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Sarà un nuovo Iraq?
Nel centro più fortificato della capitale afghana, un camion carico di esplosivo ha provocato 90 morti e 400 feriti
02-06-2017 - Nella zona più fortificata del cuore di Kabul, un attacco suicida ha provocato novanta morti e circa 400 feriti, il 31 maggio scorso
Il periodo del Ramadan non è servito a rendere meno pericolosa la vita della città.
L’attacco è stato attuato con uno dei camion adibiti alla pulizia mediante agenti chimici, carico di esplosivo e lanciato nella zona delle ambasciate, in un orario in cui il traffico è maggiormente attivo.
L’esplosione ha creato un cratere profondo almeno cinque metri, vicino a Zanbaq Square, nel Distretto di Wazir Akbar Khan.
I numerosi feriti sono per lo più civili, donne e bambini, ma anche personale delle forze di sicurezza afghane; e tra i feriti, almeno undici contractor americani, secondo quanto dichiarato dal dipartimento USA.
In seguito all’attacco terroristico, di cui si sono dichiarati estranei i Talebani, (che anzi condannano l’atto che ha provocato la morte dei civili) in un periodo consacrato al Ramadan, pare siano sospesi i rimpatri degli Afghani che avevano cercato asilo in Germania, nazione che da alcuni mesi rimpatriava scaglioni di persone rifugiate.
Tale ulteriore grave ferita nell'organismo della sicurezza di cui il governo afghano è responsabile, pare rendere meno fiduciosa la popolazione nei confronti del sistema, che dopo sedici anni di guerra intrapresa contro gli insurgent con la cooperazione della coalizione internazionale, ancora non sembra ottenere i risultati sperati.
Ci si chiede a cosa siano serviti i sacrifici di sangue e le attività sul campo afghano, dal 2001 ad oggi.
E’ una domanda a cui i normali cittadini danno risposta negativa.
Nel frattempo, dato che i Talebani esercitano il proprio controllo su quasi la metà dei distretti, record dall'inizio della guerra nel 2001, gli Stati Uniti sono pronti ad inviare nel territorio afghano altri tremila soldati.
Il lancio della Moab, la “Madre di tutte le bombe”, da parte dell'America non è stato certo un deterrente.
Sarà un nuovo Vietnam? un secondo Iraq?

Maria Clara Mussa
 
  


 
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