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 Come gli avvenimenti in Caucaso hanno reso la Grecia ancora piu’ strategica per l’Italia
Un approccio alternativo al TAP, con tanto “Sistema Italia” coinvolto
18-11-2020 - Ieri il TAP (Trans Adriatic Pipeline) è entrato in operazione, pietra miliare per contribuire a sganciare l’Italia, i Balcani e l’Europa del centro sud dalla “diplomazia del gas russa”.
Ancor più importante, seppur poco chiaro in Italia, è il fatto che una serie di eventi negli ultimi mesi ha reso la Grecia un ancor più importante partner strategico per l’Italia.
Vediamo cosa è successo in 6 semplici punti:
1. TAP/TANAP e Caucaso: uno (ma non l’unico, diversamente da quanto crede la sempre disattenta analisi italiana) dei canali di alimentazione del TAP è il TANAP. TANAP che però ha due svantaggi.
Il primo è che, dopo i recenti accordi mediati da Mosca, le truppe russe hanno aumentato il controllo moscovita sulla regione, entrando un due nuove aree: il Nagorno Karabakh e l’Azerbaijan stesso. Questo, significa completo accerchiamento delle pipeline, TANAP incluso. Basta poco a sabotarlo se non si fa come dice Mosca.
2. Le fonti del TANAP sono nell’offshore azero (Mar Caspio). Qui nasce il secondo problema legato al TAP: quelle fonti sono facilmente controllabili da Mosca, ovvero insicure. Un evento molto significativo ha avuto luogo il 15 ottobre di quest’anno, in piena guerra fra Azerbaijan e Artsakh: la flotta russa del Caspio ha fatto esercitazioni proprio in prossimità di quelle fonti. Altro messaggio chiaro (facile sabotare se non si fa come dice Mosca).
Sorge dunque la domanda: e allora tutto questo entusiasmo per il TAP, se in fondo è sotto controllo russo? Si spiega altrimenti ed è quello che in Italia non si è capito.
3. Il TAP il cui punto di arrivo è in Puglia, è destinato a servire il mercato balcanico e quello italiano, con una capacità massima di 20 Bcm/anno. Capacità quasi teorica ormai, dati due elementi:
a. la caduta della domanda di gas italiana ed europea, causa COVID e
b. causa transizione energetica (rafforzata da COVID ed annesse problematiche geopolitiche, che rendono necessario puntare su alternative tanto geografiche quanto tecnologiche)
Arriviamo adesso alla molto significativa attività italiana in Grecia, sottovalutata se non ignorata dai media italiani, ma di enorme impatto geopolitico.
Proprio l’Italia ha un ruolo primario nello “sganciare” il TAP dal TANAP, ovvero dal rischio congiunto che Russia e Turchia presentano, sia all’Italia stessa, sia alla NATO. L’Italia infatti non sarà solo il mercato principale del gas del TAP, ma ne è anche l’investitore numero 1, infrastrutture accessorie incluse, grazie a Snam ed Edison. Vediamo:
4. il maggior azionista del TAP è Snam, l’Amministratore Delegato è Luca Schieppati, italiano. Il principale EPC è stata un’azienda italiana (Bonatti SpA). Ma non finisce certo qui.
5. Snam è anche la principale azionista di DESFA SA (ΔΕΣΦΑ Α.Ε.), ovvero la società che gestisce la rete gas greca. Fra gli assets di DESFA notiamo subito l’impianto di rigassificazione di Revithousa, dove LNG in prevalenza USA e Qatar viene rigassificato ed immesso nella rete di trasporto.
6. Snam la scorsa settimana ha affiancato l’altra italiana e già presente Edison SpA anche nell’azionariato dell’altro impianto di rigassificazione, la FSRU (impianto a bordo nave) di Alexandroupoli
7. Infine, di nuovo Snam controlla la stazione di connessione di Nea Mesimvria, in vicinanza di Salonicco, punto di contatto fra la rete greca, il rigassificatore di Revithousa ed il TAP.
8. Il nuovi impianto di stoccaggio gas di South Kavala (1 Bcm e spandibili) incrementano la capacità di alimentare il TAP in ogni momento.
CONCLUSIONI:
a. l’instabilità ed incertezza connessa alla situazione del TANAP rende necessario investire per alimentare il TAP indipendentemente dal TANAP
b. proprio le aziende italiane stanno investendo largamente in questa capacità, che potrà essere ulteriormente incrementata con investimenti poco onerosi, rapidi e molto paganti in termini sia economici che strategici
c. la Grecia assume un ruolo sempre più strategico come Hub del gas tanto a livello regionale (Europa sud-orientale), quanto a livello italiano, garantendo una capacità di rifornimento sicura ed alternativa di primaria importanza.
La strategicità energetica della Grecia per l’Italia non finisce qui. Lo vedremo prossimamente nella seconda parte di questo articolo.


Marco Florian
 
  


 
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