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foto di: Cybernaua e Praesidium
''Praesidium international''
Istituzione che, con entusiasmo e professionalità, offre servizi di sicurezza in ambiti marittimo e terrestre

05-12-2025 - E’ notizia di Mercoledì scorso: gli Houthi, il gruppo politico e armato sciita che controlla buona parte dell’aera occidentale dello Yemen, hanno liberato alcuni marinai che avevano trattenuto a luglio dopo avere attaccato nel mar Rosso l’Eternity C, la nave mercantile che batteva bandiera liberiana, su cui si trovavano. A bordo della nave, poi affondata, c’erano 25 persone: quattro erano state uccise, 15 erano disperse.
Quando leggiamo notizie che riguardano avvenimenti pirateschi, o attacchi terroristici, contro navi che attraversano gli oceani, il nostro pensiero va subito a ‘’Praesidium International’’, struttura ormai decennale in grado di offrire sistemi di comando e controllo tecnologicamente all'avanguardia, attrezzature, personale per la sicurezza in ambito marittimo e al suo fondatore e direttore, Giuseppe Trizzino.

Ed è a lui che chiediamo un breve commento sulla notizia: ”La liberazione dei marittimi della Eternity C, avvenuta in questi giorni, non è certamente un gesto “umanitario” degli Houthi in senso classico”, ci fa notare Trizzino, “L'evento si inserisce in un’ottica di progressiva de-escalation successiva al cessate il fuoco tra Hamas e Israele, pur restando pienamente dentro una logica di conflitto asimmetrico e pressione sul traffico marittimo globale. Osservando la comunicazione Houthi degli ultimi due anni possiamo vedere come si tratti dell'ennesimo tassello di una strategia politico-militare che usa messaggi chiari e mantenuti nel tempo per accreditarsi come attore prevedibile e “razionale” sul piano comunicativo”.

La risposta di Trizzino, così esplicativa del carattere dell’azione degli Houti, ci fa capire subito la consistenza di ‘’Praesidium international’’, di quale organismo si tratti: team di esperti che forniscono assistenza nei campi della consulenza sui rischi, sulla sicurezza marittima, sui travel security e sulla vigilanza dei siti; nonché attività di analisi di intelligence, di sicurezza informatica e navi offshore, fonda una autorevole e apprezzata gestione operativa.
Giuseppe Trizzino, fondatore e comandante della struttura, da sempre appassionato di tale impegnativo settore ci ha accolti in una delle sue sedi operative a Roma e ci ha narrato le sue esperienze, la sua storia di vita.
‘’Con un padre diplomatico, ambasciatore in giro per i vari Paesi del mondo, sin da bambino ho ricevuto dai numerosi viaggi in cui ero coinvolto molti input che mi hanno instillato il desiderio di conoscere, di affrontare le novità, di sperimentare la vita…’’

Ha frequentato l’Università Luiss, ove si è laureato in Scienze politiche con una tesi sull’Antartide (tema ora di grande attualità); poi è transitato in vari luoghi di studio a sperimentare varie attività, tanto che, frequentando un Master sulla sicurezza internazionale, ha ricevuto la richiesta di gestire l’attività marittima per conto di una società operante nel settore.
Con una percorso di questo tipo durato più di dieci anni e dopo aver anche lavorato per una società di sicurezza israeliana, (Paese noto per la sua capacità di intelligence) è giunto alla realizzazione del suo sogno: Praesidium International, da otto anni nella fiducia degli Armatori.

“Non è stato facile inizialmente dedicarsi a tale attività, soprattutto infondere fiducia, anche a causa della mia giovane età, ben visibile anche dai tratti del volto…” E notiamo che tuttora il suo volto è davvero quello di un giovane uomo che ci affascina per l’entusiasmo con cui descrive la propria attività, i problemi iniziali, i sogni e le prospettive future.

“Dopo aver acquisito esperienze e valutato come sia importante garantire sicurezza a coloro che lavorano in situazioni di pericolo a causa di minacce di vario tipo: pirateria, assalti con droni, atti terroristici… ho fondato Praesidium, avvalendomi di un insieme di persone di grande capacità nel valutare immediatamente quali siano i problemi che possono verificarsi”.

Ha creato una rete che da ogni parte del mondo è in grado di comunicare, trasmettere dati, notizie, situazioni da considerare e valutare per poter offrire una risposta operativa.
Non solo, anche una Piattaforma digitale in cui viene catalogata l’attività in ogni sua particolare peculiarità (incidenti, minacce, percorsi, attività)
“E’ uno strumento indispensabile che si è rivelato di grande utilità non solo per il nostro lavoro, sviluppata come strumento interno, ma anche per essere acquisita da strutture che possono adottarla per le proprie esigenze…”

Sedi operative di Praesidium in Nigeria, a Lagos e a Port Harcourt; in Portogallo a Estoril, e a el Galle in Sri Lanka, Trizzino spiega: “Lavoriamo con un ampio raggio d’azione; la normativa italiana è concentrata sulle minacce della pirateria, ma dal 2019 l’approccio è cambiato: osserviamo altre tipologie di minacce, quali missili balistici, droni, introducendo il concetto di attività antiaerea, attività in aggiunta a quelle previste dalla normativa italiana; ove c’è flusso di navi con migranti che potrebbero incorrere in pericoli; e tal proposito istituiamo anche corsi di formazione agli equipaggi a bordo delle navi”.

Se una nave si trovasse in situazione di carattere bellico?
“Si sono verificati fatti di tale tipo: ad esempio attacco da parte degli Houti con missili balistici, pronto contatto con la Marina Militare ed evacuazione dell’equipaggio a Gibuti… Per tali interventi è concordato uno specifico protocollo”.

In contatto con altre strutture dedicate alla sicurezza marittima?
Non scambiamo informazioni con altre strutture di sicurezza, perché vi sono situazioni che è meglio non diffondere, dati sensibili; non abbiamo scambi di collaborazione con competitor…”

Quali prospettive e progetti; è prevista una espansione in questo settore?
L’espansione è possibile se vi è forte professionalizzazione: in poche parole, occorre capacità di valutazione immediata e non legata a standard, un tipo di intelligenza laterale per intenderci.
Per quanto riguarda i progetti, l’obiettivo ora da raggiungere è consolidare l’attività di sicurezza su terraferma, che stiamo intraprendendo.
Tanto per fare un esempio. Formazione delle scorte ad istituzioni che devono muoversi in percorsi sottoposti a minacce, come in Nigeria…”

Ci vuole coraggio per sviluppare la sua attività?
“In Italia sì, ci vuole tanto coraggio e forte determinazione per superare tutte le soglie della burocrazia! Sono molto meno difficili i contatti con gli USA ove, pure nel rispetto totale delle regole, la burocrazia è molto meno intricata…”
Occorre agire con rapidità di fronte alle emergenze, alle minacce: ricevono la chiamata, devono immediatamente risolvere il problema che si è creato dall’altra parte del mondo in cui occorre rapidamente inviare la soluzione e la soddisfazione di esserci riusciti.
Un misto di coraggio, di professionalità, di entusiasmo che impegna cervello e cuore.






Maria Clara Mussa
 
  


 
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