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Altri due capitoli dei Racconti di Alfredo Iannuzzi
Continua la narrazione di aneddoti della sua vita vissuta in Aeronautica militare

18-03-2018 - Cap. 4 IL “ PEDRO” (TAC-EVAL - NYANG)
Alla fine degli anni ’70, finalmente riesco a tornare dalle mie parti.
Mi trasferirono prima come Sector Controller al 1* SOC di Monte Venda e successivamente come Capo Ufficio Operazioni al 13* GRAM di Concordia Sagittaria, PEDRO RADAR.
Rimasi al Pedro per 8 anni dei quali gli ultimi 3 da comandante.
Di cose da raccontare di questo periodo ce ne sarebbero tante; mi limiterò a ricordare alcuni episodi più significativi.

A parte la routine che scandisce le giornate, i mesi e gli anni di un sito radar operativo 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, particolare importanza e impegno hanno le TAC-EVAL (Tactical Evaluation), valutazioni tattiche che consistono, ogni 2 anni, in esercitazioni con le quali la NATO valuta la capacità operativa del sito, simulando uno stato di allarme e conflitto.

A questo evento ci si prepara tutto l’anno ed i risultati (che il team di valutatori NATO esprime con dei voti) influiscono sul prestigio del Reparto e sulla carriera dei comandanti.
Il Pedro, oltre a svolgere la TACEVAL con il 51° di Istrana, supporta anche quella del gruppo americano rischierato ad Aviano. Per l’occasione ebbi (da comandante) la fantastica opportunità di fare un volo con il comandante del 614° USAF su un F16…

Ad Aviano, venivano spesso rischierati anche i radar mobili della New York Air National Guard, il cui comandante colonnello IANUZI (AIANUSI) era convinto di essere mio parente, tanto che fece scrivere una storia sul giornale della Air force.
Cap 5. UFFICIO OPERAZIONE DEL COMANDO 1a R.A. MILANO
Dopo il Comando del 13° Gruppo Radar “Pedro”, vengo trasferito a Milano, all’Ufficio Operazioni del Comando 1^ Regione Aera.
Lavoro di ufficio con reperibilità che torna comoda, in quanto siamo i soli ad alloggiare a Piazza Novelli anziché a Linate (Casa e bottega).
Il Capo di SM di Regione è un generale di Brigata tosto e competente (non sempre le due cose coincidono).

Ha l’abitudine di leggere tutto ciò che noi del OPN gli prepariamo, lavorando anche di notte, restituendoci il mattino seguente i lavori, arricchiti di appunti e di richieste di chiarimento…
Un mio carissimo collega esasperato trova al mercato una testa di pupazzo di gomma con due orecchie enormi.. quando esce dall’ufficio del CSM se lo strapazza fra le mani per scaricare i nervi…
Dimenticavo…il generale in oggetto aveva un bel paio di orecchie…
Una mattina arriva sui nostri tavoli un telfax dai CC del Cavallino (zona balneare vicino a Venezia) riportando che il tetto di un villetta è stato divelto dal passaggio di un velivolo a bassa quota.
Per quanto impossibile possa sembrare, il CSM ci incarica di portare a termine una indagine accurata.

Risultato negativo, i nostri radar non vedono a quote talmente basse da divelgere un tetto, ma alcuni voli di Tornado avrebbero dovuto sorvolare la zona a bassa quota.
Estendiamo l’indagine alle basi di tornado ma tutti asseriscono di essersi attenuti ai piani di volo e di non essere mai scesi sotto i 1000 piedi (300Metri) e da quella quota non si divelgono tetti.
La mia esperienza pregressa mi fa fare una ulteriore ricerca a Trapani e a Geilenkirchen le Basi AWACS della NATO, per sapere se per caso erano in volo a quell’ora e coprivano l’area dei dintorni di Venezia.
Purtroppo, per il pilota di Tornado, loro c’erano ed avevano rilevato la quota di circa 200 piedi pari a poco più di 50 metri.

Sia il CSM che il comandante di Regione erano contrariati dal fatto che dovemmo richiedere alla NATO perché i nostri radar non avevano visto nulla…. Si era in pieno “casino” per il tragico evento di Ustica, con le accuse che piovevano sulla AM.
Io spiegai in una nota che quello che era successo a Ustica si sarebbe potuto ripetere altre volte, se per provare i fatti si fosse ricorsi ai tracciati radar della Difesa Aerea per via delle coperture e non solo a bassa quota….
Se ci fosse stato un AWAC in volo, probabilmente avremmo avuto più informazioni utili, anche per quella tragedia.





Alfredo Iannuzzi
 
  
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