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Dal 2018 l'Italia ha donato al Niger 60 tonnellate di farmaci
La ministra della Difesa Elisabetta Trenta, sta svolgendo in queste ore una visita di stato in Niger dove opera la missione militare MISIN in supporto delle autorità locali
26-02-2019 - La ministra della Difesa Elisabetta Trenta si è recata a Niamey per incontrare il suo omologo Kalla Moutari (lo aveva già ricevuto a Roma il 9 ottobre scorso) e il Presidente della Repubblica Mahamodou Issoufou.
In visita anche alla missione italiana MISIN, composta al momento da 106 militari al comando del generale Antonio Maggi, presso cui ha preso parte alla consegna di attrezzature mediche e sanitarie da parte del Coi (Comando operativo interforze) alle autorità locali.
Donazione che ammonta complessivamente a 167mila euro e che si aggiunge agli otto voli umanitari (da aprile 2018 a gennaio 2019, per un totale di 65 tonnellate di aiuti) partiti dall’Italia.
La missione in Niger aveva vissuto una lunga situazione di stallo di circa 8 mesi; dall’avvio dato del precedente governo, dicembre 2017, la missione non è infatti mai realmente partita, a causa della dura reazione del governo nigerino all’annuncio dell’ex ministro Pinotti di voler portare nel Paese più di 400 uomini.
Dal suo insediamento, Trenta ha ripreso i rapporti con le autorità locali e, dopo una serie di trattative, a settembre, la missione MISIN ha avuto un nuovo slancio.
Quella della ministra della Difesa in Niger, che segue quella del presidente Giuseppe Conte avvenuta il 15 gennaio scorso, è la prima visita in assoluto di un ministro della Difesa italiano e rappresenta un'ulteriore conferma dell’attenzione dedicata dall’Italia al continente africano e alla regione del Sahel, oltre che al Niger, attore chiave della regionalizzazione della lotta contro il terrorismo e partner imprescindibile nella gestione dei flussi migratori
Il Niger, che è il secondo Paese africano per gli USA, dopo Gibuti, in termini di dimensioni del contingente schierato, dopo il collasso della Libia è divenuto la frontiera meridionale dell’Europa; ha un territorio 4 volte più vasto dell’Italia e lotta contro diverse minacce alle frontiere con Nigeria, Mali, Lagos, Ciad, Burkina Faso.
Una drammatica conferma del deterioramento delle condizioni di sicurezza si è avuta il 17 settembre, con il rapimento del missionario italiano Padre Pierluigi Maccalli
Approfondimento
L’Italia ha donato al ministero della salute di Niamey circa 60 tonnellate di farmaci e presidi medici.
Le attività di consegna dei farmaci sono iniziate il 24 aprile del 2018 e sono state 7 in totale, la prima di 15 tonnellate di farmaci e presidi sanitari, a seguire il 28 maggio altre 12 tonnellate, poi il 30 luglio ed il 20 settembre sono state donate rispettivamente 7 e 5 tonnellate di farmaci per fare fronte ad una epidemia di colera, il 20 settembre sono state quindi donate anche 2000 zanzariere.
Il 23 novembre un’ulteriore donazione sempre a Niamey di 7 tonnellate di farmaci, il 17 dicembre a Zinder ulteriori 7 tonnellate di farmaci anti colera e meningite orientate all’ospedale locale che ha un bacino di 30.000 persone. L’ultima donazione, consistita in ulteriori 6,5 tonnellate di materiale sanitario, risale al 25 gennaio scorso.
Le principali patologie che affliggono la popolazione del Niger sono epidemie di colera, morbillo e meningite.
I materiali sono stati resi disponibili grazie alla collaborazione tra il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, le Nazioni Unite e altre agenzie intergovernative.
Le attività di supporto e aiuto alla repubblica africana sono state condotte sul posto dal personale della missione militare italiana MISIN grazie al supporto dell’Aeronautica Militare Italiana che, con i suoi velivoli, ha trasportato 285 metri cubi di materiale poi consegnati ai ministeri della salute e della difesa Nigerini.
Queste attività di aiuto rappresentano un segno tangibile della volontà di supportare fattivamente il Niger a fronteggiare una situazione emergenziale e costituiscono, nel contempo, una chiara dimostrazione di come le missioni svolte dalle nostre Forze Armate all’estero si caratterizzino sempre più marcatamente come interministeriali e interagenzia, nonché come espressione dell’impegno dell’intero sistema Paese nell’aiuto concreto alle realtà locali dove si interviene e nella tutela degli interessi nazionali.






Redazione
 
  


 
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