01:21 venerdì 10.07.2020
Il “tagliacarne “ a Volandia
Il Museo che ospita l'F104 ricevuto in prestito dal museo di Berlino è collocato nel circuito dei grandi musei internazionali
fotografie di: R. Allesina

12-02-2020 - “Il Tagliacarne”, cosi’ il settimanale “Oggi” defini’ l’F104 in un articolo, allorché il velivolo entrò in servizio, all’inizio degli anni 60’ del XX secolo
Era così definito perché si discostava dai velivoli della generazione passata, caratterizzati da linee arrotondate; il 104, infatti,aveva linee nette ed angoli molto incisivi, tali da farlo assomigliare appunto ad un coltello da carne.
In seguito gli furono attribuiti altri pseudonimi: quello, diciamo ufficiale, di Starfigther (cacciatore di stelle); poi spillone, fabbricatore di vedove e bara volante.
A Volandia, l’8 febbraio scorso ne è stato presentato uno, prestato dal museo di Berlino, nei colori della Luftwaffe tedesca che ne aveva in linea ben 955.
Il presidente della fondazione Volandia Marco Reguzzoni ha tenuto a sottolineare che questo velivolo è il 104esimo esposto nel museo e che la collaborazione con il museo di Berlino colloca Volandia nel circuito dei grandi musei internazionali.
Ha poi preso la parola il comandante Franco Bonazzi, a raccontare la sua indimenticabile esperienza di pilota dello spillone.
Bonazzi, giovane capitano pilota nel 1959, è stato il primo italiano a volare sull'F104G, quando fu inviato dal Reparto Sperimentale, insieme ad un ingegnere, presso la famosa base di Edwars in California. Lì si trovarono con collaudatori belgi, olandesi, canadesi e tedeschi.
Di tedeschi ce ne furono addirittura due, ai quali la Lockheed, produttrice dell'F 104, offrì un corso propedeutico per svilupparne la futura produzione presso stabilimenti in Italia, in Germania e in Canada; scelta quest’ultima avvenuta in base al programma MAP (military aid program).
Va ricordato che il 104 in Italia, oltre ad essere molto amato dai piloti, ha rappresentato per l’industria aeronautica nazionale un notevole salto di qualità recuperando quel gap tecnologico venutosi a creare dopo la seconda guerra mondiale.
Ruby Allesina


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