17:20 martedì 15.09.2026
Zonderwater, un pezzo d’Italia in Sudafrica
Verso un ente per custodire la memoria dei caduti a pochi chilometri a est di Pretoria (reportage di Pierangelo Panozzo)
fotografie di: P. Panozzo

28-08-2026 - Ho visitato ieri, 26 agosto 2026, il Cimitero Militare Italiano di Zonderwater, a pochi chilometri a est di Pretoria.
Sul posto ho incontrato i presidenti dei Comites sudafricani, impegnati a dare supporto diretto all’Ambasciata d’Italia a Pretoria e alla Sezione locale di Onorcaduti nel completo ripristino del cimitero dopo furti e atti vandalici che negli anni ne avevano compromesso il decoro.
Il lavoro in corso riguarda il recupero delle targhe con i nomi dei caduti su ogni tomba e la ricerca di oggetti originali appartenuti ai militari italiani prigionieri, da destinare alla riapertura del museo.
Grazie a questo impegno congiunto, il cimitero si presenta oggi in condizioni ordinate e dignitose, tanto da ricordarmi, per cura e rispetto della memoria, il cimitero di guerra sudafricano di Castiglione dei Pepoli, in provincia di Bologna.

È in questo contesto che si inserisce la riunione svoltasi pochi giorni prima, il 18 agosto, presso il Circolo Italiano di Johannesburg: un incontro dei Comites del Sudafrica dedicato alla salvaguardia di Zonderwater e alla creazione di un ente dedicato alla sua tutela, insieme a un museo storico che ne racconti la memoria.
Vi hanno preso parte, in presenza e in videoconferenza, i presidenti dei Comites sudafricani e numerosi membri delle comunità italiane locali, a testimonianza di un impegno condiviso su tutto il territorio nazionale.

È stata fissata una scadenza operativa: entro la seconda settimana di settembre il progetto dovrà essere presentato all’Ambasciatore d’Italia a Pretoria.
È stato conferito un incarico esecutivo all’Addetto Militare presso l’Ambasciata, che opererà in collegamento diretto con Onorcaduti, l’organismo del Ministero della Difesa competente per la cura dei cimiteri di guerra italiani all’estero.
Non si tratta semplicemente di un cimitero italiano in territorio sudafricano, ma di un luogo sottoposto a uno speciale regime di tutela, la cui destinazione perpetua alla memoria dei caduti discende dagli accordi e dalle intese internazionali tra i due Paesi: su questo principio si fonda la richiesta di una veste istituzionale solida per il progetto.

Zonderwater, “senza acqua” in afrikaans, fu il più grande campo di prigionia costruito dagli Alleati nella Seconda guerra mondiale: tra l’aprile 1941 e il gennaio 1947 vi furono ospitati circa 109.000 soldati italiani catturati in Africa settentrionale e orientale, alcuni transitati anche per campi di raccolta in Egitto e in India.
Di quella città-prigione restano oggi il cimitero, la cappella, il museo e il monumento dei Tre Archi.
Nel cimitero riposano 252 caduti che non fecero mai ritorno in patria; una lapide alla base della grande croce li ricorda come “morti in prigionia, vinti nella carne, invitti nello spirito”.
Nel 1986 il governo sudafricano concesse l’utilizzo perpetuo dell’area e l’autorizzazione a costruire il museo. Da allora la cura del sito è affidata soprattutto alla Zonderwater Block ex POW Association, attiva dal 1965, e al Comites di Johannesburg.
La riunione del 18 agosto e la visita di pochi giorni dopo segnano un passo ulteriore verso un ente strutturato, con mandato chiaro e collegamento diretto tra Roma e Pretoria, a tutela di uno dei luoghi più significativi della memoria italiana all’estero.
Pierangelo Panozzo


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