Manifestazioni ed Eventi

‘’Perspectives from the Horn of Africa – Preventing Malign Actions, Vital Supply Lines’’
Il Corno d’Africa al centro della sicurezza internazionale, prevenzione, cooperazione e resilienza
10-07-2026 - Il workshop internazionale “Perspectives from the Horn of Africa – Preventing Malign Actions, Vital Supply Lines”, promosso dalla NATO Defense College Foundation, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha riunito a Roma rappresentanti delle istituzioni italiane e internazionali, del mondo accademico e della cooperazione per analizzare le principali sfide geopolitiche e di sicurezza che interessano il Corno d’Africa.Ad aprire i lavori è stata la prima sessione, moderata da Francesca Fraccaroli, che ha posto al centro del confronto il valore strategico di una regione sempre più determinante per gli equilibri euro-atlantici e globali.
Dalle rotte marittime del Mar Rosso alle crisi regionali, fino alle prospettive di cooperazione internazionale, il dibattito ha evidenziato come il Corno d’Africa rappresenti oggi uno snodo fondamentale per la sicurezza, il commercio internazionale e la stabilità politica.
Nel suo intervento, El Hadji Ibrahima Diene, rappresentante dell’Unione Africana, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di costruire una resilienza che non sia esclusivamente militare.
Ha sottolineato come la sicurezza debba poggiare su istituzioni credibili, opportunità economiche per i giovani, comunità coinvolte nei processi decisionali e una prevenzione capace di anticipare le crisi prima della loro escalation. Particolare rilievo è stato attribuito anche all’impiego delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale come strumenti utili per il monitoraggio dei rischi, l’analisi dei dati e il rafforzamento dei sistemi di allerta precoce.
L’ambasciatore Giuseppe Mistretta ha invece concentrato il proprio intervento sulle principali tensioni geopolitiche che continuano a interessare la regione.
Tra gli elementi di maggiore preoccupazione ha richiamato la persistente instabilità del Tigray, le tensioni legate all’accesso dell’Etiopia al Mar Rosso e la complessa questione della Grande Diga del Rinascimento Etiope (GERD), che continua a rappresentare un delicato punto di confronto tra Etiopia, Sudan ed Egitto.
Secondo Mistretta, affrontare questi nodi attraverso il dialogo politico e la cooperazione regionale rappresenta una condizione essenziale per prevenire nuovi conflitti.
Nel corso del workshop, Fabio Massimo Ballerini ha illustrato il contributo dell’Italia attraverso il Piano Mattei, evidenziando come la cooperazione con i Paesi africani stia progressivamente evolvendo verso una dimensione sempre più integrata.
Oltre agli investimenti infrastrutturali e al sostegno finanziario, particolare attenzione è stata riservata allo sviluppo tecnologico, ai progetti di connettività digitale e all’AI Hub for Sustainable Development, iniziativa finalizzata a sostenere innovazione e imprenditorialità giovanile nel continente africano.
Il ruolo dell’Unione Europea è stato approfondito da Luca Miehe che ha evidenziato l’importanza della cooperazione regionale quale strumento di prevenzione delle crisi. In un contesto caratterizzato da conflitti sempre più interconnessi, ha sottolineato come diplomazia, integrazione regionale e costruzione della fiducia rappresentino elementi imprescindibili per rafforzare la stabilità dell’area.
L’esperienza europea, fondata sul dialogo e sulla cooperazione tra Stati, è stata indicata come possibile riferimento anche per il consolidamento delle istituzioni regionali africane.
L’attenzione si è poi spostata sulla dimensione marittima con l’intervento di Alberto Monisso, che ha analizzato le conseguenze dell’instabilità del Mar Rosso e delle principali rotte commerciali internazionali.
Terrorismo, pirateria, traffici illeciti e minacce provenienti da attori non statali continuano a incidere sulla libertà di navigazione e sugli scambi economici, con ripercussioni dirette sia sui Paesi della regione sia sull’economia globale.
La sicurezza marittima, è stato evidenziato, non può essere affrontata esclusivamente attraverso strumenti militari, ma richiede istituzioni solide, cooperazione internazionale e un coinvolgimento attivo delle comunità costiere.
Un tema trasversale a tutti gli interventi è stato quello della cooperazione.
È emersa con chiarezza la consapevolezza che nessuna organizzazione internazionale, nessun singolo Stato e nessuna istituzione possano affrontare autonomamente le sfide del Corno d’Africa. Il rafforzamento del dialogo tra Unione Africana, Unione Europea, NATO, organizzazioni regionali e governi locali è stato indicato come uno degli strumenti più efficaci per promuovere stabilità, sviluppo e prevenzione dei conflitti.
Altrettanto centrale è stato il richiamo al principio delle “African solutions for African challenges”, secondo cui il sostegno internazionale deve valorizzare il ruolo delle istituzioni africane e delle comunità locali, favorendo processi di crescita fondati sulla partecipazione, sulla responsabilità condivisa e sulla costruzione di capacità autonome.
Il workshop ha offerto un quadro articolato delle sfide che attendono il Corno d’Africa, evidenziando come sicurezza, sviluppo, cooperazione e prevenzione siano dimensioni sempre più strettamente connesse.
In un contesto internazionale caratterizzato da crisi complesse e interdipendenti, il confronto tra istituzioni, diplomazia, ricerca e organizzazioni regionali continua a rappresentare uno strumento essenziale per costruire risposte condivise e sostenibili.
Klarida Rrapaj
Clinical and Legal Psychologist
Klarida Rrapaj

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