19:09 lunedì 17.12.2018
Italian Rol 2, assistenza e formazione in Afghanistan
L'assistenza sanitaria in teatro operativo è di fondamentale importanza per la sicurezza dei militari
fotografie di: D.Papagni e F.Militello Mirto

12-11-2018 - Nel corso della nostra missione mediatica alla base di Herat, ove attualmente è impegnata la Brigata Pinerolo al comando del generale Francesco Bruno, abbiamo avuto l'opportunità di visitare il Rol 2, l'ospedale diretto dal dottor colonnello Antonio Scoyni, che ci ha condotti attraverso le varie stanze adibite all'assistenza del personale militare da curare, a seconda delle esigenze ed emergenze.
Un ospedale fornito di strumenti di ultima generazione:laboratorio d'analisi, Tac, radiologia ed ecografia, con la possibilità di trasmettere in tempo reale le analisi affettuate alla “casa madre”, l'ospedale Celio di Roma, (da cui provengono tutti gli ufficiali medici che operano nel Rol 2) onde ottenerne diagnosi o consultazioni, anche attraverso videoconferenze, garantite dall'impegno dei responsabili della comunicazione via rete.
Non è da meno il laboratorio d'analisi, in cui si effettuano non soltanto analisi relative ai degenti, ma anche costanti controlli dell'acqua che viene usata nella base.
Una fornitissima farmacia rende completa la capacità di rendere un servizio di grande professionalità, all'altezza dei più attrezzati e specialistici ospedali. Un fiore all'occhiello delle Forze Armate, a sostegno dell'impegno dei contingenti che lavorano in Afghanistan, Paese che richiede l'aiuto della comunità internazionale per riprendere la propria governance. Che è appunto l'obiettivo della missione Rs (Resolute Support).
Consigliare ed addestrare le forze di sicurezza afghane.
Ed anche nel settore sanitario ciò avviene.
Il maggiore Fabrizio De Biasi, della riserva selezionata e anestesista dell’ospedale, istruisce i militari afghani per il Basic Life Support, insegnando le azioni da compiere di pronto soccorso a vittime con ferite da guerra; si possono salvare vite umane, prestando loro le prime cure, ma occorre sapere come fare.
Il corso organizzato da De Biasi insegna anche a diventare istruttori di primo soccorso, in modo da rendere il personale afghano in grado, in prossimo futuro, di gestire in modo autonomo anche l'addestramento dei propri addetti alla attività sanitaria.
Un programma inserito in quello molto ampio della missione, che rende gli Italiani molto apprezzati per professionalità e capacità di avvicinare e comunicare con gli Afghani nel rispetto delle loro tradizioni.
Maria Clara Mussa


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