10:43 giovedì 17.10.2019
Il ''dual use'' nel ''Vigorous Warrior 2019''
Una dimostrazione della collaborazione dello strumento militare, in cooperazione ed integrazione con la componente civile
fotografie di: Giuseppe Lami

15-04-2019 - L'esercitazione multinazionale inter-agenzia ed interforze NATO 'Vigorous Warrior 2019', giunta alla sua 5a edizione, si è svolta in Romania, con la partecipazione di trenta nazioni.
Rappresenta la piu' grande esercitazione sanitaria che coinvolge oltre 2000 militari con l'obiettivo di testare le capacita' degli assetti sanitari campali, in un ipotetico scenario di missione in area ad alto rischio (missioni NATO “ex article 5”)
Il sostegno sanitario alle operazioni militari svolto in contesto diurno/notturno, compresa la reazione a contaminazioni biologiche in contesto civile e militare.
Le Forze Armate italiane hanno messo in campo assetti sanitari di assoluto rilievo, che hanno destato l’interesse anche delle altre nazioni.
In particolare, il Multinational Medical Joint Training Center (M2JTC), unità costituita recentemente presso la Scuola di Sanità, con lo scopo di testare l'efficienza operativa e la prontezza degli assetti sanitari militari della NATO e delle nazioni partner.
E' fondamentale la capacità di fornire un sostegno medico tramite l’integrazione sanitaria militare e civile in ambito multinazionale, così come il supporto alla condotta di operazioni interforze, attraverso la standardizzazione delle procedure di Medical Evacuation (MEDEVAC) e Strategica di Evacuazione (STRATEVAC), tesa ad acquisire la necessaria expertise in ambito organizzativo, finalizzato a proporre la disponibilità per ospitare in Italia l’edizione del 2021
Oltre al M2JTC, era presente un team chirurgico dell’Esercito Italiano, con biologi della Marina Militare, un’unità di trasporto in biocontenimento dell’Aeronautica Militare, che consegue la certificazione PECC (Patient Evacuation and Coordination Cell - relativa alla gestione di evacuazioni di pazienti, in ambito nazionale o nei teatri operativi, attraverso il sistema di supporto sanitario NATO) da parte dell’Infermeria Principale di Pratica di Mare.
Un team Ground MEDEVAC (Medical Evacuation) con un Veicolo Tattico Medio Multiruolo (VTMM) ORSO dell’esercito che costituiscono, insieme al supporto del raggruppamento logistico di RAMDIFE, il pacchetto a tutto tondo di specialità italiana.
Il generale Luigi Maria D’Anna, comandante della Scuola di Sanità dell’Esercito e responsabile nazionale dell’esercitazione ha dichiarato: “Abbiamo schierato le migliori professionalità in campo sanitario nel panorama delle Forze Armate, non solo per testarne le capacità tecnico-operative, ma soprattutto per verificare l’integrazione inter-agenzia in chiave interforze, civile e multinazionale”.
Partecipazione italiana
Nell’ambito inter-agenzia, l’esercitazione ha visto, per la prima volta in un contesto NATO, la cooperazione civile-militare italiana con l’Ospedale Spallanzani di Roma ed il Dipartimento nazionale della Protezione Civile. Le attività di collaborazione dello strumento militare, in cooperazione ed integrazione con la componente civile, rientra nella capacità di Resilienza Nazionale del comparto Difesa, evidenziando il sistema duale (Dual Use) della Difesa, ossia le capacità della Difesa a disposizione della collettività.
Nell’ambito dell’esercitazione è stato simulato un trasporto aereo in alto bio-contenimento di un militare colpito da malattia altamente infettiva utilizzando sistemi isolatori ATI (Aircraft Transit Isolators)
Un team specializzato dell’Aeronautica Militare arrivato da Pratica di Mare, con un velivolo C-130J, dopo aver imbarcato il paziente dalla base rumena di Campia Turzii, coadiuvato da omologhe unità inglesi, è rientrato a Roma per poi lasciare il paziente in carico al personale specializzato dell’Ospedale Lazzaro Spallanzani
Il protocollo utilizzato è il medesimo attivato nel caso del medico di Emergency Fabrizio Pulvirenti contagiato da virus Ebola.
Le immagini gentilmente concesse da Giuseppe Lami
Maria Clara Mussa


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