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foto di: Cybernaua
Il generale Antonio De Vita lascia il Comando Provinciale carabinieri di Roma
Dopo due anni di intensa attività in Roma, città dal panorama articolato, con criticità sul piano dell'ordine e della sicurezza pubblica
07-09-2018 - Il 29 agosto scorso, nella sede del Comando provinciale dei carabinieri a Roma, la caserma di piazza San Lorenzo in Lucina,
il generale di brigata Antonio de Vita ha invitato i rappresentanti della stampa per un saluto ed un bilancio di fine incarico, in occasione della sua nuova nomina a comandante della Legione carabinieri Lombardia. Dopo due anni di comando in Roma, dunque, De Vita ha lasciato il Comando provinciale dei carabinieri della Capitale.
Non voglio dare numeri e autocelebrare la nostra attività», ha detto rivolgendosi ai giornalisti.
Nel parlare di Roma ha sottolineato, «Un luogo dove non ti senti mai arrivato e dove, ogni giorno, è come se fosse il primo giorno di servizio, dove si ha la percezione di quanto sia complessa la macchina per governarla, in termini generali ma anche specifici. Tutti noi siamo abituati a prendere, dalle bellezze artistiche e paesaggistiche. Io credo che in questi due anni, la missione per cercare di portare avanti è stata quella di restituire qualcosa a questa città da cui tutti noi prendiamo; restituire, in termini di sicurezza e di qualità della vita dei cittadini ».
Non vuole cadere in autocelebrazione De Vita, ma sente comunque importante parlare del lavoro svolto, e dei risultati ottenuti perché c’è stata capacità di risposta, in termini del ritrovo del territorio; capacità di governo non solo del centro della città ma anche delle periferie:
Ed ha ribadito come non sia importante solo l’attività di repressione dei reati, ma sia basilare la percezione dei cittadini riguardo alla presenza capillare dei carabinieri sul territorio.
Non ha dimenticato di ringraziare la Procura di Roma, per il lavoro svolto e la collaborazione con la quale le attività di controllo del territorio sono state compiute: "Il Procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone non ci ha fatto mai sentire soli e per questo lo voglio pubblicamente ringraziare"
Non ama parlare di “emergenze”: «Piuttosto vorrei parlare delle risposte che sono state date ad una città che ha sicuramente un panorama articolato, con delle criticità sul piano dell'ordine e della sicurezza pubblica. Risposte chiare che sono arrivate in merito al controllo del territorio. Abbiamo dato grande importanza ai temi legati non solo al numero dei reati, ma anche alla percezione della sicurezza del cittadino». Perché oltre alla repressione dei reati, c'è anche il tema della “visibilità” delle forze dell'ordine, della loro presenza sul territorio.
Un momento particolare ha voluto ricordare: la consegna del permesso di soggiorno a John Ogah, il cittadino nigeriano che l'anno scorso sventò una rapina in un supermercato alla periferia di Roma, affrontando un rapinatore armato di mannaia, permettendo ai carabinieri di arrestarlo.
Il generale De Vita, arrivato nella Capitale il 7 settembre del 2016, ha dovuto affrontare subito, con gli altri attori istituzionali, l'organizzazione della sicurezza per gli eventi conclusivi del Giubileo della Misericordia e successivamente per il sessantesimo anniversario della firma dei Trattati di Roma.
Anche molte operazioni significative sul fronte del contrasto alla criminalità organizzata ha voluto ricordare: la «Eclissi» nei confronti di componenti della nota famiglia degli Spada, la «Hampa» del giugno scorso con 58 arresti del clan dei Gambacurta che controllava lo spaccio, l'usura e l'estorsione nell'area di Roma Nord e la «Gramigna» contro il clan Casamonica.
Un saluto ed un ringraziamento particolare ha espresso pubblicamente ai suoi collaboratori che per questi anni lo hanno affiancato.
Ora comanderà la Legione carabinieri della Regione Lombardia.





Maria Clara Mussa
 
  


 
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