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foto di: P. Panozzo
FAO, la partita del GPP-TAD
Perché il Sahel e il Burkina Faso guardano con attenzione al nuovo programma sulle malattie animali transfrontaliere
28-07-2026 - Dietro il linguaggio tecnico della sanità animale si gioca una delle sfide più importanti per la sicurezza alimentare mondiale.
È questa la posta in gioco del Global Partnership Programme for Transboundary Animal Diseases (GPP-TAD), il nuovo programma che la FAO ha presentato ai suoi Membri - 193 Stati più l’Unione Europea come Membro Organizzazione - per rafforzare la prevenzione e il controllo delle malattie animali transfrontaliere.
Il Direttore Generale, Qu Dongyu, lo ha illustrato a Roma il 2 dicembre 2025, in una sessione informativa riservata ai Membri presso la sede centrale dell’Organizzazione.
Il mandato arriva dalla 44ª Conferenza FAO ed è esplicito: rilanciare il lavoro dell’Organizzazione sul controllo delle malattie transfrontaliere, proprio mentre le risorse disponibili si contraggono.

Il punto di partenza è un avvertimento. Qu Dongyu lo ha ribadito senza mezzi termini: i tagli ai finanziamenti internazionali rischiano di vanificare oltre vent’anni di lavoro dell’ECTAD, il Centro di emergenza FAO per le malattie animali transfrontaliere, che ha sostenuto più di cinquanta Paesi nella sorveglianza epidemiologica e nella risposta rapida agli focolai. Il GPP-TAD, però, non nasce dal nulla.
Eredita e rilancia l’impianto del GF-TADs, la piattaforma congiunta FAO-World Organisation for Animal Health attiva dal 2004.
La vera novità sta altrove: in un modello di finanziamento a livelli differenziati. I Paesi ad alto reddito garantiscono un finanziamento di base a sostegno di quelli con minori risorse; i Paesi a reddito medio possono contribuire in forma finanziaria o in natura, ottenendo in cambio accesso a strumenti avanzati di sorveglianza, diagnostica e co-finanziamento.
La finestra temporale per l’adesione è stata scandita dalle Conferenze Ministeriali Regionali della FAO, svoltesi nel corso del primo semestre 2026.
Lo stesso Direttore Generale, nel discorso di apertura del programma, aveva invitato i Membri a formalizzare la partecipazione prima della metà di maggio.
Dopo il ciclo delle conferenze regionali, aveva avvertito, le adesioni si sarebbero chiuse.
Il bilancio più aggiornato è arrivato dal 181° Consiglio della FAO, riunito a Roma dall’8 al 12 giugno 2026: più di 77 Paesi avevano a quel punto confermato la propria partecipazione al GPP-TAD. Un dato, ha detto Qu Dongyu, che dimostra “professionalismo e multilateralismo reale”.

È in questo quadro che si colloca l’interesse del Burkina Faso e, più in generale, dell’Alleanza degli Stati del Sahel.
A spiegare questo interesse sono anche i numeri. Secondo i dati della stessa FAO, l’allevamento occupa in Burkina Faso quasi l’86 per cento della popolazione attiva del Paese e vale tra il 10 e il 20 per cento del PIL nazionale: è il secondo settore per contributo al valore aggiunto agricolo, dopo le colture cerealicole.
Non è un comparto marginale. È uno dei pilastri dell’economia reale burkinabé, il settore da cui dipendono, direttamente o indirettamente, milioni di famiglie rurali.

Proprio questa struttura economica rende il Paese particolarmente esposto alle principali malattie animali transfrontaliere: peste suina africana, influenza aviaria, dermatite nodulare contagiosa, febbre della Rift Valley.
La mobilità del bestiame attraverso le frontiere, la pressione climatica, i limiti nelle capacità di sorveglianza veterinaria fanno il resto.
In un contesto simile la cooperazione regionale non è un’opzione: è una necessità strutturale. Non a caso il Burkina Faso ospita, a Bobo-Dioulasso, il Centre International de Recherche-Développement sur l’Elevage en zone Subhumide (CIRDES), uno dei poli di ricerca zootecnica di riferimento per l’intera regione saheliana, da tempo impegnato sui temi della sanità animale transfrontaliera.

Sul piano diplomatico, Ouagadougou ha mantenuto negli ultimi mesi una presenza costante nei consessi FAO a Roma.
L’ambasciatrice straordinaria e plenipotenziaria del Burkina Faso in Italia, Sua Eccellenza Cyrille Ganou Badolo, ha presentato le proprie credenziali al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 5 dicembre 2024.
È lei ad aver guidato personalmente la delegazione burkinabé alla 44ª Sessione della Conferenza FAO, svoltasi a Roma dal 28 giugno al 4 luglio 2025, seguendo da vicino i dossier di politica generale e le questioni finanziarie dell’Organizzazione.
Una presenza istituzionale continua, non episodica, che si inserisce nella più ampia strategia diplomatica del Burkina Faso: rafforzare la propria proiezione presso le agenzie delle Nazioni Unite con sede a Roma, in un momento in cui il Paese - insieme agli altri membri dell’Alleanza degli Stati del Sahel - ridefinisce le proprie priorità di cooperazione internazionale.

La credibilità del GPP-TAD non si misurerà dal numero delle adesioni raccolte, ma dalla capacità di trasformare gli impegni politici in laboratori, sistemi di sorveglianza, formazione veterinaria, campagne vaccinali e strumenti finanziari realmente accessibili ai Paesi del Sahel. È su questo terreno che il nuovo partenariato promosso dalla FAO sarà chiamato a dimostrare il proprio valore.
Il Burkina Faso, con la sua economia pastorale e la sua presenza costante nei consessi romani, ha tutto l’interesse a restare tra i protagonisti di questa partita.



Pierangelo Panozso
 
  


 
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