Politica

‘’Defence summit 2025’’
“Formazione e risposta alla guerra ibrida sono pilastri della sicurezza nazionale’’, dichiara la sottosegretaria Rauti; Portolano e l'arte militare
05-12-2025 - «La guerra ibrida non è una minaccia episodica ma subdola e continua: richiede una risposta proattiva, integrata e multilivello, in linea con gli indirizzi del “Non Paper” presentato dal ministro Crosetto». Il convegno ‘’Defence Summit 2025’’, tenutosi al CASD (Centro Alti Studi della Difesa) a Roma, ha visto la presenza della sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti che, nel panel “L’evoluzione digitale per affrontare i nuovi scenari”, dedicato alle sfide emergenti per lo strumento militare, ha sottolineato come formazione e competenze rappresentino l’elemento abilitante della trasformazione digitale della Difesa.
«La guerra ibrida non è una minaccia episodica’’, ha detto Rauti, ‘’ma subdola e continua: richiede una risposta proattiva, integrata e multilivello, in linea con gli indirizzi del “Non Paper” presentato dal ministro Crosetto».
«Di fronte a minacce che spaziano dal cyber agli attacchi informatici, dalle tecnologie autonome all’intelligenza artificiale, la formazione interforze è decisiva per costruire professionalità capaci di operare in ambienti complessi e multidominio».
Ha richiamato, inoltre, l’importanza di un ecosistema nazionale: «La difesa dal rischio ibrido non può essere solo militare. Servono cooperazione istituzionale, investimenti tecnologici e un nuovo rapporto tra Forze Armate, università e settore industriale».
Rauti nel suo intervento ha evidenziato come la dimensione digitale sia oggi un vero teatro operativo, in cui minacce cibernetiche e guerra ibrida rendono il Paese più esposto ma anche più consapevole: «Il digitale amplifica le vulnerabilità, ma può diventare uno spazio di resilienza e deterrenza; con una formazione adeguata e con un approccio integrato, possiamo governare il cambiamento e rafforzare la sicurezza nazionale».
E, in merito al dibattito in corso sulla leva volontaria, ha ribadito che “il ministro Crosetto non ha mai ipotizzato il ritorno a quella obbligatoria, ma si sta lavorando ad un progetto ampio di riorganizzazione del comparto Difesa che prevede anche un nuovo modello di riserva selezionata su base volontaria - coerente con il sistema di Forze Armate professionali – composto da personale già formato e civili specialisti funzionali, con skill utili per interventi in situazioni di crisi”.
Riportiamo anche alcuni punti dell'intervento del generale Luciano Portolano, capo di stato maggiore della Difesa: ‘’...Per Operazioni Multidominio si intende un concetto dottrinale che punta a generare – attraverso tutti i domini – effetti nella dimensione fisica, virtuale e cognitiva, in modo sincronizzato, efficace, tempestivo e in coordinamento con gli altri attori non militari del potere nazionale, quest’ultimo, fattore fondamentale delle Operazioni Multidominio.
Ricordo che per ambiente fisico si intende l’integrazione del dominio terreste, aereo, marittimo e spaziale…
Per ambiente virtuale… il campo cyber e dello spettro elettrognetico…
Per ambiente cognitivo… l’ambiente delle operazioni informative, delle operazioni psicologiche, della disinformazione, della manipolazione informativa… quindi dell’influenza strategica al livello sociale, economico e geopolitico)”.
E ancora: “…la complessità e la caoticità del battle space nelle Operazioni Multidominio vanno risolte non solo applicando elementi scientifici, tecnologici e industriali, ossia facendo ricorso alla sola scienza militare, ma debbono ispirarsi soprattutto ai principi dell’arte militare.
Infatti, la guerra, per usare un’espressione di Von Clausewitz, agisce sopra un soggetto vigente e reagente, non su una materia inerte, ovvero sull’uomo e sull’intelligenza umana e non sulla tecnologia, che deve essere intesa al servizio dell’uomo!"
Redazione

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