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La rivolta di Trump: come interpretare l'assalto a Capitol Hill?
Ne parliamo con il generale Vincenzo Camporini già Capo di Stato Maggiore della Difesa negli anni 2008/2011
08-01-2021 - Dopo aver assistito, tramite le emittenti televisive, alle manifestazioni di protesta dei supporter del Presidente Trump nella giornata del 6 gennaio scorso, abbiamo avuto un interessante scambio di opinioni con il generale Vincenzo Camporini, già Capo di Stato Maggiore della Difesa negli anni 2008/2011, ed esperto di temi riguardanti la politica internazionale. Gli abbiamo quindi posto una serie di domande, a cui il generale ha esaustivamente risposto.
Dai reportage diffusi dai media, abbiamo ascoltato il Presidente Donald Trump determinato che continuava a sottolineare che i Dem hanno rubato i voti, che non smetterà di lottare, ecc ecc.
Poi ha chiesto ai manifestanti di ritirarsi in pace.
Lei riscontra segni di incitamento alla violenza nel suo comportamento?
Non nascondiamoci dietro un dito: il solo fatto di avere chiamato a raccolta i suoi ‘boys’ per il giorno della proclamazione di Biden è un implicito incitamento alla violenza, così come sono esplicite le dichiarazioni nei suoi tweet, poi abilmente attenuate con altre frasi contraddittorie. Come in tutte le manifestazioni di massa, una larga parte dei manifestanti non avevano inizialmente intenzioni violente, ma hanno agito più o meno inconsciamente da scudo ai più facinorosi che si sono sentiti investiti della ‘sacra missione’ di difesa del loro idolo. Ci sono poi le dichiarazioni filmate di un paio di senatori assatanati che esultano alle violenze e ai vandalismi mentre si stanno verificando: se questo non è incitamento alla sedizione, mi dica lei come lo definirebbe.
Non leggo poi da parte del Presidente nessuna espressione di condanna per quanto è avvenuto, come avrebbe fatto qualsiasi persona di buon senso, in questo modo quindi avallando l’assalto al cuore della democrazia USA
”.

Generale Camporini, nel seguire attraverso i video in diretta da Washington, ho notato che l’assalto al Campidoglio da parte di manifestanti americani che si dichiarano ‘’patrioti’’, è sembrato senza alcun intoppo: sono entrati facilmente, senza alcun blocco da parte delle guardie che per un luogo come il Capitol dovrebbero impedire l’accesso già al primo tentativo.
Ho anche notato, con un certo sconcerto, l'abbigliamento quanto meno suggestivo, con bandiera sudista portata da entusiasti rivoltosi, abbastante animati dall'entusiasmo dell'azione, che però alla dichiarazione di coprifuoco, sono andati tutti via senza discutere.
Quattro morti rimasti sul campo: le quattro vittime comprendono la donna raggiunta da un colpo di pistola a Capitol Hill, per mano di un responsabile della sicurezza e 14 agenti rimasti feriti, tra cui due in modo grave: uno è stato colpito dai manifestanti dopo essere stato spinto tra la folla, mentre un secondo è stato ferito al volto da un proiettile.
Ma non è stato precisato, tranne che per la prima vittima, la causa della morte degli altri tre: il capo della polizia Robert Contee ha poi spiegato che altre tre persone sono morte a causa di emergenze mediche avvenute durante la rivolta, e cinque rivoltosi arrestati per possesso d’armi.
Generale, come è possibile che ciò sia avvenuto? Che significato possiamo dare a questa dimostrazione?
Non minimizziamo: il Congresso è stato invaso da una moltitudine esagitata, che ha vandalizzato gli uffici, irridendo i simboli del sistema politico democratico. Il fatto che l’irruzione abbia trovato poca o nulla ad ostacolarla, con i pochi poliziotti che non sapevano che cosa fare e che in qualche caso hanno dato dimostrazione di solidarizzare con i manifestanti aggiunge gravità ai fatti: significa che chi aveva la responsabilità della sorveglianza ha chiuso non uno, ma due occhi (per impreparazione? Per ignavia? Per complicità?), ma significa anche che tutta la catena di comando, che parte dal Presidente, è venuta meno ai suoi doveri. Lei dice “Alla dichiarazione di coprifuoco, tutti via senza discutere”: questo per me è un’ulteriore evidenza che i ‘manifestanti’ rispondevano ad ordini di scuderia”.

“Anche se sono totalmente in disaccordo con il risultato delle elezioni ci sarà una transizione ordinata verso il 20 gennaio”, ha affermato Trump a notte fonda in una dichiarazione diffusa dalla Casa Bianca.
Come interpretare questa dichiarazione del Presidente: una ritirata dalla lotta? Una presa di coscienza?
Credo che Trump si sia reso conto che la corda è al punto di rottura, ammesso che non si sia già rotta. Credo che ora sia consapevole dei rischi che sta correndo: non solo impeachment o rimozione (ex 25° emendamento), ma anche quello di essere trascinato in tribunale a rispondere di un tentativo di sovvertire le istituzioni”.

Quali risvolti ci saranno nel tessuto sociale americano? E quali problemi dovrà affrontare il neo eletto Presidente Biden?
Come è stato autorevolmente affermato, la politica americana, una volta caratterizzata da due partiti, sostanzialmente centristi, uno tendente a destra e l’altro tendente a sinistra, ma senza un’aspra contrapposizione, ha compiuto una trasformazione, con una deriva di estremizzazione da parte di entrambi gli schieramenti e la presidenza di Trump ha consapevolmente e colpevolmente agito in quella direzione; inoltre il sistema di ‘checks and balances’ che ha retto per oltre due secoli appare meno efficace, con un Presidente che fa e disfa il governo in base agli umori del giorno. Pertanto Biden si troverà ad operare per invertire queste tendenze: da un lato stabilità dell’amministrazione, alimentando una cooperazione costruttiva con il Congresso e con la Corte Suprema, dall’altro invertire la tendenza alla tribalizzazione, il che implica un’azione efficace per ridurre le disparità sociali che minano il concetto di solidarietà nazionale”.

Ritiene corretto oppure è censura il gesto dei Social Media Instagram, Facebook e Twitter di bannare il Presidente Trump?
In tema di censura, dal punto di vista formale Instagram, Facebook e Twitter non sono un servizio pubblico, quindi una critica alle decisioni che hanno preso equivale a criticare un quotidiano che non pubblica scritti di un personaggio le cui idee non sono condivise: ognuno pubblica o non pubblica ciò che vuole. Ciò detto alcune dichiarazioni di Trump hanno oggettivamente un carattere eversivo, soprattutto nel clima che lui stesso ha creato, quindi la mia personale opinione è che l’oscuramento risponda ad un interesse generale".











Maria Clara Mussa
 
  


 
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