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C’e’ massacro e massacro
Con tanta ironia e altrettanta amarezza...le considerazioni del generale Burgio sui morti di serie A e di serie B
04-11-2025 - Confesso che non seguo tutti gli Angelus del Papa, né i suoi succinti discorsi successivi.
A volte, tuttavia, dedicando la dovuta attenzione, scopro un mondo a me sconosciuto, e fino a qui poco male, trattandosi lo scrivente di rottamato pensionato cui poco può essere utile un nuovo pezzo di mondo.
Che tuttavia potrebbe rientrare nella cognizione di tanti che, in perfetta buona fede, oggi si sbattono qua e là distruggendo città, aggredendo blocchi navali, facendosi ferocemente torturare a colpi di troppo alte o troppo basse temperature dei condizionatori o, addirittura, venendo avvolti in vessilli con la stella di Davide e deprivati del caffè.
Che poi non è un gran male perché in Israele lo fanno una schifezza, come nel resto del mondo, Italia centro-meridionale esclusa.

Bene avrebbero fatto quindi, in molti, a prestare attenzione domenica 2 novembre all’ottimo Papa Leone XIV, che in quella prolusione lapidaria m’ha insegnato che, oltre ai massacri di palestinesi (bimbi e terroristi inclusi) nella Gaza Strip, se ne stiano perpetrando tanti altri nel mondo.
In Tanzania ad esempio, dopo la rielezione con oltre il 97% delle preferenze della presidente Samia Suluhu Hassan.
In Darfur, ad opera di milizie al soldo del governo centrale del Sudan.
In effetti di Gaza non ha proprio parlato, non per ignorare il problema, ma ritenendo che avendone discettato a iosa Crudelia Demon-Albanese, Greta, Giuseppì, Elly-e-i-suoi-fratelly, fosse meglio evitare d’essere accusato di plagio da qualche seguace togato dei suddetti, e indagato “per atto dovuto”.

Per brevità non ha incluso i frequenti eccidi in Mali, Niger, Nigeria, Burkina Faso, ove gruppi come ISIS, Bokho Haram e Al-Qaeda fanno del loro meglio per non essere da meno di Biby Netanyahu.
E per ovvi motivi non ha citato esempi di persecuzioni contro i cattolici: poteva apparire un qualsiasi “Cicero pro domo sua”, e il Pontefice non è uno qualsiasi.
Per questo, in parte, me li son cercati io, come i massacri in Congo e Nigeria, le aggressioni in Algeria, le repressioni e persecuzioni in paesi di religione indù e in Indonesia e il tuttora vigente divieto di conversione al cristianesimo in Afghanistan, pena la condanna a morte.
O l’incarcerazione di decine di migliaia di cristiani in Corea del Nord.
E siamo solo a una spigolatura di dati.

E allora mi chiedo: perché Greta, invece di venire a manifestare contro la finanziaria italiana, di cui nulla capisce – come dell’Italia e forse come di tante altri argomenti – non organizza altra Flotilla e se ne va a regatare altrove chiedendo la fine di altri stermini e genocidi o presunti tali?
Perché tutti questi apostoli dei diritti umani non si muovono per altri bimbi, donne, vecchi e bambini massacrati, il cui numero supera senz’altro le perdite riferite da Hamas alla stampa, cui ha concesso l’accredito?

Una motivazione l’avrei, ma è abbastanza amara. Non c’è alcuna organizzazione più o meno coperta e occulta, pronta a acquistare barche e assicurare stipendi ai naviganti per recarsi in quei lidi, e manca qualunque Relatrice Speciale dell’ONU che faccia suo il problema.
Manca chi si muove sottotraccia per fomentare manifestazioni di piazza, per cui vi sono morti di serie A e di serie B.
E a quest’ultima non appartengono solo gli ebrei del 7 ottobre 2023.
Se non fosse persona assegnata a ruolo troppo serio, consiglierei al Santo Padre di dedicare l’Obolo di Pietro, quest’anno, ad armare un’Invincibile Armada.
Facendosi nel caso aiutare dal Governo italico.
Caricandoci Greta, Casarin, Giuseppì, Richard Geere, Ana “Barbie Gaza” Alcalde, Landini e Elly-e-i-suoi-fratelly, e inviandoli a perorare la fine d’ogni ingiustizia e massacro in tutto il mondo. Garantendo loro una serena navigazione, completa d’aperitivo ambrato e stuzzichini serviti sul tender degli agili scafi dalle aguzze prore, che fenderanno il mare, novella flotta d’Odisseo.
Troverebbero senz’altro qualche trapper – emulo d’Omero – pronto a cantarne le gesta. E considerato il volume del problema, ne avrebbero davvero per un bel po’, e magari stavolta il Ciclope Polifemo ci piglia, aiutandosi con Eolo, Sirene, Lotofagi e Lestrigoni.


Carmelo Burgio
 
  


 
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