Parliamo di salute

Creme solari uso e effetti secondari
Tempo di mare e di montagna, tempo si sole e di voglia di abbronzature senza ustioni
21-07-2025 - Moltissimi sono i prodotti da usare per prevenire gli effetti dannosi del sole; ne vengono pubblicizzati e venduti così tanti che spesso è difficile saper scegliere.
Alcuni sarebbero da evitare tout court come indicato recentemente da uno studio effettuato dalla FDA (Food and drug administration) l’agenzia Usa che controlla farmaci e alimenti, e pubblicato sulla rivista Jama. I sospetti maggiori sono su alcuni filtri: avobenzone, oxybenzone e octocrylene.
Molte creme solari contengono ingredienti come ossido di zinco e biossido di titanio, ma anche agenti chimici come mexoryl, avobenzone, bemotrizinol e octocrylene.
Gli effetti di questi ingredienti, considerati generalmente a basso impatto tossicologico, non sono ancora del tutto validati dalla scienza moderna, e naturalmente possono cambiare da un tipo di pelle all'altro.
Lo studio dell’Agenzia nordamericana FDA ha confermato un sospetto che la comunità scientifica aveva da tempo, ovvero che i filtri solari contenuti nelle creme, assorbiti dalla pelle, finiscono nel sangue con conseguenze ancora ignote.
La ricerca ha coinvolto 24 volontari ai quali è stato chiesto di spalmarsi su tutte le parti del corpo non coperte un solare quattro volte al giorno per quattro giorni, simulando l’utilizzo medio consigliato per una efficace protezione dai raggi Uv.
Nell’arco di una settimana sono stati prelevati 30 campioni di sangue da ogni volontario per verificare le concentrazioni di sostanza passate nell’organismo. Quello che gli studiosi hanno trovato è che ciascuna delle sostanze testate era presente nel sangue dei volontari a livelli anche molto superiori rispetto alla soglia oltre la quale per legge sono necessari i test di sicurezza (cioè 0,5 nanogrammi per millilitro).
La concentrazione di oxibenzone, per esempio, era di 20 ng/ml al settimo giorno di osservazione. Nonostante i ricercatori non siano riusciti a stabilire con certezza che tipo di rischi provoca questo assorbimento per il nostro organismo, dal momento che la protezione della pelle dal sole resta un’azione indispensabile, il consiglio è optare per creme che non contengono questi filtri.
Bemotrizinol
Approvato per l'uso in Europa e Australasia. È commercializzato con i marchi Tinosorb S ed Escalol S. Attualmente in attesa di approvazione della FDA, quindi non disponibile negli Stati Uniti.
Poiché il bemotrizinolo è relativamente nuovo nel mercato della protezione solare, sono disponibili pochi rapporti o studi che documentano i suoi effetti negativi e l'uso a lungo termine. Gli studi fino ad oggi hanno dimostrato che ha un buon profilo di sicurezza. Non viene assorbito in modo significativo dalla pelle e raramente provoca irritazione cutanea.
A differenza di altri agenti solari organici, gli studi in vitro dimostrano che il bemotrizinolo non sembra avere effetti ormonali. Sono necessari più studi sulla sicurezza umana a lungo termine.
Ossibenzone
E’ sostanza chimica che penetra facilmente nella pelle e potrebbe potenzialmente interferire con il sistema ormonale.
E’ allergenico e potenziale distruttore endocrino.
L’ossibenzone è un problema soprattutto per i bambini. Oxybenzone – benzophenone-3 o BP-3) è l’artefice di parecchie grane riguardanti la pelle.
Retinil palmitato, o vitamina A palmitato, che l’EWG (Environmental Working Group) segnala in quanto sostanza potenzialmente tossica per riproduzione e sviluppo.
La vitamina A presente nei prodotti solari come Retinyl palmitato da una parte rappresenta un antiossidante che combatte l’invecchiamento della pelle, ma dall’altra potrebbe costituire una sostanza in grado di favorire lo sviluppo di tumori cutanei e di lesioni durante l’esposizione al sole.
Avobenzone, noto anche come butilmetossidibenzoilmetano, è un filtro solare ampiamente utilizzato nei prodotti per la protezione solare per proteggere la pelle dai raggi UVA. È un composto organico che assorbe efficacemente una vasta gamma di lunghezze d'onda UVA.
Tuttavia, negli ultimi anni, si è sollevata una crescente preoccupazione riguardo alla sua sicurezza e al suo impatto ambientale, portando alla decisione di vietarne l’uso in alcuni Paesi.
Octocrylene
Un nuovo studio ha scoperto che questo ingrediente spesso presente nella composizione delle creme solari, con il passare del tempo si trasforma in un’altra sostanza dal potere mutageno, cancerogeno ed interferente endocrino: il benzofenone.
Il benzofenone è un mutageno e interferente endocrino. L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) l’ha poi classificato anche come sospetto cancerogeno umano inserendolo nel Gruppo 2B.
Occorre dunque prestare attenzione allorché si acquistano prodotti da spalmare sulla pelle, leggendo, prima di tutto, la composizione del prodotto.
Maria Clara Mussa
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