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foto di: Cybernaua
Il 68° anniversario della costituzione dell’Aviazione dell’Esercito
Pubblichiamo volentieri la relazione di un nostro lettore, sull'evento a cui ha assistito

17-05-2019 - Il 10 maggio, presso l’aeroporto “Tommaso Fabbri” di Viterbo, sede di alcuni Reparti di volo dell’Esercito, ha avuto luogo, davanti alla presenza delle autorità militari ed istituzionali, la solenne cerimonia per festeggiare il 68° anniversario della costituzione dell’Aviazione dell’Esercito.
L’Aviazione dell’Esercito, unica specialità della Forza Armata non appartenente ad alcuna Arma o Corpo, benché nacque il 10 maggio del 1951, ebbe le sue origini durante il conflitto italo-turco nella guerra di Libia del 1910-1911, ove furono impiegati i primi velivoli militari in qualità di ricognitori e bombardieri. I reparti di volo dell’Esercito Italiano ebbero il loro massimo sforzo bellico durante il primo conflitto mondiale, ove memorabile fu la figura del magg.pil. Francesco Baracca, il quale cadde il 19 giugno del 1918 a Nervesa della Battaglia, nei pressi del monte Montello, ove la versione ufficiale attribuisce la causa al colpo di arma da fuoco di un cecchino austriaco. Con l’avvento della regia aeronautica, tutti i Reparti di volo dell’esercito e della marina confluirono nella nuova forza armata, scomparendo di scena per 25 anni.
Con la cerimonia di oggi si è voluto ricordare sia la storia di uno dei migliori Reparti dell’Esercito Italiano, alimentato per la gran parte da piloti di aeromobili, sia ad “ala fissa” (aerei) che ad “ala rotante” (elicotteri) e da personale tecnico manutentore, seguito dal personale “terrestre” impiegato per il supporto logistico al suolo nei confronti degli equipaggi di volo. Pertanto, l’Aviazione dell’Esercito è composta da personale altamente specializzato, motivato nel raggiungimento degli obiettivi prefissati, con una versatilità d’impiego, sia in termini prettamente combat e combat support nei teatri operativi, sia in soccorso delle calamità naturali nel proprio territorio nazionale (in particolare l’attività antincendio per la salvaguardia dell’orografia territoriale). L’allocuzione innanzi a rappresentanti dell’’associazione dell’Aviazione dell’Esercito, al personale militare della Specialità e di altri corpi e Forze Armate, del personale civile, in plenaria con rappresentanti delle istituzioni e delle Forze Armate, ha voluto rendere omaggio al costante impegno dei “baschi azzurri” (cosi chiamati i militari appartenenti all’Aviazione dell’Esercito). Protagonisti della cerimonia sono state le bandiere dei Reparti di volo che hanno preceduto il periodo storico segnato dalla “cavalleria dell’Aria”, trapelando, nei confronti delle future generazioni, un forte segnale di ritorno e mantenimento dei valori primordiali.
Durante la cerimonia ha preso parola il comandante dell’Aviazione dell’Esercito, Brig. Gen. Paolo Riccò, il quale ha voluto enfatizzare l’impegno profuso dal personale impiegato costantemente per il supporto alla difesa dello spazio aereo e il fattivo ricorso della “terza dimensione” per proteggere il nostro territorio da calamità naturali. Sono stati menzionati gli impieghi di elicotteri multiruolo, come il CH47, impiegato per trasporto aviotruppe, trasporto materiali ed impiego nel servizio antincendio; il moderno elicottero NH90 che ne rappresenta uno degli aeromobili della nuova generazione “fly by wire”, con un’avanzata avionica, con l’impiego del supporto alle truppe terrestri e recupero del personale rimasto isolato in territorio nemico; l’impiego del velivolo P-180, un aeroplano bimotore ad elica spingente, necessario per il trasporto delle autorità e per le emergenze di trasporto sanitario, nonché uno dei più veloci aerei turbo elica sul mercato attuale; l’impiego dei velivoli U.A.V. (unmanned aerial vehicle) velivoli, a pilotaggio remoto, capaci di effettuare operazioni di ricognizione e acquisizione informazioni per i Comandi superiori, comunemente riconosciuti come droni. Durante la cerimonia è stata ribadita l’importanza della risorsa umana come elemento di sinergia con gli apparati tecnologici: un connubio che deve essere costantemente incrementato e specializzato al fine di ottenere un’ altissima proficiency.
Ricordiamo che l’addestramento è un elemento fondamentale per consentire al militare il raggiungimento dei propri obiettivi, e deve necessariamente essere monitorato da un end state flessibile, che non sia prigioniero di rigide procedure burocratiche, ma pone al centro del sistema il raggiungimento degli scopi istituzionali, volendo aggiungere che per razionalizzare i costi di addestramento, soprattutto per il costoso mercato dell’aviazione, in concomitanza con una buona capacità professionale, è buon senso investire su personale che abbia le basi professionali del settore d’impiego, piuttosto che formare personale neofita.
All’allocuzione del Comandante dell’Aviazione dell’Esercito seguirono gli interventi di rappresentanti delle istituzioni, le quali hanno manifestato il loro ringraziamento per l’operato svolto dai “baschi azzurri”. Al termine degli interventi delle autorità militari e politiche ha fatto seguito il plauso del personale presente.



Daniele Peretti
 
  
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