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Manifestazioni ed Eventi

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foto di: Arma Carabinieri
Un calendario dedicato alla difesa del patrimonio culturale
L'edizione 2019 presentata a Roma, nella Scuola ufficiali carabinieri, con i divulgatori scientifici della televisione italiana

03-12-2018 - Nella Scuola ufficiali carabinieri in Roma, il 29 novembre scorso, si è svolta la cerimonia di presentazione del Calendario Storico e dell’Agenda Storica 2019 dell’Arma dei Carabinieri, alla presenza del ministro per i Beni e le Attività Culturali Alberto Bonisoli, del sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo e del comandante generale dell’Arma Giovanni Nistri.
Sul palco a presentare la cerimonia, anche quest’anno il giornalista Massimo Giletti, ma in questa occasione accompagnato da illustri nomi della comunicazione scientifica televisiva: il divulgatore Alberto Angela, la conduttrice Licia Colò, il prof. Pietro Sisto autore dell’inserto dell’agenda e lo scrittore Piero Colaprico, protagonista di una parte dei contenuti dell’agenda.
Il calendario dei carabinieri è diventato per il Paese un oggetto di culto, come dimostra una tiratura che da anni sfiora il milione e mezzo di copie.
Un prodotto editoriale apprezzato, ambìto e presente nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro.
Nato nel 1928, dopo l’interruzione post-bellica dal 1945 al 1949 il Calendario tornò a vivere nel 1950 e da allora tanti temi sono stati trattati, vicini all’Arma ma anche ai cittadini.
L’edizione 2019 è stata pensata per la ricorrenza dei 40 anni dell’inserimento del primo sito italiano nel Patrimonio mondiale dell’Umanità e dei 50 anni dalla nascita dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.
Le tavole del Calendario, ideate e realizzate sotto la direzione artistica di Silvia di Paolo, sono state presentate al pubblico insieme ai temi della nuova edizione dell’Agenda e ad illustrarli il Capo del V Reparto del Comando Generale, generale Massimo Mennitti.
Tra gli ospiti erano presenti il direttore dell’Ufficio Regionale per la Scienza e la Cultura in Europa dell’Unesco Ana Luiza Thompson-Flores, Franco Bernabè, presidente del Consiglio direttivo della Commissione Nazionale per l’Unesco e il presidente dell’ospedale pediatrico “Gaslini” di Genova, Pietro Pongiglione.
Le pagine del Calendario presentano una carrellata dei siti italiani tutelati dall’Unesco, nella cui convenzione siglata nel 1972
è prevista la “tutela del patrimonio culturale e naturale”, inteso come bene dell’Umanità intera; ultimo atto siglato è la tutela dei muretti a secco di Italia, Cipro, Croazia, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera.
Oggi l’Italia conta ben 54 siti protetti, primo paese al mondo.
Sono stati “inseriti tutti con immagini o menzioni tali da fornire una visione complessiva della varietà di scenari della nostra penisola” – ha dichiarato nel suo intervento Nistri.
In parallelo è riportato in breve il percorso evolutivo dei carabinieri negli ultimi decenni, a partire dal Comando Tutela Patrimonio Culturale avviato nel 1969, che di recente ha fornito i primi “caschi blu della cultura” all’Unesco. Accompagnano le immagini dei luoghi simbolo della Nazione le altre articolazioni dell’Arma, attraverso la rappresentazione di uniformi e “…principalmente di volti. Il volto” ha proseguito Nistri “è lo specchio dell’anima, come i luoghi sono lo specchio di un Paese. E quelli presenti nelle tavole… stanno ben attenti a non invaderle. Si fondono nell’insieme…perché noi siamo e ci sentiamo parte integrante del paesaggio italiano, inteso come identità nazionale”. 
La manifestazione, accompagnata dal piccolo complesso di fiati e pianoforte con le musica di Rota e Piazzolla, è stata l’occasione per presentare altre due opere editoriali: il Calendarietto da tavolo, dedicato alla Via Francigena e alle riserve naturali protette dai carabinieri Forestali e il <Planning da tavolo che tratta le Città Italiane Capitali Europee della Cultura. Il ricavato del calendarietto sarà devoluto all’Opera Nazionale Assistenza Orfani Militari Arma Carabinieri (ONAOMAC) e quello del planning all’ospedale pediatrico “Gaslini” di Genova.
La scelta fatta, donare qualcosa ai nostri orfani e ai bambini curati nella città di Genova, così duramente colpita dal crollo del Ponte Morandi” - ha affermato Nistri – “è un piccolo segno della nostra attenzione e della nostra solidarietà umana, valore fondante dell’Istituzione. Non si è buoni Carabinieri se non si avverte l’importanza della cultura quale elemento motore del cammino della civiltà umana…Non si è buoni Carabinieri se non si sente forte, quanto il compito di tutelare l’ordine e la sicurezza dei cittadini, il Dovere sacro di aiutare i bisognosi”.   




Maria Clara Mussa
 
  
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