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Rendere gli onori solenni ai caduti in Russia
Tumulazione definitiva e rimpatrio dei resti mortali di 12 caduti in guerra italiani recuperati nel comune di Shikhovo (nella provincia di Slobodskoy-regione di Lirov)

26-02-2019 - Il giorno 2 marzo prossimo, saranno resi gli Onori solenni ai 12 Caduti italiani, di cui 2 noti, i cui resti sono stati rimpatriati il 14 dicembre 2018 a cura del Commissario Generale per le Onoranze ai Caduti e successivamente trasferiti per la definitiva inumazione presso il Tempio della Madonna del Conforto di Cargnacco (Udine), dedicato ai Caduti della campagna in Russia.
Al termine della cerimonia, i caduti noti saranno consegnati ai familiari.
L’individuazione dei Caduti in una fossa comune nella Regione di Kirov risale a giugno 2015, quando uno speleologo comunicò l’avvenuto ritrovamento della fossa comune vicino alla città di Kirov, nella quale risultavano sepolti prigionieri di guerra di varia nazionalità, tra cui italiani.
Il Commissariato Generale, con la preziosa collaborazione con le Autorità Diplomatiche Italiane a Mosca, verificò l’esistenza della sepoltura collettiva, situata nei pressi della linea ferroviaria utilizzata per il trasferimento dei prigionieri di guerra (tedeschi, italiani, ungheresi, polacchi, rumeni) destinati ai campi di prigionia nel nord della Russia. Durante la sosta dei treni, i corpi dei militari deceduti durante il viaggio venivano abbandonati a ridosso dei binari e la popolazione locale provvedeva spontaneamente a dare loro rapida e pietosa sepoltura. La sepoltura, costituita da varie fosse comuni contigue distanti tra loro pochi metri, conteneva un numero imprecisato di prigionieri sepolti, senza che fosse possibile distinguerne la nazionalità. I conseguenti lavori di scavo hanno consentito il recupero di circa 1657 Caduti (circa 1083 nel 2017 e circa 574 nel 2018), e tra questi è stato possibile individuare 12 Caduti di nazionalità italiana grazie al rinvenimento dei capi di vestiario e brandelli di uniformi di foggia italiana (come ad esempio stivali o scarponi da combattimento, che meglio hanno resistito all'azione disgregatrice del tempo), dei segni distintivi dei Reparti di appartenenza o di oggetti personali di fattura italiana reperiti addosso ai Resti. Per due di essi è stato anche possibile ricollegare la piastrina identificativa personale, permettendo il loro certo riconoscimento.
Il Commissariato Generale, avvalendosi della collaborazione dell’addetto militare per la Difesa presso l’Ambasciata d’Italia a Mosca e inviando anche proprio personale sul posto, ha svolto un'attenta opera di monitoraggio sui lavori di ricerca, localizzazione ed esumazione, allo scopo di avere certezza dell’individuazione di Caduti italiani. I rapporti con le Autorità Russe, come previsto dagli accordi governativi bilaterali in vigore tra le nazioni, sono stati gestiti per il tramite dell’Associazione “MEMORIALI MILITARI”, ufficialmente designata dal Governo Russo.
I predetti lavori, svolti nelle estati del 2017 e del 2018, sono stati praticamente organizzati e svolti dal paritetico Ente tedesco Volksbund Deutsche Kriegsgraberfursorge (VDK), con l'impiego di proprio personale specializzato ed esperto, con il contributo di volontari russi, tedeschi e italiani. Questi ultimi appartenenti al gruppo di associazioni denominato North Appenine Po’ Valley (NAPV), di cui è capofila l’Associazione Gotica Toscana. I volontari italiani sono stati preziosi per l’attività di individuazione e riconoscimento dei Caduti di nazionalità italiana.
I resti mortali recuperati nelle fosse comuni di Kirov, risultati assolutamente ignoti e di cui non era possibile nemmeno dedurre la nazionalità, sono stati sepolti nel cimitero di prigionieri di guerra del paese di Falyonki (distante circa 100 km da Shikhovo), dove le Autorità Russe hanno organizzato, il 7 agosto 2018, una cerimonia in occasione della tumulazione dei primi 10 di essi, a cui ha partecipato un Ufficiale in rappresentanza del Commissariato Generale.
Il 12 dicembre 2018, su iniziativa dell’Autorità Diplomatica Italiana in Russia, alla presenza dell’Ambasciatore, si è tenuta a Mosca una funzione religiosa in commemorazione dei 12 Caduti italiani, i cui Resti sono stati rimpatriati il 14 dicembre 2018, a cura del Commissariato Generale. Giunti all’Aeroporto di Venezia sono stati trasferiti, con gli onori di rito, a cura della Direzione del Sacrario Militare di Redipuglia, presso il Tempio della Madonna del Conforto di Cargnacco (UDINE), dedicato ai Caduti della campagna di Russia, ove, ad esclusione dei 2 noti, le cui famiglie già individuate ed informate, hanno espresso il desiderio di poterli riavere, saranno definitivamente inumati al termine della cerimonia del 2 marzo.
All’evento parteciperanno Autorità civili, religiose e militari ed i congiunti dei Caduti, oltre a numerose Associazioni Combattentistiche e d’Arma.
I due Caduti italiani di cui è stato possibile accertare l’identità noti sono:
Antero Terradura, nato a Passignano sul Trasimeno (PG) il 16.01.1913, dell’11° Rgt. Art.;
Giulio Lazzarotti, nato a Monchio delle Corti (PR) il 25.06.1922, dell’8° Rgt. Alp.
Approfondimento
Missione del Commissariato generale per le onoranze ai caduti
La missione del Commissariato Generale, istituito nel 1919, di cui quest’anno si celebra il centenario, attraverso la perenne valorizzazione del culto della memoria, riunisce ed interpreta i più alti aspetti valoriali che sono a fondamento di una Nazione e, ponendosi come elemento di collegamento tra le generazioni, di fatto fornisce i capisaldi grazie ai quali uno Stato viene, dai propri cittadini, vissuto come Patria (Terra dei Padri).
L’attività del Commissariato Generale nel campo della ricerca e del recupero dei Caduti è incessante e proseguirà con lo stesso spirito, auspicando di poter continuare a fruire delle iniziative, della collaborazione, della generosità e della vicinanza che, a vario titolo, Autorità, Associazioni, Enti, Organi e singoli, da sempre, assicurano e dimostrano.
In tale quadro, solo nell’anno in corso il Commissariato ha garantito il rientro in Patria di 5 Caduti dell’Albania, di 100 Caduti dalla Russia, di 7 Caduti dalla Croazia, di 1 Caduto noto dal Sudan ed anche di 1 Caduto della 1^ G.M. dalla Bosnia Erzegovina. Inoltre è stato recuperato sul ghiacciaio dell’Adamello e consegnato ai familiari 1 Caduto noto della 1^ G.M.
Per il Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti, non esistono limiti temporali o territoriali, continuerà a ricercare i nostri Caduti, ove individuati e, come in questo caso anche riconosciuti, renderli ai familiari che con fiducia e grande dignità hanno saputo attendere. Il Ministro della Difesa segue con sempre massima attenzione le attività del Commissariato Generale, interpretandone la missione con sensibilità e vicinanza, fornendo tutto il supporto affinché si possa realizzare quello che è un dovere della nazione nei confronti delle famiglie che hanno sofferto la perdita di un congiunto per gli ideali della propria Patria.







Redazione
 
  
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