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Rimodulare la missione in Libia e tutelare interessi nazionali
Nel corso dell'audizione nella Commissione Difesa in Senato il ministro Guerini ha parlato della presenza dei nostri militari in Libia
17-01-2020 - I bastioni di Misurata fanno da contraltare alle navi cargo cariche di franchi francesi, moneta destinata al pupillo di Tobruk per il quale non è stata lesinata la dislocazione dell’intera Legione straniera, per favorire la sua ascesa e le mani della Francia sulla Libia.
Misurata, la città della resistenza libica, caposaldo di una stentata unità che si è fatta carico della sola vera lotta al terrorismo mai realizzata nella nazione post-Gheddafi lacerata da lotte intestine e tribali: è Misurata con la sua milizia che liberò Sirte dall’Isis nel 2016 dimostrando di essere una vera e propria “Sparta libica”.
Ed a Misurata è dislocata la missione militare italiana che con l’ Operazione Ippocrate fornisce assistenza sanitaria alle forze libiche impegnate nel contrasto alla presenza di Daesh in Libia mediante lo schieramento di una struttura ospedaliera campale militare interforze a sostegno dell’ospedale civile di Misurata. 
La Missione Bilaterale di Assistenza e Supporto in Libia, MIASIT, incrementa la capacità di stabilizzazione del Paese fornendo supporto alle Forze di sicurezza e alle istituzioni governative libiche, supporto sanitario a favore della popolazione civile e assistenza tecnica (anche formazione e mentoring) alle strutture ospedaliere libiche dal settembre 2016.
Ad oggi, la Task Force Ippocrate ha erogato più di 18.000 prestazioni sanitarie, effettuando interventi specialistici su personale locale, in base alle esigenze e alle necessità prospettate dalle Autorità locali.
La Missione è stata avviata il 1 gennaio 2018 con lo scopo di fornire assistenza e supporto al Governo di Accordo nazionale libico ed è frutto della riconfigurazione, in un unico dispositivo, delle attività di supporto sanitario e umanitario previste dall'Operazione Ippocrate e di alcuni compiti di supporto tecnico-manutentivo a favore della Guardia costiera libica rientranti nell'operazione Mare Sicuro.
La nuova missione, ha riordinato in maniera sinergica le attività interforze in atto sul territorio libico al fine di incrementare le capacità delle Forze di Sicurezza locali in un'ottica di stabilizzazione del Paese e di contrasto al terrorismo e ai flussi migratori illegali.
Ed in vista del nuovo decreto missioni 2020, il ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha confermato la presenza dei nostri militari nei teatri operativi di Libia, Iraq, Afghanistan, Libano
«L’obiettivo - ha detto Guerini in audizione nelle Commissioni Difesa di Senato e Camera in seduta congiunta-  “è tutelare gli interessi nazionali, rispondere agli obblighi internazionali e a specifiche richieste di assistenza».
«Laddove il processo di pacificazione avesse uno sviluppo positivo e si aprisse la strada a un intervento internazionale - ha proseguito il ministro parlando della presenza dei nostri militari in Libia -  “ci sarebbe margine per una possibile rimodulazione dell'intervento nazionale».
Ed alla vigilia della Conferenza di Berlino, il lavoro dei militari italiani impegnati nella missione in Libia prosegue senza sosta e, nonostante quanto riportato da alcuni organi di stampa circa la sospensione della missione bilaterale in Libia, le attività concordate di intesa con le autorità libiche proseguono regolarmente; non sussistono ipotesi di ritiro del personale militare italiano dalla Libia, dove l’impegno del contingente è apprezzato dalle autorità politiche libiche, dalla comunità internazionale e dalla popolazione libica.
E, se è vero che la situazione in Libia richiede un alto livello di attenzione, è altrettanto vero che i militari italiani sono pronti ad attuare tutte le misure necessarie alla salvaguardia della sicurezza.
«Sebbene fortemente condizionati dal debole contesto securitario che caratterizza tutto il Paese” - ha spiegato il ministro Guerini durante l’audizione - “le attività dei nostri militari continuano in accordo alle finalità della missione, che sono quelle di assistere e assicurare supporto sanitario, specialmente tramite gli assetti sanitari dell'ospedale da campo rischierati a Misurata, garantendo anche la possibilità di trasferire in Italia i pazienti che dovessero richiedere cure altamente specialistiche e garantire attività di sostegno a carattere umanitario, assicurare attività di formazione, addestramento, consulenza, assistenza, supporto a favore delle forze di sicurezza e delle istituzioni governative libiche, in Italia e in Libia, al fine di incrementarne le capacità complessive».
Nella mattinata del 15 gennaio, dopo l'audizione al Senato presso le Commissioni Difesa riunite, si è svolto un colloquio telefonico tra Guerini e l'Alto Rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell.
Al centro dell'incontro telefonico la crisi libica e le questioni connesse alla politica comune di sicurezza e difesa.  Entrambi hanno convenuto come prioritario il rafforzamento del quadro di sicurezza interno in Libia, nello specifico riferendosi all'effettiva implementazione del cessate il fuoco e all'embargo delle armi. Essenziale, in tal senso, un impegno diretto della comunità internazionale e, in particolare, un approccio proattivo dell'Unione Europea, in qualità di Security provider nell'area del Mediterraneo che ha una rilevanza strategica per la nostra sicurezza comune.





Carmela Modica
 
  


 
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