18:34 giovedì 15.11.2018
Orgoglio della Marina Militare e amore per la vita
La nave scuola Amerigo Vespucci nel porto di Civitavecchia si prepara per affrontare l'annuale campagna di istruzione portando un messaggio a salvaguardia del mare
fotografie di: Cybernaua

15-06-2018 - Arriviamo al porto di Civitavecchia ove è ormeggiata la Nave scuola Amerigo Vespucci.
Ci attende il comandante, capitano di Vascello Roberto Recchia[, che ha invitato i giornalisti ad una visita alla nave, in procinto di lasciare il porto per un itinerario pre-campagna di istruzione, con a bordo gli allievi VFP4 della scuola sottufficiali de La Maddalena: sabato saranno a la Spezia, partecipando dal 19 al 23 giugno, alla 6a edizione del Seafuture 2018, evento dedicato alle innovazioni navali e marittime e di importanza strategica per lo sviluppo di opportunità di business per le imprese nazionali ed internazionali del “comparto difesa”.
Quindi, la tappa successiva sarà Genova, infine Livorno, dove gli allievi VFP4 saranno avvicendati dagli allievi della prima classe dell’Accademia Navale di Livorno, protagonisti in Oceano Atlantico e Nord Europa, a portare l’eccellenza italiana ed il prestigio delle nostre Forze Armate in giro per il mondo.
Anche per noi giornalisti, (si immaginano impassibili osservatori di quanto accade), percorrere la scala di lucido mogano che introduce alla nave più bella del mondo rappresenta un momento indimenticabile: non è facile trattenere l’emozione, quando si sale sulla nave scuola Amerigo Vespucci.
Giunti sul ponte, immenso, di legno immacolato, alziamo gli occhi ad ammirare gli intrecci di corde, ognuna delle quali con un preciso significato operativo, che si stagliano nel cielo in un gioco di nuvole che pare siano apparse appositamente per farci restare a bocca aperta.
Tra le corde, una marinaia sale con agilità sino in cima, per compiere il proprio lavoro di manutenzione o di controllo dell’efficienza.
Il capitano di Vascello Roberto Recchia subito ci introduce nella descrizione del veliero, partendo dall’anno di progettazione, 1930; proseguendo con l’anno di inaugurazione, 1931, commentando con ammirazione la struttura e l’efficienza di una grande nave che si distinse per l’alta perfezione, quasi un miracolo per l’epoca in cui fu realizzata, a confronto con l’alta tecnologia e i materiali esistenti ora.
Anche il comandante esprime emozione, nel ricordare che proprio alcuni mesi or sono, ottobre 2017, prese il comando di Amerigo Vespucci ed ora si trova, con il suo equipaggio, ad affrontare il viaggio di studio che incomincerà a giorni.
Una tappa del viaggio di istruzione sarà Reykjavík, capitale dell’Islanda, ove Amerigo Vespucci attaccherà per la prima volta nella storia dei suoi viaggi di istruzione.
Alle domande dei giornalisti, su come sia il percorso di studi e di lavoro, sino ad arrivare a comandar la nave orgoglio della Marina Militare, Recchia risponde: “Dopo l’Accademia Navale a Livorno, il percorso è quello di ogni ufficiale, consapevole delle proprie responsabilità; ed essere selezionati per il comando del Vespucci è sicuramente un privilegio, di cui andare fieri ed orgogliosi”.
“Chi naviga sul veliero è addestrato ad affrontare ogni evenienza”, ci spiega ancora Recchia, “deve poter reagire ad ogni emergenza si presenti nel corso della navigazione, nel minor tempo possibile. E tutti operano come un corpo unico, ognuno con il proprio preciso compito”.
Capiamo dunque il significato del “senso di appartenenza”, quando Recchia sottolinea:
“Si sale sulla nave come individuo, uomini e donne alla stessa stregua, senza differenze e con le stesse mansioni; gli allievi operano entusiasti ed appassionati; si scende dalla nave come Corso”.
È un veliero che mantiene vive le vecchie tradizioni, come in seguito ci spiega la tenente di Vascello del Genio navale, Graziella Salvato:
“Le vele sono ancora in tela olona, le cime sono tutte ancora di materiale vegetale e tutte le manovre vengono rigorosamente eseguite a mano; ogni ordine a bordo viene impartito dal comandante, tramite il nostromo, con il fischietto”
Dal tipo di suono e lunghezza del suono ognuno comprende cosa deve compiere; l'imbarco e lo sbarco di un Ufficiale avviene con gli onori al barcarizzo a seconda del grado dell’ospite.
Il motto della nave è “Non chi comincia ma quel che persevera“, assegnato nel 1978; originariamente il motto era “Per la Patria e per il Re“, già appartenuto al precedente Amerigo Vespucci, sostituito una prima volta, dopo il secondo conflitto mondiale, con “Saldi nella furia dei venti e degli eventi“, infine con quello attuale.
L’occasione per visitare la nave scuola Vespucci ha offerto anche l’opportunità di incontrare, presentata dal comandante Recchia, la rappresentante dell’Associazione Mare Vivo, Maria Rapini, che ha, sinteticamente ma molto chiaramente, illustrato le attività ed i risultati già ottenuti dall’organizzazione che si prefigge di salvare il mare.
Attualmente un risultato positivo è quello della sensibilizzazione contro l’uso, ormai smodato, della plastica che inquina i mari, distruggendo l’ambiente faunistico marino.
Una volta di più, ospitando iniziative sociali ed obiettivi ecologici, la Marina Militare sottolinea il “dual use” delle proprie strutture: Amerigo Vespucci, legata in modo particolare ad Unicef e a Mare Vivo, attraversando l’oceano a vele spiegate porta il messaggio di rispetto del mare e della vita.
Maria Clara Mussa


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