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La grande menzogna
Continua il racconto di Alfredo Iannuzzi, sulle sue esperienze in ambito NATO

19-08-2018 - Cap. 15 - LA GRANDE MENZOGNA (IRAQ E W.M.D.)
L’attacco alle Torri Gemelle, inaspettato ed imprevedibile, fa anche cambiare atteggiamento agli USA e di conseguenza all’Alleanza.
In effetti, con la dichiarazione dell’Art. 5 (che prevede lo stato di guerra per tutta l”alleanza in caso di attacco diretto ad uno dei suoi membri) a seguito di quell’attentato, la NATO inizia operazioni di “difesa attiva” che altro non sono che operazioni di attacco
Ad ottobre del 2001, neanche un mese dopo l’11 Settembre, iniziano le operazioni in Afghanistan, per cacciare i talebani responsabili, secondo l’intelligence USA, di dare rifugio a Osama Bin Laden e a Al Qaeda identificati come mandanti ed autori dell’attacco alle Torri Gemelle.

Sulla scia della vendetta per l’infame attentato, si giustifica l’inizio della seconda guerra del Golfo a Marzo 2003 e l’attacco al Iraq di Saddam Hussein anch’esso colpevole, secondo l’intelligence USA, di dare ospitalità ad Al Qaeda.
Per convincere in primis l’opinione pubblica americana e quella mondiale si fa ricorso alla “grande bugia” sul possesso di armi di distruzione di massa nell’arsenale di Saddam.
Questa “bugia” e’ costata la vita di 4000 soldati americani e oltre 100 mila Iracheni tra militari e civili.

Cap. 16 - DESTABILIZZAZIONE DELL’AREA MEDITERRANEA E NORD AFRICA
La reazione di Al Qaeda non si fa attendere e sulla scia dei moti di ribellione popolare contro i regimi autoritari che scoppia in quasi tutte le nazioni del nord Africa e del medio oriente inizia una infiltrazione in questi Paesi.
L’Occidente non si accorge (o per interesse finge di non accorgersi) di queste infiltrazioni e si schiera dalla parte dei rivoltosi definendo queste sommosse “primavera araba”.
E nel 2011 la NATO lancia l’operazione Unified Protector contro la Libia di Gheddafi.
Il risultato è la destabilizzazione dell’area dell’Africa mediterranea con conseguenze che tutt’oggi ci toccano da vicino per l’emigrazione in massa di profughi da quelle terre martoriate.

Alfredo Iannuzzi
 
  
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