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Evoluzioni e sviluppi nelle ZEE Eastmed
Scenari nuovi e conseguenze (anche per l'Italia) in un’analisi di Marco Florian
04-03-2021 - Crescono di intensità le voci  su di una possibile, tacita intesa fra Egitto e Turchia sulla delimitazione delle rispettive ZEE a est del 28° Meridiano.
Perchè è importante il 28° Meridiano?
Il 28° Meridiano è il limite dell'accordo parziale siglato fra Grecia ed Egitto a sancire parte delle rispettive ZEE. Questo accordo, che riflette una differenza di vedute fra Grecia ed Egitto, definisce cosa succede ad ovest del 28° Meridiano (foto 1), ma lascia aperte questioni fondamentali ad est. Ovvero:
• evidentemente l'Egitto non riconosce all'isola di Kastellorizo il diritto ad una piena formazione di una ZEE, come quella che abbiamo imparato a conoscere tramite la cosiddetta “mappa di Siviglia” (foto 2)
• L'Egitto quindi accoglie almeno in parte le tesi turche sulla definizione delle ZEE locali, che riguardano direttamente Grecia, Egitto, Turchia e Cipro. Tesi che in parte ricalcano la visione della “Mavi Vatan” (la Patria Blu) turca
 Molto rumore in Grecia ed a Cipro ha fatto la pubblicazione di varie cartine da parte egiziana, relative a future concessioni O&G offshore (foto 1, area cerchiata in arancione), che appunto seguono la linea segnata dalla Turchia ad est del 28° parallelo. Rumore aveva fatto tempo fa la notizia anche di un interesse egiziano a vendere GNL proprio alla Turchia.
L’Egitto possiede infatti gli unici due impianti GNL del Mediterraneo Orientale, mentre Ankara possiede la maggior capacità di rigassificazione della regione, ed importanti infrastrutture (pipelines) sia per il mercato interno che per quello europeo. Un affare miliardario insomma (e lo LNG è già al centro di un super accordo Francia-Turchia, nonostante le posizioni apparentemente inconciliabili fra i due paesi).
Vale anche la pena di ricordare che la Turchia è comunque il terzo mercato export per l’Egitto (Italia prima) e che questo, insieme al recente “disgelo” fra Egitto e Qatar, è un viatico ulteriore a rapporti meno tesi fra il Cairo ed Ankara.  
Se i rumori di cui sopra fossero confermati, si avrebbero conseguenze importanti anche sulla questione ZEE ed infrastrutture:
• La Grecia e Cipro perderebbero fette importanti delle proprie ZEE
• Le due ZEE di Cipro e Grecia perderebbero qualsiasi punto di contatto
• Infrastrutture offshore come la pipeline Eastmed o gli HVDC avrebbero bisogno del permesso di Ankara, per passare attraverso quel tratto di mare eventualmente assegnato alla Turchia, o rivedere i propri percorsi (molto difficile e costoso)
• Vari blocks offshore di Cipro vedrebbero la propria base legale tremare e si aggiungerebbe ulteriore instabilità, uno dei principali elementi (precedente a COVID) per i quali quei blocks ad oggi non sono stati sviluppati, nonostante le concessioni siano state da tempo assegnate ad ENI e Total
 Va peraltro ricordato che la pipeline Eastmed è di quasi impossibile realizzazione anche a causa di altri fattori: incertezza economicità risorse ancora da provare, costi e difficolta di costruzione delle infrastrutture upstream e midstream, mancanza di mercato futuro (COVID e Recovery Fund/Transizione Verde, fine supporto finanziario EU al progetto), instabilità creata dalle azioni turche (vedi Saipem 12000). Questo non rende quel gas inutile, ma servono altre strategie. Ne avevamo parlato proprio su Cybernaua (link per chi fosse interessato:
//www.cybernaua.it/rassegna/dettrassegna.php?idnews=8163 già un anno fa, facili profeti.
Infine, due piccole considerazioni accessorie:
 • I recenti accordi sul gas fra Israele, Giordania ed Egitto, diminuendo le riserve di gas a favore di una sempre più improbabile pipeline Eastmed, sono un’altra conferma del fatto che nessuno, dichiarazioni a parte, crede più nel progetto
• Il gas egiziano e le infrastrutture LNG del Cairo (che potrebbero anche essere un domani potenziate) sono in realtà in diretta concorrenza con l’eventuale pipeline, ragion per la quale, non è così incredibile che il Cairo veda di buon occhio il colpo di grazia alla stessa, dato da un accordo con Ankara
 Eventi di fondamentale importanza geopolitica che in Italia non sono adeguatamente trattati, ma che ci riguardano da vicino, anche per possibili riflessi in Libia.

Marco Florian
 
  


 
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