70^ Anniversario di istituzione del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche
Il R.A.C.I.S. riveste un ruolo cruciale nel supporto alle indagini, rappresentando la struttura tecnico-scientifica dell’Arma
fotografie di: Arma Carabinieri
27-11-2025 - Presso i Saloni di Rappresentanza della Caserma M.O.V.M. V.B. Salvo D’Acquisto, in Roma, si è svolta la Cerimonia per celebrare i Settant’anni del Ra.C.I.S., (Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche).
Organizzata per l’occasione la conferenza dal titolo “Le Investigazioni Scientifiche nell’Arma dei Carabinieri: cooperazione internazionale, innovazioni e sfide future”, suddivisa in due sessioni, mattutina e pomeridiana, con il coinvolgimento di alcuni tra i massimi esponenti della comunità scientifica ed accademica nello scenario internazionale.
Presenti la sottosegretaria di Stato alla Difesa Isabella Rauti e il comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo.
Il Ra.C.I.S. rappresenta un’eccellenza nell'ambito delle indagini tecnico-scientifiche in Italia.
La sua storia inizia nel 1955, quando venne fondato presso la Caserma “Podgora” di Roma con il nome di “Gabinetto Centrale di Documentazione e di Indagini Tecnico-Scientifiche dell’Arma”.
Inizialmente, il suo compito era fornire supporto didattico agli ufficiali e assistenza ai reparti operativi.
Rinominato Centro Carabinieri Investigazioni Scientifiche (CCIS), il Reparto è stato trasferito nel 1976 alla Caserma “Magg. MOVM Ugo De Carolis”. Negli anni ’90, con l’istituzione dei Sottocentri CIS di Messina e Parma e l’attivazione di 30 laboratori per l’analisi delle sostanze stupefacenti, il Ra.C.I.S. ha ampliato le sue capacità operative.
Nel 1999, il CCIS e i Sottocentri assunsero l’attuale denominazione, con la creazione dei RIS di Roma e Cagliari. Successivamente, nel 2001, il comando del Ra.C.I.S. venne elevato al rango di Generale di Brigata.
Oggi ha sede a Roma ed è articolato su: un Reparto Tecnologie Informatiche, un Reparto Dattiloscopia Preventiva, un Reparto Analisi Criminologiche, un Reparto Ricerca e Sviluppo, nonché su 4 Reparti Investigazioni Scientifiche (RIS) dislocati a Roma, Parma, Messina e Cagliari; inoltre, 22 Sezioni Investigazioni Scientifiche (SIS), ordinativamente inquadrate nei Reparti Operativi dei Comandi Provinciali, hanno un collegamento tecnico-funzionale e addestrativo con i RIS di competenza areale.
Il Ra.C.I.S. svolge un ruolo cruciale nel supporto alle indagini, rappresentando la struttura tecnico-scientifica dell’Arma preposta a soddisfare le richieste di indagine tecnica di P.G. dei Reparti dell’organizzazione Territoriale e Speciale, della Magistratura e delle altre Forze di Polizia.
Si occupa della raccolta e analisi di evidenze fisiche, chimiche, biologiche, telematiche e informatiche, conducendo esami su reperti, sostanze stupefacenti e dispositivi elettronici. Inoltre, analizza i profili psicologici e comportamentali degli autori di crimini violenti e monitora il fenomeno delle violenze di genere. È anche impegnato nella ricerca scientifica, nell’innovazione tecnologica e nella formazione di personale specializzato, collaborando con organismi nazionali e internazionali. I quattro Reparti Investigazioni Scientifiche di Roma, Parma, Messina e Cagliari sono responsabili, secondo le proprie competenze areali, dello svolgimento delle analisi di laboratorio nei seguenti settori delle scienze forensi: biologia, chimica, balistica, dattiloscopia, fonica, grafica e audiovideo.
Un importante componente del RaCIS è il Nucleo Carabinieri per il Riconoscimento Vittime di Disastri (DVI), operativo dal 2003. Questo nucleo, composto da esperti in biologia, dattiloscopia e rilievi tecnici, si divide in due sezioni: Ante-Mortem, che raccoglie informazioni e campioni biologici delle persone scomparse, e Post-Mortem, che analizza i cadaveri non identificati per confrontare i dati raccolti. Il Nucleo DVI ha operato in numerosi disastri, tra cui l’attentato di Nassiriya nel 2003, lo tsunami in Asia nel 2004, il terremoto de L’Aquila nel 2009 e quello di Amatrice nel 2016.
In sintesi, il Ra.C.I.S. rappresenta un pilastro fondamentale per le indagini scientifiche in Italia, grazie alla sua struttura avanzata, alle sue competenze specialistiche e al suo impegno costante nell’innovazione e nella collaborazione internazionale.
Lo sguardo del Reparto, per ciò che attiene alle prospettive future, è rivolto principalmente allo studio delle applicazioni dell’IA (Intelligenza Artificiale) nell’ambito delle indagini forensi, che, già oggi, stanno rivoluzionando il modo con cui vengono raccolte, analizzate e interpretate le tracce.
Ad esempio, grazie all’uso di avanzati sensori multispettrali e tecniche di ricostruzione 3D della scena del crimine basate sull’IA, gli investigatori potranno partecipare, in tempo reale e senza accedere direttamente, alle attività di sopralluogo in uno scenario virtuale dove valutare tempestivamente la tipologia e distribuzione delle tracce, come impronte digitali, fluidi biologici, armi, oggetti e sostanze di varia natura.
Nuovi algoritmi di ricerca basati sull’IA consentiranno di comparare in modo sempre più efficiente e rapido le impronte digitali e le immagini 3D di bossoli e proiettili con i relativi elementi di confronto archiviati nelle rispettive banche dati. Anche l’analisi delle microtracce potrà essere realizzata con il supporto dell’IA, che, opportunamente addestrata, offrirà agli investigatori risultati in tempo reale, identificando, ad esempio, l’esatta composizione di frammenti di fibre, vetri o vernici, permettendo di risalire alla loro origine provenienza.
Sono numerosissimi i casi giudiziari, di rilevanza nazionale, trattati dal Ra.C.I.S., con un contributo talvolta decisivo.
Redazione

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