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L'intervista con...

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foto di: Cybernaua archivio
Gli impegni della Difesa nel Paese e in ambito internazionale
A colloquio con Vincenzo Camporini, già Capo di Stato Maggiore della Difesa, per una breve analisi sulla situazione attuale

23-04-2019 - Abbiamo incontrato il generale Vincenzo Camporini, che da febbraio 2008 fino a gennaio 2011 ricoprì l’incarico di capo di stato maggiore della Difesa e sino al novembre 2011 di consulente del ministro Franco Frattini //it.wikipedia.org/wiki/Franco_Frattini>.

È membro della Fondazione Italia USA ed è stato vicepresidente dell'Istituto Affari Internazionali.

Con lui una conversazione interessante, sulle ultime questioni che impegnano la Difesa: dall’ammodernamento delle Forze Armate, agli avvenimenti internazionali.

L’attualità rende l’Italia protagonista di molte diatribe, sia a livello nazionale, in ambito dello stesso governo, come gli impegni nella riforma delle Forze Armate e nell'ammodernamento dei mezzi; sia nel settore geopolitico, per il colpo di stato in Libia e per le missioni internazionali in cui partecipa con la coalizione sotto l’egida della NATO.


Parliamo del settore della Difesa 

in ambito nazionale.
C’è chi sostiene che l’Esercito a difesa delle strade sia un compito non da affidare alle forze armate, addestrate per altri compiti; mentre utilizzate per le strade è uno spreco, con perdita di professionalità e frustrazione per la sostanziale inutilità del proprio ruolo.
 Che ne pensa?
 Non crede che invece sia la constatazione di essere esposti a pericoli in cui non sono sufficienti la forze di sicurezza, quasi un’affermazione di ‘’stato di allerta’’?

“Partiamo dai numeri: in Italia abbiamo un addetto alla sicurezza (Polizia, CC. GdF etc.) ogni 190 abitanti circa, in Germania 1 ogni 330, in Svezia 1 ogni 500, il che ci dovrebbe fare riflettere sulla necessità di affiancare altro personale alle nostre variegate polizie.
La presenza dei soldati nelle nostre strade risponde solo ad una esigenza di immagine, non elevando il livello di sicurezza, bensì la sua percezione. Il personale militare è addestrato per altre esigenze, per le quali viene equipaggiato: se lo immagina lei un impiego a fuoco di un fucile ARX160 in piazza del Popolo?
Infine, l’impiego delle Forze Armate a supporto delle altre amministrazioni, secondo la legge, deve avvenire solo in caso di emergenze e di fatti eccezionali, che possono durare qualche giorno, qualche settimana, certamente non nove anni!

Altra iniziativa considerata uno spreco la 'mininaia', cosa ne pensa?
Un altro esempio di uso improprio delle Forze Armate: il disegno di legge sulla cosiddetta mini-naia dice esplicitamente che l’iniziativa nasce dall’esigenza di formare i giovani ad una cittadinanza attiva e di renderli consapevoli della necessità del rispetto di una disciplina che sembra essere stata smarrita: bene, si tratta di un compito che spetta alle famiglie e al sistema educativo nelle sue varie articolazioni, non certo alle Forze Armate.
Osservo anche dal punto di vista pratico della fattibilità che ormai non sono più disponibili le necessarie infrastrutture e che sarebbero necessarie risorse finanziarie ingenti, che non sono disponibili, distraendo peraltro dai compiti istituzionali il personale in servizio permanente che sarebbe necessario per una simile iniziativa
”.
Un tema a lei vicino per la sua carriera come pilota e capo di stato maggiore dell’Aeronautica: il programma F-35.
E' forse l’argomento più discusso, contestato; 
forse anche poco capito dalla maggior parte dell’opinione pubblica, soprattutto a seguito del blocco dei fondi su alcuni programmi da parte del Governo.
 Ne vogliamo definire, almeno dal punto di vista tecnico, le caratteristiche in modo semplice e comprensibile a tutti?

Nei conflitti futuri e anche in quelli del presente, il fattore demografico gioca decisamente a sfavore dei Paesi che definiamo ‘occidentali’ e se non vogliamo correre il rischio di essere travolti dobbiamo dotarci di ‘moltiplicatori di forza’. Un elemento assolutamente chiave risiede, e ancora più risiederà nel futuro, nella piena e diffusa conoscenza degli elementi di situazione, in modo da poter concentrare le risorse per conseguire la superiorità, ancorché localizzata e limitata nel tempo.
Il sistema F35, oltre a straordinarie capacità come mezzo aereo, consentirà proprio il dominio dell’infospazio, grazie alle sue capacità di connessione: non è, come qualcuno può pensare, solo il nuovo velivolo che sostituisce i vecchi, bensì un nodo essenziale di una rete che garantirà la superiorità tattica e strategica
”.
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha convocato il tavolo di crisi su Piaggio Aero Industries per il prossimo 24 aprile.
 E’ ancora attuabile il rimodernamento della flotta dei P180, anche se senza altre specifiche sui tempi e i modi?
 Che dice sul programma P1HH, drone che l’Aeronautica ritiene non adeguato?
Nel passato l’Aeronautica già altre volte ha salvato Piaggio, ad esempio con l’acquisto del PD808 per il trasporto executive che, a differenza di altri modelli similari, non ebbe ulteriori sviluppi, né successi di mercato. Il P180 è una bellissima macchina, dall’architettura originale e accattivante, ma non vedo spazi né operativi, né tantomeno finanziari per ulteriori lotti per le Amministrazioni dello Stato.
Il P1HH era un’idea interessante, ma gli sviluppi più recenti evidenziano la sua netta inferiorità rispetto ad altre macchine disponibili e già in fase di sviluppo con una sostanziale partecipazione dell’industria nazionale. Invece, ancorché in competizione con EuroMALE, il P2HH avrebbe potuto rappresentare un’opzione da prendere in considerazione, ma la decisione governativa di non procedere al suo finanziamento ha scatenato la reazione a catena che ha portato al disimpegno dei finanziatori emiratini e alla incombente crisi finanziaria
".


Un'occhiata alla situazione Geopolitica:
Lei rientrato da pochi giorni dalla Turchia, ove son state le elezioni dei sindaci di Ankara e Istanbul.
Hanno vinto un socialdemocratico e un repubblicano, in forte contestazione da parte dei perdenti, che però ora devono arrendersi di fronte alla realtà della vittoria dei due sindaci opposti ad Erdogan; in più Erdogan acquista sistemi missilistici dalla Russia. Per la Turchia questa è una situazione favorevole al suo ingresso in EU?

Situazione assai complessa: gli sviluppi politici e sul campo degli ultimi anni fanno seriamente dubitare dell’affidabilità della Turchia come alleato nella NATO. Non solo, ma le sue ambizioni geostrategiche in Medio Oriente hanno rischiato di farla entrare in rotta di collisione con le politiche dei Paesi occidentali, in primis con gli Stati Uniti (si veda la questione Curda). I disinvolti ‘giri di walzer’ con la Russia di Putin, sia sul terreno, sia in tema di approvvigionamenti militari (SA400) che civili (tecnologia dell’energia nucleare), le rinnovate rivendicazioni su alcune isole greche dell’Egeo, le dispute sui diritti di ricerca idrocarburi nella zona di pertinenza di Cipro sono tutti elementi assai problematici, che hanno ulteriormente allontanato ogni prospettiva di ingresso nell’UE.
L’esito delle ultime elezioni amministrative, che hanno visto una sensibile erosione del sostegno popolare a Erdogan, possono avere come conseguenza sia un ammorbidimento della sua posizione (sono di questi giorni voci di contatti con gli USA sul citato tema S400), oppure al contrario possono indurlo a un’ulteriore stretta nei confronti dell’opposizione, con una deriva decisamente autoritaria e l’uno no esclude l’altro
”.
Come giudica l’attuale situazione in Libia? 
l’Italia potrebbe fare da intermediario nella lotta tra i due contendenti il potere nel Paese?
Sul problema libico è chiaro che il nostro Paese, da solo, non ha nessuna possibilità di esercitare un’azione efficace all’identificazione e all’implementazione di una soluzione politica duratura, che invece deve essere ricercata di concerto con tutti gli attori di questo dramma, interni ed esterni. In primo luogo è indispensabile un dialogo fattivo con la Francia e la recentissima visita a Roma del Ministro degli Esteri francese apre qualche spiraglio, dopo le recenti sciocche burrasche. Non facciamoci illusioni su un appoggio USA: le promesse di Trump si sono rivelate per quello che effettivamente erano: una ‘pacca sulla spalla’”.
E’ di pochi giorni fa il bombardamento da parte delle truppe di Khalifa Haftar, definito criminale da Fayez Al Sarraj, sulla capitale della Libia. 
Crede che lo sdegno dell’ONU possa essere favorevole ad un ''cessate le ostilità''?
Purtroppo le Nazioni Unite stanno dimostrando, una volta di più, la loro impotenza di fronte a un sostanziale disaccordo tra i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza: anche qui serve un dialogo costruttivo sia a livello bilaterale, sia a quello multilaterale, dialogo di cui non si vede traccia”.


L’Italia deve attendersi invasione di profughi?
Credo che i timori in questo senso siano largamente infondati: esiste certamente un flusso di sfollati, ma dubito che la destinazione, per ora, sia l’Europa. Al momento le azioni militari in atto non hanno certo l’intensità di una guerra civile a tutto campo e si tratta piuttosto di combattimenti a livello locale. Il tema delle migrazioni rimane comunque sullo sfondo come un problema epocale, con cui dovremo imparare a fare i conti nei prossimi anni”.














Maria Clara Mussa
 
  
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