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‘’Analisi dei flussi migratori nei Paesi del Maghreb’’
Le migrazioni di transito tra i Paesi dell’Area e nel Mediterraneo verso l’Europa

21-03-2019 - Si tratta di un volume che riporta un approfondito studio di Claudio Bertolotti, le cui analisi sono sviluppate utilizzando informazioni disponibili su fonti aperte, curato e pubblicato dal Centro Militare di Studi Strategici.
Sempre interessanti le accurate analisi di Bertolotti, che potrete leggere al link:
//www.claudiobertolotti.com/wp-content/uploads/2019/03/AN_SMD_03.pdf
Ne riportiamo il sommario.
Sommario
Il tema dei flussi migratori verso l’Europa e della loro gestione da parte degli Stati nazionali e dell’Unione Europea è un tema ampiamente dibattuto sul piano politico interno e internazionale ed ha importanti ripercussioni su quello sociale e della sicurezza, sia a livello di percezione che su quello reale.
Dal 2010 in poi in concomitanza con le cosiddette “primavere arabe”, la guerra in Siria e l’avvento dell’autoproclamato Stato islamico, dapprima come fenomeno insurrezionale e territoriale, e poi come fenomeno sociale, è significativamente aumentato il flusso di migranti. La crescente pressione migratoria dal continente africano verso l’Europa e l’Italia e, in misura minore, quello proveniente dall’area grande mediorientale (dalla Siria, all’Iraq all’Afghanistan) che ha caratterizzato in particolare il periodo 2011-2016, ha condizionato i processi politici ed elettorali interni all’Europa portando alla ridefinizione degli equilibri nazionali e comunitari.
Tra i soggetti migranti che raggiungono l’Europa attraverso i flussi migratori irregolari, si riconoscono le due grandi categorie: quelli di tipo “economico”, che con la collaborazione dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) si tenta di rimpatriare nei Paesi di origine, ed i soggetti che fuggono da situazioni di guerra o conflittualità violenta, la cui protezione rappresenta la missione primaria dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR).
La prevalenza dei soggetti rientranti nella categoria di “migranti economici”, originari dell’Africa centrale, settentrionale e orientale e dell’area sub-sahariana, si contrappone alla componente minoritaria di soggetti di area prevalentemente mediorientale in fuga da zone di guerra.
Una delle rotte delle migrazioni extra-continente africano più calcate è quella che dai Paesi sub-sahariani attraversa il Nord Africa, in particolare la Libia, e il Mediterraneo; mentre una componente significativa di soggetti alimenta un flusso migratorio interno ai Paesi del Maghreb stesso.
I flussi incontrollati e illegali sono un fattore di condizionamento politico per l’Italia e per gli stessi paesi in cui il fenomeno si associa alla criminalità organizzata transnazionale, che del traffico di esseri umani ha fatto una fonte di guadagno illecito che trova punti di contatto e occasioni di collaborazione con le organizzazioni jihadiste e terroriste. Va evidenziato, sul piano delle criticità sostanziali, come l’attuale situazione di forte instabilità della Libia rappresenti un polo di attrazione potenziale per foreign fighters, islamici radicali e malavitosi provenienti dai Paesi limitrofi.
Lo scopo del presente studio – commissionato dalla Sezione Cooperazione Balcani e Mediterraneo dell’Ufficio Relazioni Internazionali dello Stato Maggiore della Difesa – è l’approfondimento di una tematica che investe pienamente le realtà dei Paesi nord-africani, in particolar modo Marocco, Algeria, Tunisia, Mauritania e Libia – e, in secondo luogo, Niger e Ciad – e ne analizza caratteristiche, origini, rotte e le conseguenze su sicurezza, stabilità ed economia.
chi è Claudio Bertolotti
Analista strategico e capo nucleo ricercatori presso il Ce.Mi.S.S. (Centro Militare di Studi Strategici), è direttore di START InSight, ricercatore associato ISPI (Istituto di Studi Politici Internazionali), docente di ‘Analisi d’area’ per i corsi di alta formazione sulla NATO presso l’ISPI e sul terrorismo alla SIOI, del Master in “Geopolitica e Sicurezza Globale” (Università “La Sapienza” di Roma), del Master in “Intelligence e Security” (Università Link Campus di Roma), dal 2015 è ricercatore senior per la ‘5+5 Defense iniziative’ dell’Euro- Maghreb Centre for Research and Strategic Studies (CEMRES) per la difesa del Mediterraneo, di cui è rappresentante unico per l’Italia.
L’attività di ricercatore è consolidata da esperienze nei Paesi quali Afghanistan, Kosovo, Libano, Marocco, Tunisia, Algeria ove periodicamente più volte l’anno si reca per aggiornamenti alle sue considerazioni sociopolitiche.
Laureato in Storia contemporanea, si è specializzato in Sociologia dell’Islam con Renzo Guolo presso l’Università degli Studi di Torino. Dottore di Ricerca (PhD) in Sociologia e Scienza Politica, indirizzo Relazioni Internazionali, ha difeso la sua tesi di Dottorato dal titolo: Attacchi suicidi in Afghanistan. Tattica militare e strategia politica tra fallimento e successo, presso l’Università di Torino.
*Il volume è stampato dalla tipografia del Centro Alti Studi per la Difesa
Centro Militare di Studi Strategici Dipartimento Ricerche Palazzo Salviati





Maria Clara Mussa
 
  
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