23:09 sabato 21.04.2018

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Il Presidente va a Lubiana
E come gli ufficiali americani temono l'accusa di ''sexual harassment'' (i ricordi di Alfredo Iannuzzi)

09-04-2018 - E’ il 1992.
Dopo due anni presso l’Ufficio OPN del Comando 1^ Regione Aerea di Milano ed il Corso Superiore SGA, mi mandano a comandare il 1° Sector Operation Center a Monte Venda, con i sei radar della DA del Nord Italia alle dipendenze.

All’inizio della fine della Yugoslavia come nazione, la prima a separarsi, senza lotte o guerre fratricide, fu la Slovenia che dichiarò la sua indipendenza.

Il nostro Presidente di allora, Francesco Cossiga, decise di dover essere il primo a recarsi a Lubiana per stringere la mano al neo Presidente sloveno.
Lo SMA convocò il comandante di ROC ed il sottoscritto, per organizzare la protezione aerea del viaggio programmato.

Così mi trovai rischierato a Prosecco, in prossimità del confine, con 3 HH3F ed una torre di controllo mobile per dirigere i collegamenti radio con il convoglio del Presidente e con l’ AWAC messo in volo dalla NATO per l’occasione.

Prima della partenza del convoglio, i servizi mi dettero un telefono cellulare (cosa non comune) per collegarmi direttamente con il seguito di Cossiga.

Da buon controllore, feci la prova radio e, con mio stupore prima e gran risata poi, la risposta alla mia chiamata fu: “Nema sloveny canala” per cui decisi di usare l’AWAC come ponte radio.
Nello stesso periodo iniziano le operazioni nel Golfo Persico, in preparazione della prima guerra in Iraq.
Inizialmente, per ragioni politiche che nulla hanno a che fare con ragioni operative, i Tornado di Ghedi vengono mandati a “fornire protezione aerea alle navi della nostra Marina”.

A parte il fatto che nessun equipaggio di Tornado è addestrato a compiti di Difesa Aerea, c’è da dire che le regole di ingaggio della Marina per la difesa delle formazioni navali è molto diversa dalla DA.

Conclusione: il comandante di ROC ed io di corsa a Ghedi per fare un briefing agli equipaggi, onde almeno evitare che si facessero abbattere dalle navi che avrebbero dovuto proteggere. E fu li che mi beccai un cazziatone dal comandante di Stormo, come se la bella e brillante idea fosse stata mia….

Mentre sono in Comando al Primo SOC, con alcuni dei comandanti dei Centri radar dipendenti veniamo mandati a Ramstein presso il WPC (Warrior Preparation Center) per una esercitazione su sitemi automatizzati di gestione di guerra aerea.
Il WPC all’epoca è un facility Top Secret, dove si impara a conoscere mezzi e procedure operative dei Russi e Paesi satelliti.

E’ una esperienza degna di nota che amplia notevolmente il nostro skill level.

Anche qui non manco di notare un episodio particolare:
La Sala Operativa del WPC e’ al quarto piano di una delle palazzine della Base, cui si accede tramite un ascensore e alcune porte blindate.
Salgo sull’ascensore assieme ad un tenente colonnello americano che lavorerà con me.
Al secondo piano, sale una marescialla dotata di una sesta o settima misura che prorompe dalla camicetta abbottonata..
Il collega americano si volta di scatto verso la parete dell’ascensore ed appena la marescialla scende al terzo, si rivolge a me chiedendomi di testimoniare che lui non la ha neppure guardata….ecco cosa era ed è il terrore di essere accusati di sexual harassment tra gli ufficiali americani.




Alfredo Iannuzzi
 
  
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