23:49 mercoledì 27.05.2020
Un gioiello italiano nella città dei due mari
La Marina Militare ha siglato una convenzione con il Comune di Taranto per attività che serviranno alla valorizzazione del Castello Aragonese
fotografie di: L.Pasqualini Stani

17-05-2019 - Nella Galleria Meridionale del Castello Aragonese di Taranto, il 15 maggio scorso, alla presenza del comandante Marittimo Sud, ammiraglio di divisione Salvatore Vitiello e della dott.ssa Maria Piccarreta della Sopraintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio di Lecce, Brindisi e Taranto, Francesco Marrangi, presidente dell’Associazione “Amici del Castello Aragonese”, Organizzazione non lucrativa di utilità sociale ed il sindaco del Comune di Taranto, Rinaldo Melucci, hanno firmato una convenzione per la valorizzazione del maniero.
Come sottolineato dal commissario dell’ufficio legale del Comando Marittimo Sud, capitano di fregata Marco Lupi, curatore della stesura dell’accordo, l’obiettivo di questa sottoscrizione è continuare ad assicurare la presenza dell’archeologo, Federico Giletti per continuare l’opera meticolosa degli scavi e della ricerca archeologica sotto la guida della Sopraintendenza.
Melucci ha evidenziato l’impegno assunto dal Comune per testimoniare con questa sottoscrizione un appoggio concreto a sostegno dell’opera di valorizzazione con ricadute positive per la comunità jonica impegnando delle risorse, per trattenere anche giovani ricercatori nei cantieri aperti del Castello creando nuove opportunità occupazionali, e per rinsaldare il forte legame storico tra la città dei Due Mari e la Marina Militare come esempio di fattiva collaborazione.
Il capitano di fregata Antonio Tasca, Capo Ufficio Pubblica Informazione Comando Marittimo Sud, ha coordinato il convegno annuale sul Castello Aragonese riguardante i risultati conseguiti dalla Marina Militare, dai partner istituzionali, privati, associazioni ed enti, tramite donazioni o attività di gratuito volontariato, per la valorizzazione della fortificazione, celebre e centrale nella vita culturale, artistica e turistica della città jonica.
Nel 1860 l’architetto Conversano, urbanista della città - come ha ricordato l’ammiraglio Vitiello - aveva proposto di abbattere il Castello per realizzare nello stesso punto un nuovo insediamento urbano.
Dalla geniale idea del senatore Cataldo Nitti di realizzare la base navale e l’arsenale militare il maniero fu affidato per scopi militari alla Marina Militare.
Dal 2005 l’ammiraglio Francesco Ricci, attuale curatore del Castello, ha iniziato un’opera di recupero e di restauro per renderlo fruibile alla città ed ai turisti con visite guidate svolte dal personale militare e civile della Forza Armata. I restauri sono realizzati dal personale militare e civile della Difesa sia in ruolo operativo e non sotto la guida della Sopraintendenza.
Nel descrivere l’azione congiunta con la Marina Militare, Piccarreta ha sottolineato che l’opera di valorizzazione di un “bene comune” alla Marina Militare e alla città non solo è un fattore identificativo e di appartenenza per la comunità jonica, ma riconosce la consapevolezza del valore culturale, turistico ed economico di questo monumento a connotazione militare al servizio dei cittadini.
Nel suo breve, introduttivo e complementare intervento, Federico Giletti, coordinatore e responsabile dell’attività archeologica, ha illustrato i risultati ottenuti dal settembre 2011 dalla campagna di scavo archeologico, ancora in corso, all’interno del torrione di San Cristoforo, collegata ad interventi di restauro per identificare al di sotto dello stesso torrione, un luogo di culto di fondazione incerta e oggetto di frequentazione tra la metà del X secolo e gli inizi dell’XI secolo.
Dettagliata ed interessante per i non addetti ai lavori, la descrizione dei referti ceramici rinvenuti nel butto dell’ex locale falegnameria, da parte di Sabrina Grassi assistente del dott. Giletti.
Ad illustrare le attività di manutenzione, restauro e visite guidate, essenziali per la valorizzazione del Castello è stato l’ammiraglio Ricci.
Ricordando la lunga prigionia del generale Dumas, primo generale di colore della storia e fonte di ispirazione del celebre romanzo “Il conte di Montecristo” scritto dal figlio Alexandre, è stato possibile visionare nelle foto l’ex distributore bevande, l’ex falegnameria, aree restaurate e locali di prigionia del Dumas. In fase di restauro quasi completato anche la facciata del Maschio e il tratto di facciata di Levante.
Valorizzare e difendere il Castello ha dichiarato l’ammiraglio Ricci significa difendere la nostra cultura, l’identità nazionale coincide con la nostra identità culturale. Se difendere la nostra cultura significa difendere l’Italia, questa è anche la missione della Marina Militare”.
Il Castello Aragonese si può definire “museo di se stesso”, nella top ten dei “Luoghi del Cuore” del FAI (i voti sono stati distribuiti su circa 37200 siti), è l’agorà della città dei Due mari con all’attivo ottanta eventi culturali, sportivi, cinematografici e musicali come il video realizzato dal chitarrista Egidio Maggio.
Lia Pasqualini Stani


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