05:38 martedì 01.12.2020
Conoscere la Storia per affrontare il futuro
Riapre il Museo di Vigna di Valle con grandi novità che anticipano quelle che saranno realizzate per il Centenario AM del 2023
fotografie di: Giuseppe Lami e Cybernaua

27-10-2020 - Dal 31 ottobre prossimo il Museo Storico dell’Aeronautica Militare tornerà ad essere aperto al pubblico dopo un periodo di lavori di riqualificazione ed adeguamento delle proprie strutture espositive che permetteranno ai visitatori di poter apprezzare al meglio i velivoli ed i cimeli che raccontano la storia del volo militare in Italia e quella degli uomini e delle donne che ne sono stati protagonisti.
A riaprire idealmente le porte del Museo è stato il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, generale di Squadra Aerea Alberto Rosso, con una sobria cerimonia a Vigna di Valle, alla presenza delle autorità locali e di una ridotta rappresentanza della Forza Armata.
"Conoscere la base, il cemento della nostra storia, ci aiuta a guardare il nostro futuro nel modo migliore e più professionale possibile. Quando vediamo un pezzo della nostra storia non vediamo solo il materiale ma il valore che esso racchiude". Con queste parole il Rosso ha sottolineato l'importanza di mantenere vivi, oggi come nel passato, i valori che caratterizzano le istituzioni e le Forze Armate, "impegnate a servire al meglio il nostro Paese, con passione, competenza e comunità d'intenti".
 "Riaprire il Museo, pur con tutte le limitazioni imposte da questo difficile periodo" - ha continuato Rosso - "è ancora più importante adesso che ci stiamo avvicinando ad un traguardo fondamentale della nostra Forza Armata: la celebrazione del nostro Centenario. Il 2023 sembra lontano ma non così tanto. Quello di oggi è un piccolo passo per costruire un percorso che ci avvicina sempre di più a celebrare i nostri cento anni".
Nell’occasione sono stati svelati gli ultimi due velivoli dell’Aeronautica Militare che entrano così ufficialmente a far parte della collezione espositiva del Museo: l’F-16 Fighting Falcon ed il Breguet 1150 Atlantic, due aerei che hanno scritto importanti pagine della storia contemporanea della Forza Armata, rispettivamente nell’ambito della difesa aerea – dove l’F-16 ha assicurato il proprio servizio tra l’uscita del servizio dell’F-104, nel 2004, e l’entrata dell’Eurofighter, nel 2012 – e nell’ambito del  pattugliamento aereo antisommergibile, dove l’Atlantic ha invece assicurato la sorveglianza del Mar Mediterraneo nel corso di ben 45 anni di vita operativa, dal 1972 al 2017.
Proprio l’ultimo esemplare di Atlantic, nel 2018, è stato protagonista di uno spettacolare trasferimento dall’aeroporto di Pratica di Mare a Vigna di Valle, effettuato con un elicottero del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco che ha trasportato l’aereo in volo grazie ad una speciale imbragatura.  
Al termine della breve cerimonia di inaugurazione, il generale Rosso ha colloquiato con i giornalisti presenti.
Cybernaua ho posto alcune domande, alle quali il Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica ha risposto.
Comandante, la Storia, i valori, il passato, tutto questo cosa rappresenta per il futuro dell'Aeronautica?
Essere legati ai propri valori e tradizioni sono le basi di qualsiasi struttura, il fondamento per qualsiasi organizzazione che guarda al futuro. E l’Aeronautica è forse la forza armata che, con poca modestia mi permetto di dire, è quella più proiettata alla modernità, all’innovazione e alla tecnologia; che guarda più avanti al futuro; ma per farlo in maniera responsabile e consapevole i valori e la tradizione sono fondamentali per la coesione della forza armata e siamo riusciti a dimostrare cosa siamo in grado di fare per il Paese. Conoscere la nostra storia ci aiuta a guardare verso il futuro nel modo migliore e più professionale possibile”.
E’ di questi giorni la consegna da parte di Leonardo del nuovo Eurofighter Typhoon
//www.cybernaua.it/news/newsdett.php?idnews=8692
Sì, si tratta del 96° esemplare, l’ultimo della produzione di Eurofighter per l’AM. Quindi si è concluso il picco di consegne della flotta di Eurofighter italiana.
Un programma a cui io sono personalmente molto legato, avendo partecipato alla stesura di documentazione dell’Eurofighter negli anni 80. Perché, ricordiamo che l’Eurofighter nasce con la Guerra fredda; questo per dare l’idea della lunghezza del tempo che occorre per realizzare un programma di tale portata.
Poi, come comandante di Stormo ho avuto l’incarico d ritirare il primo Eurofighter per la Forza armata; e simbolicamente venerdì scorso ho ritirato l’ultimo aeroplano. In 16 anni si è compiuta la produzione di queste macchine che costituiscono oggi la spina dorsale delle capacità di combattimento dell’Aeronautica. I Tornado e gli AMX, altra capacità fondamentale, incominciano ad accusare i segni della vecchiaia e del tempo; AMX a breve sarà fuori servizio, tra un po’ anche i Tornado; in attesa, e speriamo quanto prima, dell’arrivo di un numero sufficiente di F35 che costituirà l’integrazione, il complemento alla capacità Eurofighter; Eurofighter rappresenta il nostro cavallo di battaglia, il grosso della nostra capacità operativa, macchina nata col ruolo di superiorità aerea, quindi ‘’aria -aria’’, ma che è matura e quindi pienamente multiruolo; superiorità aerea e ricognizione, come dimostrato in Kosovo, su cui faremo affidamento per ancora tanti anni.

Questo per quanto riguarda i velivoli con piloti. Quale futuro è riservato ai Droni?
Come sempre non esiste il bianco o il nero nel mondo; non esistono aerei pilotati o aerei a pilotaggio remoto; probabilmente nel futuro esisterà un mix; continueranno ad essere presenti in tutte le forze armate, sia velivoli pilotati sia droni, ma non è escluso che ci sia la possibilità di avere macchine che, a seconda delle missioni, possano essere o no con pilota a bordo. Questa è un po’ l’evoluzione verso il futuro. Quindi ci sarà crescita di macchine pilotate a distanza, ma non escludo che in futuro si possa prevedere l’uso di macchine con la presenza o meno del pilota.
Nota
Il Museo, che sorge a Vigna di Valle, sul lago di Bracciano, sarà visitabile tutti i giorni a partire dal 31 ottobre, dalle 10:00 alle 16:00 (ad eccezione dei lunedì feriali, il 1° gennaio, il giorno di Pasqua e il 25 dicembre), con ingresso gratuito ed accesso regolamentato nel rispetto delle normative sul contenimento del COVID-19. Previa prenotazione, sarà possibile inoltre fruire di visite guidate gratuite per gruppi organizzati. L’accesso al museo sarà consentito esclusivamente tramite l’ingresso militare sito in Via Circumlacuale – Bracciano.
Il Museo Storico dell’Aeronautica Militare, inaugurato nel 1977 dal Presidente della Repubblica Giovanni Leone, con i suoi 13.000 metri quadrati di superficie espositiva coperta, è uno dei più grandi ed interessanti musei del volo esistenti al mondo. Esso ha il compito di raccogliere, restaurare, conservare, esporre e valorizzare il materiale aeronautico di interesse storico e documentario proveniente da rinvenimenti o donazioni da parte di privati. Attraverso molteplici attività interne ed esterne, è inoltre un centro propulsore di storia e di cultura aeronautica sia sotto il profilo scientifico sia didattico e divulgativo. Il Museo è disposto su quattro grandi padiglioni espositivi ed accoglie al suo interno circa 80 velivoli ed una cospicua collezione di motori e cimeli aeronautici di vario genere che raccontano, in sequenza cronologica, la storia del volo militare in Italia e quella degli uomini e delle donne che ne furono protagonisti. Il percorso si snoda attraverso i settori dedicati ai pionieri, ai dirigibili, alla Prima Guerra Mondiale, all’epopea dei voli polari del generale Nobile, alle grandi crociere di massa, alla Coppa Schneider, ai velivoli tra le due Guerre, alla Seconda Guerra Mondiale e i grandi aeroplani, per terminare con l’ultimo padiglione illustrante la rinascita post-bellica dell’Aeronautica Militare.
Maria Clara Mussa


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