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I terroristi non mirano solo ad uccidere
Presentazione a Roma del 1° Rapporto sul terrorismo e sul radicalismo in Europa
21-02-2020 - Il 25 febbraio prossimo, a Roma, nella sala del Cenacolo presso la Camera dei Deputati, Complesso di Palazzo Valdina, in Piazza in Campo Marzio 42 si terrà il 1° Rapporto sul terrorismo e il radicalismo in Europa.
Un impegno svolto da ReaCT, che dal momento della sua costituzione monitora ed analizza il panorama del radicalismo e del terrorismo jihadista europeo.
Dalle ore 16,30 alle ore 19.00, si alterneranno a parlare relatori esperti di tale argomento sempre più di attualità, in un convegno realizzato con il patrocinio del Ministero della Difesa.
Relatori_
Claudio Bertolotti (Osservatorio ReaCT, Direttore esecutivo); On.Alberto Pagani(Commissione IV Difesa, Camera dei Deputati);Francesco Pettinari (Osservatorio ReaCT); Deborah Basileo (Osservatorio ReaCT); Matteo Bressan (SIOI, ReaCT); Marco Lombardi(ITSTIME, Università Cattolica e ReaCT); Andrea Manciulli(Europa Atlantica); Chiara Sulmoni (START InSight, ReaCT); Marco Rosi(Comandante Divisione antiterrorismo del R.O.S. - Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri);Claudio Galzerano(Servizio per il Contrasto dell'Estremismo e del Terrorismo Esterno DCPP/UCIGOS - Polizia di Stato).
La chiusura dei lavori è affidata all’ On.Raffaele Volpi (COPASIR, presidente).
L’Osservatorio sul Radicalismo e il Contrasto al Terrorismo, (ReaCT) con il suo primo Rapporto su terrorismo e radicalismo in Europa, in tal modo offre al pubblico uno studio sintetico e ragionato sull’evoluzione, le tendenze e gli effetti, attraverso un approccio multidimensionale, quantitativo e qualitativo.
Ne risulta una lettura completa e ragionata del fenomeno e del modus operandi terrorista: uno strumento utile messo a disposizione di operatori per la sicurezza, sociali ed istituzionali e del più ampio pubblico.
La caduta dell’ultimo bastione del Califfato a Baghuz nel 2019 e, a seguire, l’uccisione del fondatore e leader storico dell’ISIS Ibrahim al-Baghdadi, non hanno impedito alle cellule dello Stato Islamico di continuare a colpire in varie parti del mondo e di ispirare attentati da parte di individui radicalizzati in Europa. Gli ultimi due episodi di violenza jihadista, verificatisi a Londra (2019 e 2020) ad opera di estremisti recidivi rilasciati dopo aver scontato una breve pena per terrorismo, hanno segnato una nuova fase nella lotta al terrorismo, con la quale ci confronteremo negli anni a venire.
Essa richiede attenzione e la messa a sistema di tutte le conoscenze e competenze accumulate in anni di studi ed esperienze a livello internazionale. 
È con tale consapevolezza che l’Osservatorio ReaCT ha prodotto il suo primo Rapporto, composto da 12 contributi d’analisi che spaziano dalla presentazione e valutazione dei numeri del “nuovo terrorismo” in Europa, alla minaccia nel ‘dopo-Baghdadi’; dall’evolversi della comunicazione dello Stato Islamico, alla situazione controversa e irrisolta dei foreign fighters; dagli strumenti virtuali del cyber-terrorismo, cyber-jihad e guerra dell’informazione, ai limiti normativi anche in campo di lotta al finanziamento del terrore; dal calcolo del tempo di attivazione dei soggetti radicalizzati, al ‘capitolo’ droni e tecnologia, la questione spinosa e urgente della de-radicalizzazione e, non da ultimo, il nuovo approccio necessario per comprendere una minaccia che perdura.
I numeri del fenomeno analizzati.
Il direttore dell’Osservatorio, Claudio Bertolotti: “18 gli attacchi terroristici ed episodi di violenza di matrice jihadista nel 2019: Francia (9), Italia (2), Paesi Bassi (3), Norvegia (2), Regno Unito (1) e Svezia (1), per un totale di 10 persone uccise e 46 ferite. La maggior parte delle azioni ha visto l’uso di coltelli (76%) e armi da fuoco (18%); solo in un caso (Lione) è stato fatto uso di esplosivi. Un trend in linea con l’evoluzione di un fenomeno che ha registrato in Europa, nel 2014-2019, 120 azioni violente “in nome del jihad”, con 390 morti e 2359 feriti: sette attacchi su dieci si sono concentrati nel periodo di massima espansione dello Stato islamico (2015-2017).
Il 56% degli attacchi è registrato come fallimentare, il 22% è un successo tattico, sebbene nel 78% dei casi sia stato ottenuto un risultato significativo in termini di danni: è questo un grande risultato per i terroristi, perché non mirano solo ad uccidere e ferire, ma a dividere le nostre società e a diffondere odio e intolleranza
”.
 Nota
ReaCT nasce su iniziativa di una ‘squadra’ composta da esperti e professionisti della società svizzera di ricerca e produzione editoriale START InSight di Lugano, del Centro di ricerca ITSTIME dell’Università Cattolica di Milano, del Centro di Ricerca CEMAS dell’Università La Sapienza e della SIOI sempre a Roma.
A ReaCT hanno anche aderito come partner Europa Atlantica e il Gruppo Italiano Studio Terrorismo (GRIST).
L’Osservatorio ReaCT è composto da una Direzione, un Comitato Scientifico di indirizzo, un Comitato Parlamentare e un Gruppo di lavoro permanente.
ReaCT vuole contribuire alla divulgazione di conoscenze e prospettive utili, affinché si possano comprendere le origini e la direzione di un fenomeno – l’estremismo – che chiama in causa ognuno di noi.  
Tutte le informazioni sul sito www.osservatorioreact.it
info@startinsight.eu





Maria Clara Mussa
 
  


 
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