08:20 domenica 20.10.2019
Soldato Pelliccia, presente!
L’ultimo saluto al Leone della Folgore a Roma, nella cappella del policlinico Celio, da parte di una folla di paracadutisti della Folgore e di Italiani riconoscenti
fotografie di: Cybernaua

04-09-2019 - Il “silenzio” eseguito all’interno della cappella dell’ospedale Celio in onore di Santo Pelliccia e il grido “Folgore”, dalla voce unisona del picchetto d’onore dei paracadutisti della Folgore, insieme ai numerosi baschi amaranto presenti che hanno accolto il feretro all’uscita della chiesa, hanno creato ulteriore commozione in tutti coloro che hanno partecipato all’ultimo saluto al grande reduce della battaglia di El Alamein, esempio per tutti di eroismo e orgoglio di appartenenza.
E commozione ascoltando la preghiera del paracadutista, recitata a memoria dal generale Marco Bertolini, che ha ricoperto incarichi di comando e operativi in brigata Folgore, terminando la sua carriera come comandante del COI, (Comando Vertice Interforze) ed ora presidente dell'A.N.P.d'I. (Associazione nazionale Paracadutisti d'Italia)
Erano presenti, insieme alla ministra della Difesa Elisabetta Trenta ed al Capo di Stato Maggiore dell’Esercito generale Salvatore Farina, numerose autorità militari, tra cui il comandante della Brigata Folgore, generale Rodolfo Sganga, giunti a porgere l’ultimo saluto a Santo Pelliccia che era e resta un mito, non solo per i paracadutisti della Brigata Folgore, ma per tutti coloro che credono nei valori patrii con i quali sono cresciuti.
Classe 1923, Santo era brevettato paracadutista da un anno soltanto quando nel 1942 partecipò alla seconda battaglia di El Alamein, la battaglia in cui “mancó la fortuna non il valore”.

Santo Pelliccia era un uomo “tutto d’un pezzo”, era un soldato e lo dimostrava ogni volta che partecipava alle cerimonie dedicate ai soldati.
Indossando la sua divisa, quella che lo aveva accompagnato nel corso della battaglia di El Alamein, salutava la bandiera di guerra, mano alla fronte, sull’attenti, porgendo il suo devoto omaggio al tricolore che rappresenta la Patria.
Lo ricordiamo alle cerimonie, cui non mancava mai, degli anniversari della costituzione della Folgore, nella caserma Gamerra di Pisa; o ai cambi di comando nella Caserma Vannucci a Livorno.
Lo vogliamo ricordare con gioia, sempre pronto ad una battuta spiritosa e sempre preciso nell’offrirci i suoi racconti ricchi di storia e di forti esperienze.
Ed è proprio frequentandolo e man mano conoscendolo meglio, che il vero leone della Folgore si materializzò nuovamente, nel momento cui avanzò la richiesta di potersi lanciare in tandem, questa volta non per un lancio di guerra, ma in caduta libera da oltre 4mila metri.
Così noi di Cybernaua ci organizzammo per realizzare il suo desiderio.
Insieme ad Arianna di Magno, Daniele Prosperi, il pilota e gli esperti piloti tandem del Centro di Paracadutismo Crazyfly di Nettuno, abbiamo fatto sì che il sogno di Santo si potesse concretizzare.
Indossando la divisa storica e calzato l’elmetto, non ha esitato, con entusiasmo, ad uscire dal Pilatus, tant’è che, una volta atterrato, è voluto subito risalire per un secondo tandem, dichiarando che “un uomo come lui ha sempre una seconda occasione”.
Atterrato dunque per la seconda volta, ci prese tutti in giro, fingendo un malore.
La nostra corsa affannosa verso di lui venne ripagato da un Santo Pelliccia che ridendo e alzandosi da terra ci fece il “gesto dell’ombrello”.
E dopo il lancio, in un incontro conviviale, Santo ci rese partecipi dei suoi ricordi, condividendo pareri e memorie storiche con un altro paracadutista di rango che sedeva al tavolo con noi, Philippe Leroy.
Un avvenimento che resterà nella nostra memoria e in quella di tutti coloro che al Crazyfly lo hanno accolto e accompagnato sul Pilatus, per raggiungere la quota da cui lanciarsi.
Siamo fieri di averlo incontrato e di aver goduto della sua fiducia ed orgogliosi oggi di averlo accompagnato nel suo ultimo lancio.
Entrato di diritto nella Storia, ha vissuto ogni giorno come fosse l’ultimo; ed ora sappiamo che è, come dice l’inno dei parà: ”…… in quell’angolo di cielo dedicato a tutti noi, i paracadutisti della Folgore, dove vivono in eterno Santi, Martiri ed Eroi”.
Maria Clara Mussa


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