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Cessato il fuoco a Gaza, il futuro nei Balcani va tenuto in considerazione
NATO Defence College Foundation ha organizzato la conferenza ''Balkans and Black Sea Perspectives 2025''
13-10-2025 - Siamo oggi in un momento storico in cui tutta l’attenzione mediatica si rivolge all’area Medio orientale e nello specifico alla pace a lungo attesa nella Striscia di Gaza.
In queste ore le armi hanno cessato il fuoco e le operazioni israeliane contro il gruppo terroristico di Hamas sono sospese, si spera per sempre. Gli ostaggi sopravvissuti potranno ora tornare alle loro famiglie mentre terroristi devono deporre le armi e smettere d’utilizzare la popolazione civile quale scudo umano.
Lunedi 13, grazie all’opera di convincimento del Presidente americano Trump le parti in conflitto firmano quell’accordo iniziale a cui il governo italiano ha contribuito diplomaticamente in modo utile e certo.

Quanto precede, non deve far dimenticare il momento di crescente instabilità nei Balcani occidentali, una regione al centro dell’attenzione euro-atlantica e molto prossima al nostro paese.
Sotto la superficie dell’attualità internazionale, nella regione balcanica si stanno consolidando dinamiche critiche che minacciano la stabilità dell’intero spazio euro-atlantico.
Si evidenziano pressioni secessioniste in Bosnia-Erzegovina, proteste civili in Serbia e uno stallo persistente nell’area del Kosovo.

La Bosnia-Erzegovina sta affrontando una prova critica della sua capacità di sopravvivere intatta come Stato. Le sue due fazioni principali – la Republika Srpska (RS), la più piccola delle due parti etnicamente divise, e il governo centrale di Sarajevo vivono una fase di notevole contrapposizione mentre le proteste contro il governo serbo non accennano a diminuire e in Kosovo non vi sono evidenti miglioramenti politici.
Certamente si evidenzia agli esperti dei Balcani un quadro di crescente tensione, aggravato da crisi politiche interne e rivalità regionali irrisolte.
A questi fattori si aggiungono minacce ibride e transnazionali – criminalità organizzata, corruzione, traffico illecito, operazioni di influenza – che erodono la tenuta democratica delle istituzioni, indeboliscono le economie locali e alimentano polarizzazione e sfiducia. La mancata integrazione euro-atlantica della regione espone le società balcaniche al rischio di derive autoritarie e di ingerenze esterne sempre più pervasive.

La NATO e l’UE continuano a considerare i Balcani occidentali una priorità strategica, anche alla luce degli effetti indiretti del conflitto in Ucraina.
La recente dichiarazione trilaterale di difesa firmata da Croazia, Albania e Kosovo ha riacceso le tensioni con Belgrado, evidenziando la fragilità degli equilibri regionali e la necessità di un rinnovato specifico impegno politico e strategico.
In questo contesto la NATO Defence College Foundation ha organizzato, la conferenza “Balkans and Black Sea Perspectives 2025” volta a promuovere un’analisi approfondita delle sfide attuali e delle possibili traiettorie di stabilizzazione.
L’evento si aprirà con una riflessione sul significato attuale degli Accordi di Dayton, a trent’anni dalla loro firma, per poi affrontare il ruolo dell’Alleanza Atlantica nella regione e le forme di interferenza esterna, dalla disinformazione russa alla penetrazione economica della Cina Popolare.
La Conferenza, presso l’Hotel Le Méridien Visconti di Roma nel pomeriggio del 13 ottobre, vuole incoraggiare una riflessione strategica congiunta e sostenere l’elaborazione di approcci coordinati, in un’ottica di diplomazia pubblica e cooperazione internazionale.

Una prima sessione analizzerà il ruolo strategico in evoluzione della NATO nei Balcani, delineando il quadro di riferimento per azioni coordinate alla luce delle sfide attuali e dei risultati del recente Vertice dell’Aia.
La seconda sessione si concentrerà sulle minacce ibride nella regione, in particolare l’influenza russa e cinese, tra disinformazione, interferenze politiche e leva economica. Saranno analizzate le strategie della NATO per contrastare queste sfide e rafforzare la cooperazione tra Alleati e partner.

Giuseppe Morabito
 
  


 
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