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foto di: Daniel Papagni
In diretta da Kabul
Videoconferenza con il generale Giorgio Battisti
03-07-2013 - "L'Afghanistan non è un "paradiso" ma è un Paese che, con forte volontà, soprattutto da parte dei giovani, cerca di lottare contro i mali cronici per poter stabilizzare un sistema vivibile; Kabul, nonostante si ripetano attentati, è una città che vive normalmente, bambini che vanno a scuola, famiglie che fanno la spesa…."
Così il generale Giorgio Battisti, senior nazionale su Afghanistan, Capo di Stato maggiore del comando Isaf, a Kabul, introduce la videoconferenza con gli organi di stampa, riuniti al COI, (Comando Operativo Interforze) a Roma
Un incontro organizzato per dare risposte alle varie domande che provengono dai cittadini, sempre più informati e desiderosi di approfondire temi importanti che coinvolgono la Nazione.
"I cittadini sono molto attenti, critici, preparati" sottolinea Battisti "dunque, altre videoconferenze seguiranno con la stampa, a favore di un'informazione sempre più approfondita".
I settori toccati sono stati molti.
La sicurezza, la corruzione, la droga, l'educazione…..
E' emerso che esiste incertezza, nella popolazione afghana, per la scarsa percezione sul tema della sicurezza, anche se, come sostenuto da Battisti, le forze afghane hanno raggiunto un alto livello di professionalità.
Anche il generale Covelli, che anni addietro ha ricoperto l'incarico di comandante del PRT (Provincial Reconstruction Team) ad Herat, ha sottolineato come "…Le forze afghane hanno subìto una trasformazione straordinaria nel tempo. Persone fiere, orgogliose, con prontezza ad agire con interazione delle diverse capacità militari…"
Dal 18 giugno www.cybernaua.it/news/newsdett.php?idnews=4026 Karzai ha ufficialmente decretato l’assunzione di responsabilità per la sicurezza a livello nazionale.
Un annuncio storico per il Paese, che dimostra chiaramente che il progresso in Afghanistan è reale e tangibile, e che le forze nazionali per la sicurezza hanno assunto l'onere di affrontare le situazioni in modo autonomo.
Anche se il mondo internazionale, presente ora nel Paese e non soltanto come Isaf, non abbandonerà del tutto l'Afganistan, alla fine della missione nel 2014.
Un tema che sta molto a cuore al nostro giornale e che già abbiamo trattato al nostro rientro dall'ultimo viaggio in Afghanistan è la situazione degli interpreti afghani che operano con il contingente italiano.
Canada, Australia, Stati Uniti, Gran Bretagna; Svezia e Nuova Zelanda stanno pianificando cosa fare nei confronti dei propri interpreti afghani
www.cybernaua.it/news/notizia.php?idnews=3942&cerca=interpreti
Abbiamo posto la domanda al generale Battisti, chiedendogli se era in agenda la questione della sicurezza degli interpreti, dopo l'uscita dell'Italia dal Paese.
"Anche l'Italia è sensibile a questo tema; a Roma, hanno incominciato a studiare il problema, segnalato anche dalla NATO; c'è ancora tempo sino al 2014, per pensare ad una giusta soluzione per questo tema molto sensibile".
Così come riteniamo importante la situazione della salute.
Abbiamo interpellato il generale Morena, che sulla situazione sanitaria afghana ha detto. "Gli ospedali militari sviluppano procedure utili all sistema sanitario, che già ha avuto un salto di qualità, se lo si confronta con quello esistente nel 2001
Attualmente l'80% della popolazione ha accesso al sistema sanitario pubblico, contro l'8% del 2001, e la mortalità infantile è scesa oltre il 23%. La condizione sanitaria è progredita, ha continuato Morena, anche grazie alla migliore condizione della percorribilità delle strade. 32mila chilometri di strade asfaltate sono certamente a favore".
Nel chiudere l'incontro con la stampa, Battisti ha sottolineato:
"Oggi non vorrei aver dato una visione troppo positiva. Ma negli anni ho visto questa società che sta cambiando. E' una visione positiva e di fiducia nelle istituzioni e nelle Forze Afghane"






Maria Clara Mussa
 
  
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