09:48 lunedì 15.12.2025
Arte e cultura dell’Afghanistan, la sua Storia
Tappeti antichi e moderni esposti nelle sale dell'Ambasciata d'Afghanistan a Roma a cura di Edoardo Marino
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15-12-2024 - Nel pomeriggio del 12 dicembre scorso, l’Ambasciata e missione della Repubblica islamica dell’Afghanistan in Roma, ha ospitato una eccellente mostra di tappeti afghani, legati alla tradizione e alla cultura del Paese, curata da Edoardo Marino.
Dopo il saluto di benvenuto da parte dell’ambasciatore Khaled Zekriya, accompagnato dalla consorte Lina, Marino, ha rivolto il proprio saluto agli ospiti, tra i quali la principessa Soraya Malek d'Afghanistan; quindi li ha accompagnati attraverso la storia di quell'antica arte, illustrando i particolari dei numerosi pezzi esposti nelle sale dell’Ambasciata.
Tappeti dai colori straordinari, datati sin dall'inizio del XIX secolo ai nostri giorni ognuno con una propria storia da lui raccontata magistralmente.
“La tradizione tessile afghana è nota e apprezzata in tutto il mondo sia per la qualità dei materiali sia per le varietà stilistiche e decorative distintive provenienti dalle diverse regioni dell'Afghanistan”, ha dichiarato Marino durante l’incontro con il pubblico attento alle sue spiegazioni.
Essendo l’Afghanistan il punto di incontro tra le tradizioni dei tappeti turkmeni, uzbeki, tagiki, hazara, pashtun e iraniani, è sempre rimasto riconoscibile non solo per le decorazioni tipiche, ma anche per la qualità della lana, della seta e delle tinture, che rendono questi manufatti preziosi, unici ed esclusivi.

“Sebbene l'Afghanistan abbia purtroppo dovuto affrontare turbolenze causate da invasioni e interventi stranieri per quasi mezzo secolo” ha ancora detto Marino, “la produzione tessile ha sempre mantenuto la sua attività manifatturiera, rispondendo e soddisfacendo le richieste del mercato internazionale”.

In questa speciale occasione, si è potuta ammirare l’esposizione di tappeti tribali afghani antichi, tappeti decorativi moderni e contemporanei e alcuni tappeti realizzati durante l'occupazione dell’Unione Sovietica e degli anglo-americani.

Marino ha voluto anche precisare che: “Nonostante il regime talebano sia illegalmente al potere in Afghanistan, la produzione di tappeti afghani continua a guidare il mercato interno e a sfamare le famiglie immediate e allargate dei produttori di tappeti. Ciò è possibile grazie ai vari processi che definiscono la creazione dei tappeti, vale a dire dall'allevamento delle pecore alla tintura della lana, dalla preparazione del telaio fino al design e alla tessitura dei tappeti stessi.
Oggi, poiché la finitura dei tappeti, ovvero la rasatura, la chiusura delle frange e il lavaggio vengono eseguiti quasi esclusivamente in Pakistan, purtroppo i tappeti afghani sono etichettati come pakistani.
Al ritorno di un governo legittimo in Afghanistan, poiché i processi finali dei tappeti afghani saranno gestiti all'interno del Paese, i tappeti afghani come proprietà nazionale, orgoglio e identità dell'Afghanistan avranno di nuovo l'etichetta afghana”.
Maria Clara Mussa


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