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Carabinieri contro delinquenti, pusher, camorristi...
L'impegno quotidiano dell'Arma dei carabinieri non conosce sosta; un breve e sintetico sunto delle loro attività nella Capitale e dintorni
11-02-2020 - Smantellano sodalizi criminali, controllano traffico stupefacenti, arrestano rapinatori di ogni tipo, scoprono depositi illeciti e inquinanti l'ambiente...
Attività, queste, che i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma attendono regolarmente, ogni giorno.
Alcuni esempi:
Arresti e sequestri di ingenti quantità di sostanze stupefacenti e sette persone arrestate tra Quarticciolo, piazza dei Cinquecento, San Pietro e Tor Bella Monaca.
Sono stati sequestrati complessivamente circa 1,2 Kg tra marijuana e cocaina, e circa 1.600 euro in contanti ritenuti provento illecito dei pusher finiti in manette.
I Carabinieri della Stazione Roma Tor Tre Teste hanno arrestato due vecchie conoscenze, entrambi romani di 47 e 33 anni, sorpresi mentre effettuavano uno scambio droga-denaro con un loro “cliente”.
Pusher arrestati e l’acquirente segnalato all’Ufficio Territoriale del Governo in qualità di assuntore di droghe. Sequestrati 90 gr. di cocaina e 1230 euro in contanti.
Un giovane di Burkina Faso di 19 anni, nella Capitale senza fissa dimora e con precedenti, “pizzicato” in piazza dei Cinquecento dai Carabinieri del Comando Roma piazza Venezia. In suo possesso, i militari hanno trovato 32 gr. di marijuana e 40 euro in contanti.
I Carabinieri della Compagnia Roma San Pietro, hanno arrestato un cittadino nigeriano di 37 anni, domiciliato a Roma e incensurato. Controllato mentre stava camminando in strada con delle voluminose buste al seguito, al cui interno i Carabinieri hanno rinvenuto 3 involucri contenenti un chilo e 27 grammi di marijuana.
I Carabinieri della Compagnia di Frascati e della Stazione Roma Tor Bella Monaca hanno fatto scattare le manette ai polsi di tre pusher – un romano di 38 anni, un 32enne di Grottaferrata e un 20enne di Monte Compatri, venuti in zona per rifornirsi di dosi di cocaina. Alla fine i militari hanno sequestrato 27 grammi di cocaina e circa 300 euro in contanti.
Mentre i Carabinieri della Stazione Roma Ponte Milvio, durante un controllo hanno fermato un 23enne e un 20enne, entrambi romani che in auto avevano una busta di plastica contenente 140 grammi di marijuana.
I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Pomezia hanno sottoposto a fermo un 44enne italiano, con precedenti, con l’accusa di rapina aggravata, con volto coperto, in un centro commerciale.
Intanto, i Carabinieri della Tenenza di Guidonia Montecelio e del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale di Roma, dopo aver svolto servizi di osservazione, hanno sorpreso in flagranza cinque cittadini italiani, di età compresa tra i 39 e i 49 anni, appartenenti al gruppo nomade dei “caminanti”, che sono stati arrestati per combustione illecita di rifiuti.
I cinque erano dediti al traffico ed allo smaltimento non autorizzato di rifiuti e sono stati scoperti mentre bruciavano rifiuti speciali pericolosi senza alcuna autorizzazione in un terreno adiacente alla chiesa di Santa Sinforosa.
Ed è di oggi la notizia che nelle province di Roma, Viterbo, Terni, Padova, Lecce, nonché in Spagna ed in Austria, è in corso una vasta operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, denominata ''Jackpot''..
Danno esecuzione ad un’ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica di Roma – Direzione Distrettuale Antimafia, che dispone l’arresto di 38 persone, ritenute appartenenti, a diverso titolo, di un’associazione per delinquere (416 C.P.), facente capo a Salvatore Nicitra, uno degli ex boss della c.d. “Banda della Magliana”
//www.cybernaua.it/video/video.php?idvideo=185
Con l'operazione ''Akhua'', invece, due sodalizi di camorra e 'ndrangheta sono stati smantellati dai Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, dei Comandi dell’Arma territorialmente competenti e della Guardia Civil in Spagna che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare: 33 persone indagate, a diverso titolo, per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, cessione e detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, aggravate dall’uso delle armi.
Approfondimento Operazione Akhua
Il provvedimento restrittivo si basa sulle risultanze acquisite dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di via in Selci nell’ambito di un’indagine, denominata convenzionalmente “Akhua”,  che ha consentito di accertare l’operatività di due distinte consorterie criminali dedite al narcotraffico, capeggiate l’una da Polito Vincenzo e Filippone Francesco e l’altra dai fratelli Esposito Genny e Salvatore, tra loro interconnesse dalla mutua assistenza nello specifico settore.
Nella circostanza, è stato documentato che POLITO Vincenzo, in collaborazione con FILIPPONE Francesco, dirigeva una strutturata organizzazione criminale dedita al traffico di ingentissimi quantitativi di sostanze stupefacenti [cocaina e hashish] sulla tratta Roma-Cagliari e collaborava, per ottenere i propri illegali profitti, con i fratelli ESPOSITO, membri di vertice dell’altra associazione pure finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Come riscontrato anche dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, l’organizzazione criminale diretta dai componenti della famiglia ESPOSITO acquisiva dal POLITO parte dello stupefacente destinato alle piazze di spaccio da loro controllate nella zona nord est della Capitale.
In particolare, le indagini condotte sul conto di POLITO Vincenzo hanno permesso di accertare che questi inviava periodicamente ingenti quantitativi di narcotico – in una circostanza è stata accertata la cessione di 21 kg di cocaina - a ZEDDE Luca il quale, a capo di un’organizzazione criminale sarda, acquistava lo stupefacente e versava quanto dovuto al medesimo POLITO Vincenzo per il tramite del sodale FENU Francesco.
L’attività di narcotraffico e di recupero crediti veniva curata, sotto la direzione di POLITO Vincenzo, dai fratelli GIANNINI Marco e Milko, i quali, a loro volta, si avvalevano nelle varie illecite attività di PACINI Mirko, RONELLI Andrea, TOMASSI Giuseppe, CORSANO Davide, FASCIANO Antonietta, ALEANDRI Massimiliano, BUGGINI Massimo, FORTI Sandro, TINTI Mirko e MANES Monica.
Le risultanze investigative emerse sull’associazione dei fratelli ESPOSITO, figli di Luigi, alias “Gigino nacchella”, già esponente di spicco del clan Licciardi operante nel quartiere Secondigliano di Napoli, federato alla più nota alleanza di Secondigliano, oltre ad acclarare i rapporti tra i principali sodali dell’organizzazione e la loro compartecipazione alle attività di narcotraffico, hanno consentito di individuare un appartamento, situato nel quartiere capitolino di San Basilio, predisposto per lo stoccaggio e la distribuzione delle ingenti partite di cocaina, hashish e marijuana che l’organizzazione gestiva per effettuare le consegne giornaliere al proprio circuito relazionale. Tale abitazione, luogo di stoccaggio dello stupefacente nella disponibilità dei fratelli ESPOSITO, veniva gestito dai campani RISPOLI Giovanni e CIOTOLA Francesco, e sorvegliata costantemente dal correo SPEZZAFERRO Alessandro, il quale aveva fittiziamente intestato il contratto di locazione ad un soggetto ignaro della vicenda delittuosa.
Nel corso dell’indagine erano stati arrestati in flagranza di reato TECCHIO Antonio e CIOTOLA Francesco i quali trasportavano, per conto del sodalizio, 200 grammi di cocaina celati all’interno dell’autovettura Q3 con targa tedesca locata dalla “Revolution Car s.r.l.s.”, società sottoposta a sequestro preventivo, fittiziamente intestata a ROMEO Mirko, ma di fatto gestita ed amministrata da CELANO Luigi e CELANO Dino, soggetti inseriti nel circuito dei fratelli ESPOSITO.
L’attività investigativa ha consentito di arrestare 13 persone in flagranza di reato e sequestrare complessivamente circa 3 kg. di cocaina, 72 kg. di marijuana, 55 kg. di hashish, 10 kg. di esplosivo, 1 fucile cal. 12, 1 revolver a salve modificato, 3 carabine, 1.648 cartucce [cal. 9X19, 9X21 e 347] e la somma contante di 30.000 euro.
Contestualmente, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma stanno eseguendo la misura cautelare della sospensione dal pubblico ufficio nei confronti di un Ispettore della Polizia di Stato, in servizio nella Capitale, responsabile di aver effettuato accertamenti in Banca Dati SDI per agevolare le attività illecite del sodalizio investigato [ex art. 615 ter, co. 1 e 2 nr. 1 e 3 c.p.], nonché un sequestro preventivo, emesso dal medesimo G.I.P. del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Procura della Repubblica – D.D.A. di Roma, riguardante beni utilizzati per la commissione dei reati o comunque acquisiti con proventi illeciti per un valore complessivo di circa 1 milione di euro.






Maria Clara Mussa
 
  


 
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