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ROSICRON alle Crociate?
Con ironia pungente su Macron in ''sindrome da Castore'' il generale Burgio ci offre alcune riflessioni sulla situazione attuale
28-07-2025 - Potremmo dire “schifato” da Trump e dal suo entourage, ma anche messo alle corde a casa propria dall’accozzaglia che ha voluto come maggioranza, e con l’Africa (già) francese che lo mette alla porta – dopo Burkina-Faso, Niger e Ciad, il fedelissimo Senegal sembra volersi svincolare dal capestro – Macron si lancia nell’ennesimo tentativo di far accendere un faro su di sé.
Ora spara la promessa di riconoscere a breve lo Stato Palestinese, come se così facendo possa cambiare qualcosa. Ne ha perfettamente il diritto, essendo al potere. Ma per quanto?

E non darà altri motivi da sfruttare a chi vuole politicamente farlo fuori, con una scelta che impegna la Francia per il futuro?
Quanto durerà l’ostracismo, che per ora fa coalizzare tutti, anche i gaullisti che certo di sinistra non sono, contro la LePen e il delfino Bardella?
E che questa volta gli ha dato un Parlamento ingovernabile, con una maggioranza a dir poco flottante.

Macron, gran rosicone – almeno nei confronti della PdC italiana Meloni – si è buscata un’altra sberla dal biondazzone, che dopo avergli tolto la sedia in S. Pietro, a lui proprio non le manda a dire e lo tratta da incompetente e incapace.
Ma anche il teutonico Merz e l’albionico Starmer si son sfilati sul problema del riconoscimento. Consapevoli che non convenga a nessuno remare contro le decisioni di Big-Donald, di “volenteroso” hanno solo il desiderio di non affondare con il basettone degli Champs Elysées, che evidentemente ha ancora bisogno di mammà.

La sua stampa di casa, poi, elogia – udite, udite – la PdC Meloni, ed è un segnale chiaro, di cui si dovrebbe preoccupare.
Quasi un monito che il paventato fascismo d’oltralpe (per chi viene da Parigi) non esista e, al contrario, la sua rivale stia facendo bene ai cuginastri, cui dai tempi di Carlo Magno les gauls rompono le scatole e insidiano l’indipendenza.
Quasi un endorsement alla LePen e a Bardella certe frasi di penne importanti francesi.
Perduto nella sua sindrome da castoro, Rosicron le prova tutte, magari raccoglie gli “evviva” di Elly e Giuseppì, che non potranno però votargli la fiducia, anche se si sbracciano a dire che con loro a Palazzo Chigi era già tutto risolto, ovunque vi fosse stata qualcosa da sistemare.

Purtroppo s’è compreso che Donald fa ciò che gli pare, e probabilmente nessuno ha capito la sua strategia. Forse neanche lui ce l’ha chiara e va per tentativi, in una gigantesca battaglia d’incontro con un po’ tutti.
Tuttavia non riesce a tener buono Putin, e manco Biby Netanyahu. Come non vi riuscirebbero Elly e Giuseppì.

E allora in tale quadro è credibile pretendere che la PdC Meloni riesca a domarlo o fargli fare ciò che conviene all’Italia?
È credibile che ci possa essere un qualsiasi PdC italico con le carte in mano giuste, e la bacchetta magica, per riportare – da solo – la pace?
Visto che Mago Zurlì non c’è più, e Harry Potter – british – non potrà essere arruolato da Elly o Giuseppì, Trump continuerà ad impazzare per il tempo concessogli dalla legge.

Per questo l’unica policy sostenibile dall’Italia è quella condotta finora:
1. aiutare i palestinesi nei nostri ospedali, anche se per un malato si muovono in 80 fra fratelli, zii, nonni, cognati, conoscenti e chi più ne ha più ne metta, e ce li dobbiamo mantenere;
2. schierarsi col motto “2 Popoli due Stati”, irrealizzabile, ma non costa nulla e piace a tutti meno che a Biby e all’Iran e – dimenticavo – ad Hamas. In sintesi, a chi sta nell’arena ad accapigliarsi.
3. considerare Hamas comunque organizzazione terroristica, che ha compiuto anch’essa grave crimine contro l’umanità il 7 ottobre 2023. E che in questo campo non costituisce giustificazione aver agito in modo disumano perché a propria volta vessati in modo altrettanto disumano.
4. inTRUMParsi dietro al biondazzone per cercare delle soluzioni al conflitto, evitando d’essere svillaneggiati come rappresentanti e come Stato;
5. muoversi di conserva all’ONU e all’UE, che nella loro sublime inefficacia pretendono di guidare le danze. Per cui le guidino, continuando a farsi ridere dietro. Del resto ove si faccia chiarezza – a livello di governo italiano – di cosa si pensa delle due sigle, si verrebbe aggrediti da tutti (meno Trump) e si dovrebbe andare a spiegare in Parlamento a Elly e ai suoi FratElly il perché dell’isolamento internazionale, anche se non comporta alcun pregiudizio pratico;
6. lasciare la Francesca Albanese a condurre la sua battaglia da sola all’ONU, ricordandosi che lavora per quella sigla, non è stata designata dall’Italia, non ha alcun rapporto con la nostra Patria, né la rappresenta. Ove abbia ragione o torto – cosa su cui non posso esprimermi – vi sono altre sedi per giudicare.
7.

Il resto son chiacchiere per idealisti, che si devono rispettare, fino a che non sconfinano nella fantapolitica.

Carmelo Burgio
 
  


 
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