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foto di: SME
Esercitazione ‘’5 Torri 2018’’, appuntamento con gli alpini
Le Truppe Alpine dell’Esercito saranno nuovamente protagoniste, il prossimo 4 luglio, dell’esercitazione multinazionale interforze

18-06-2018 - Nell’omonimo comprensorio montano, dove 100 anni fa era posizionato il Comando dell’artiglieria italiana ed è oggi ben visibile e visitabile un autentico museo a cielo aperto della 1^ Guerra Mondiale, gli Alpini daranno prova delle loro capacità nel saper operare in montagna, con appassionanti dimostrazioni aperte al pubblico di progressione alpinistica e manovre di soccorso in parete (con e senza elicotteri) e della capacità di sviluppare azioni militari in un ambiente particolarmente difficile e selettivo.
Eredi dei leggendari soldati che durante il Primo Conflitto Mondiale scrissero su queste montagne epiche pagine di storia militare ed alpinistica, in questa esercitazione gli Alpini daranno particolare risalto al concetto di “mountain warfare”, evoluzione delle tradizionali tecniche di combattimento in alta montagna che, con procedure in continuo aggiornamento, caratterizza le Truppe Alpine moderne quali componente dell’Esercito prontamente impiegabile ed idonea ad operare in qualsiasi contesto ambientale.
Nota
Vogliamo ricordare come fu la vita nelle trincee e negli appostamenti di alta montagna, durante la Prima guerra Mondiale.
Mai, prima di allora, si erano combattute delle battaglie ad altitudini così elevate. Tra le cime del Massiccio dell'Adamello (al confine tra Lombardia e Alto Adige) italiani e austro-ungarici si trovarono uno di fronte all'altro ad oltre 3000 metri di altezza.
Anche nella zona tra Trentino e Veneto, nei pressi della Marmolada, nel settore orientale del Lagorai, in tutta la parte delle Dolomiti Orientali e tra le vette, gli alpini combatterono ad alte quote e con equipaggiamenti assolutamente inadatti. Nonostante il clima estremo (non erano rare le nevicate estive), nella maggior parte dei baraccamenti la sola fonte di riscaldamento erano i piccoli fornelletti per le vivande. I vestiti di lana erano pochi e molti dovettero costruirsi degli occhiali da sole (utilizzando dell'alluminio) per prevenire i danni dei raggi solari.
Per tutto il 1915 i soldati combatterono con le loro uniformi grigio-verdi che, in mezzo al manto nevoso, erano facilmente individuabili dai nemici. Solamente l'anno successivo furono distribuite le prime tute bianche che garantivano una maggiore mimetizzazione.

Maria Clara Mussa
 
  
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