00:16 mercoledì 20.03.2019
''Difesa collettiva'', l'Esercito Italiano
Il Seminario è il secondo di una serie di incontri programmati per far conoscere i compiti delle Forze Armate che si adeguano alle esigenze moderne
fotografie di: Cybernaua

18-03-2019 - Il seminario “Difesa collettiva: l’Esercito Italiano”, secondo di una serie di incontri programmati per far conoscere i compiti delle Forze Armate sempre più inserite in un processo di dual use a favore dei cittadini e per diffondere la cultura della Difesa e della Sicurezza nel Paese, si è svolto il 15 marzo scorso nella Biblioteca nazionale centrale di Roma.
Erano presenti, al fianco della ministra della Difesa Elisabetta Trenta, i sottosegretari alla Difesa Angelo Tofalo e Raffaele Volpi, il Capo di Stato Maggiore della Difesa generale Enzo Vecciarelli, il capo di Stato Maggiore dell’Esercito generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina il generale di Brigata Fulvio Poli e Barbara Schiavulli, inviata di guerra e scrittrice.
Nel dare il via ai lavori, Tofalo, promotore del seminario ha sottolineato come “Difesa Collettiva sia un percorso condiviso con i cittadini per spiegare a ogni livello quali sono i principali compiti delle Forze Armate in relazione alle attuali esigenze e agli scenari globali in continua evoluzione.
Il convegno di oggi è dedicato all’Esercito, uno dei pilastri essenziali su cui regge il Sistema Paese ha detto Tofalo Le nostre donne e uomini con le stellette che hanno giurato di difendere le Istituzioni anche al costo della propria vita, sono la risorsa più preziosa e specializzata, sempre presenti in Italia e all’estero vicina ai cittadini”.
Non si può fare a meno della professionalità e della forza del nostro Esercito, che ha dimostrato innumerevoli volte le migliori qualità dei militari italiani” ha sostenuto Trenta, “ad oggi vi è una consapevolezza diffusa di quanto l’Esercito sia necessario per garantire la nostra difesa e la sicurezza internazionale. Questo grazie alla capacità di rinnovamento che le Forze Armate, in continua trasformazione e proiettate verso il futuro, hanno dimostrato nel corso degli anni e come la formazione degli ufficiali e dei soldati è costantemente adeguata ai tempi, alle nuove tecnologie, fornendo un contributo enorme al rafforzamento delle capacità e delle competenze che vengono sempre poi riversate sul personale più giovane”.
Anche Volpi ha rimarcato la necessità di “…capire il nostro ruolo e il nostro spazio come Paese all’interno delle organizzazioni internazionali, sapendo due cose: che noi abbiamo una grande storia che rappresenta all’interno della comunità internazionale un esempio di come si opera, non solo dal punto di vista militare e della qualità dell’intervento che noi svolgiamo, ma anche della qualità umana delle nostre Forze Armate; e di individuare una forma di condivisione che rappresenti la nostra caratteristica di essere nelle organizzazioni internazionali non unicamente legati ad un fatto finanziario".
Interessante l’excursus storico presentato dal generale Poli, che ha sottolineato l’importanza delle trasformazioni della tecnica di difesa, ricordando l’impegno eroico di Pietro Micca, le imprese di bersaglieri di Lamarmora, la nascita del regio esercito il 4 maggio 1861 e l’evoluzione dei sistemi d’arma usati sino ad oggi.
La memoria storica deve essere conservata, per onorare i caduti della Grande Guerra, della battaglia di Nikolajewka, di El Alamein ove 5mila paracadutisti della Folgore non cedettero all’assalto degli Inglesi, morendo da eroi.
Schiavulli, inviata di guerra, ha parlato delle sue esperienze e descritto lo sviluppo tecnologico osservato nei venti anni a seguito dell’Esercito nelle missioni internazionali, che costituisce sicurezza e garanzia per il personale impegnato nei vari teatri.
La chiusura del seminario è stata affidata al generale Farina soddisfatto per la presenza in sala di molti studenti a dei rappresentanti del Gruppo Sportivo dell'Esercito, a seguire i temi dedicati alla difesa
Nell’esporre gli impegni peculiari della Forza Armata, ha ricordato l’importanza delle missioni in corso.
Attualmente l’Esercito ha 3.400 uomini schierati nei vari Teatri Operativi che vanno dal Kosovo, Missione KFOR, al Libano (UNIFIL), alla Somalia (MIADIT), Niger (MISIN)
Si tratta di un’attività di prevenzione avanzata ha fatto notare Farina al di fuori del territorio nazionale per far sì che violenze, aggressioni ed instabilità non arrivino nel nostro territorio”.
Ma grande rilievo anche alle operazioni di contrasto alle minacce di cyberattack e di osservazione verso lo stato islamico che potrebbe riprendere le proprie attività terroristiche.
Per il futuro, la Forza Armata ha in progetto la realizzazione di ‘’caserme verdi’’, infrastrutture di nuova generazione create nel rispetto dell’attuale dottrina ambientale, con elevata efficienza energetica e dotate di aree sportive e strutture per bambini, fruibili anche dalla popolazione civile.
Maria Clara Mussa


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