu, quello che ora tutti ci invidiano, quello dove si addestrano piloti di Austria, Canada, Arabia Saudita, Quatar, Germania, Singapore, Giappone, Ungheria, UK, Spagna, Svezia e Olanda e che oggi ha avuto l’onore di avere la visita del Presidente Mattarella.
Solo che oggi quella scuola si chiama International Flight Training School (IFTS) e non European FTS.

Venti anni buttati al vento per una volgare questione di bottega e che, oltre a dirla lunga sulla natura delle difficoltà per giungere ad una difesa europea, fa anche cadere in parte l’alibi dietro cui molti hanno nascosto la loro incapacità, l’alibi in base al quale, senza politica estera comune non si potesse procedere verso una difesa comune.
Ci vuole forse una politica estera comune per creare le strutture formative del personale come quella di Decimomannu ed in prospettiva di Trapani?

Un conto è preparare uno strumento, altro è usarlo, e sul mancato recepimento di tale assunto, vero per non poche realtà militari afferenti la difesa e la sicurezza, si è perso troppo tempo.
Per lo F35 inoltre si potrebbe pensare a privilegiare da subito l’imprinting europeo della base di Trapani, visto che il sistema è già in dotazione -o lo sarà- oltre che all’ Italia, ad altri 12 paesi dell’Europa allargata. Magari pensando all’aiuto prezioso di Israele, da inserire nella partita e da spremere fino in fondo perché condivida le lezioni apprese durante il prolungato impiego bellico.

L’auspicio è che quest’ulteriore importante tassello nel percorso formativo per piloti militari possa convincere, fatti alla mano, dell’opportunità e della convenienza che l’intera filiera della formazione possa diventare appannaggio di chi più si è impegnato e più ne sa nel settore, di chi con semplici aggiustamenti ed integrazioni possa in tempi brevi gestire l’intero ciclo formativo dell’Europa militare che vola.



Leonardo Tricarico
 
  


 
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