11:50 mercoledì 21.02.2018
Kirkuk sotto assedio
I Peshmarga sono determinati, come lo sono i civili che li affiancano armati per difendere la città contesa
fotografie di: Daniel Papagni

16-10-2017 - A mezzanotte di domenica 15 ottobre, le forze armate irachene, insieme alle milizie sciite Hashd al-Shaabi e sotto la supervisione di Qassem Soleimani, comandante dell’Iran’s Quds Force e military advisor di al-Shaabi, hanno dato il via agli scontri armati con i Peshmarga; parte dei Peshmarga di PUK, il partito patriottico del Kurdistan, hanno abbandonato la battaglia, secondo quanto riferiscono voci da Erbil, in quanto sono legati alle milizie iraniane.
Tuttavia, civili armati e non, hanno tentato di bloccare le strade principali all'interno di Kirkuk, per impedire ai veicoli militari Peshmerga di ritirarsi sul campo di battaglia dopo gli scontri con l'esercito iracheno e le forze sciite di Hashd al-Shaabi all'alba di lunedì.
La situazione è pesante per i Peshmarga che hanno affrontato gli scontri scoppiati sul fronte di Taza Khurmatu, a sud di Kirkuk, dove da entrambi i lati fanno fuoco con armi pesanti: gli iracheni utilizzando l'equipaggiamento militare americano, compresi i mezzi blindati Abrams e Humvees, dei quali i Peshmarga ne hanno distrutti cinque. Mentre il colonnello Salah al-Kinani della 9a divisione corazzata dell'esercito iracheno ha detto a Reuters che sono in movimento con l'obiettivo di controllare la base militare K-1, il presidente curdo Masoud Barzani, comandante in capo di tutte le forze armate curde, ha ordinato a tutte le unità di Peshmerga di "non avviare una guerra con le forze irachene, ma se attaccate, hanno luce verde per usare ogni potere" per combattere contro le forze avanzate, come ha riportato Hemin Hawrami, assistente senior del presidente Barzani.
I Peshmarga sono determinati, come lo sono i civili che li affiancano armati per difendere la città contesa di Kirkuk, nodo strategico per la ricchezza in petrolio del sottosuolo e per la posizione geopolitica.
Ma se non interverrà la comunità internazionale, che tra l’altro opera in coalizione sia in Erbil, sia in Baghdad, addestrando le rispettive forze di sicurezza, il governo curdo troverà grosse difficoltà nel gestire la serrata opposizione alla sua indipendenza, sia da parte dell’Iraq stesso, sia da parte di Turchia ed Iran, avendo già quest’ultimo anche chiuso le frontiere con Kurdistan.
Secondo il Joint command iracheno, le forze irachene hanno preso il controllo della North Oil Company, della città di Laylan e della zona petrolifera di Babagurgur vicino a Kirkuk.
Di contro, il portavoce del ministero Peshmarga, ha dichiarato che stanno preparando un forte contrattacco, per prendere le zone: con un piano più consistente saranno in grado di "riconquistare il controllo di tutte le aree perse” e qualsiasi forza che si sia ritirata sarà indagata dal tribunale militare di Peshmerga e dal comitato di indagine del ministero.
E’ di queste ore la notizia che i Peshmarga hanno avuto un incontro con la Coalizione, il cui portavoce Ryan Dillon, dopo aver affermato che stanno monitorando la situazione degli scontri a Kirkuk, ha dichiarato che l’obiettivo principale dovrebbe essere la lotta contro ISIS.
Tale considerazione fa pensare che, eliminato il pericoloso nemico che li aveva uniti nelle battaglie, non resti molto in comune da condividere.
Nel frattempo, messaggi giungono da colleghi curdi, che chiedono di sensibilizzare i governi ad aiutare il Kurdistan in questa battaglia non voluta dalla popolazione, che desidera soltanto vivere in pace e indipendente.
Dal canto suo, Haider al-Abadi, primo ministro iracheno, è sempre più convinto che la richiesta di indipendenza del Kurdistan sia una violazione alla Costituzione, di cui egli si dichiara garante, nell’interessa di servire il popolo e proteggere l’unità nazionale.
E a tale scopo, ha invitato la popolazione di Kirkuk a riprender la propria vita normale: sia i cittadini, sia i dipendenti statali e forze di sicurezza e polizia continuino a svolgere i propri compiti; e i Peshmarga curdi a svolgere le proprie funzioni sotto la direzione federale.
E mentre pubblichiamo, riceviamo le ultime 3 immagini che descrivono come le forze irachene con le iraniane e le milizia sciite, hanno preso la città, distruggendo e mettendo a fuoco.
Maria Clara Mussa


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