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La ‘’Folgore’’ cadde a El Alamein con le armi in pugno
Celebrato a Pisa il 77° anniversario di una delle più importanti ed eroiche battaglie della Seconda Guerra Mondiale 

26-10-2019 - Nella Caserma "Gamerra" di Pisa, è stata commemorata la battaglia di El Alamein nel suo 77° anniversario.
La cerimonia di commemorazione dei fatti d’arme è avvenuta alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina e delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma ed in particolare l’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia, "custodi della memoria e delle tradizioni delle armi e specialità dell’Esercito", come le ha definite Farina nel suo intervento.
La battaglia di El Alamein, 23 ottobre 1942, ha rappresentato uno dei momenti più epici della storia dell’Esercito e dei suoi soldati, il cui valore e gesta furono riconosciute anche dall’avversario dell’epoca.
Lo stesso Winston Churchill, infatti, rese onore all’eroico sacrificio dei soldati italiani ad El Alamein in un discorso alla Camera dei Comuni di Londra, usando queste parole: “Dobbiamo davvero inchinarci davanti ai resti di quelli che furono i leoni della Folgore…
A lui fecero eco il corrispondente di Radio Cairo, Heartbrington che, l’8 novembre 1942, sintetizzò quei giorni drammatici sottolineando come “La Divisione Folgore ha resistito al di là di ogni possibile speranza” e la BBC di Londra che commentò come “Gli ultimi superstiti della Folgore sono stati raccolti esanimi nel deserto. La Folgore è caduta con le armi in pugno”.
Farina dopo aver ringraziato le Associazioni Combattentistiche e d’Arma e l’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia si è rivolto agli uomini e alle donne della Folgore, evidenziando come i paracadutisti di oggi siano animati dagli stessi ideali che mossero “i ragazzi della Folgore di allora, e che fanno di questa Unità, insieme agli operatori delle Forze Speciali, “la punta di diamante delle Forze Armate”. 
Ha poi evidenziato i costanti eccellenti risultati ottenuti dalla Folgore nei vari teatri operativi che l’hanno vista protagonista dal 1982 sino ai giorni nostri, così come l’impegno nel garantire la sicurezza dei cittadini con l’Operazione “Strade Sicure” e le molteplici e complesse attività addestrative nazionali e internazionali, come ad esempio la Mangusta, la Swift Response 2019, la Muflone o la Gazza Ladra del Comparto Operazioni Speciali, solo per citarne alcune, condotte con paritetiche unità come la 173^ Airborne Brigade. 
Risultati questi “frutto di una forma mentis vincente e improntata sempre all’azione” che fa dei paracadutisti “una salda compagine di donne e uomini addestrati e preparati secondo standard elevatissimi ed alla continua ricerca di innovazioni e aggiornamenti e che rappresentano per la Forza Armata e per l’intera comunità nazionale un modello di riferimento, fonte di ispirazione e motivo di orgoglio”.
In tal senso, ha elogiato tutti i paracadutisti, Volontari, Graduati, Sottufficiali, Ufficiali e catena di comando, esprimendo apprezzamento per la Brigata Folgore, il Comando Forze Operative Nord e i rispettivi comandanti, generale di Brigata Beniamino Vergori e il generale di Corpo d’Armata Amedeo Sperotto.
Il comandante della Folgore, nel rivolgersi ai paracadutisti e agli ospiti intervenuti ha evidenziato come la Brigata Paracadutisti sia costituita da donne e uomini in cui risiedono valori come spirito di sacrificio, senso del dovere e rispetto per il prossimo e per i più deboli e che servono la Patria con slancio e passione dalle città italiane, nel corso dell’impiego nell’Operazione Strade Sicure, ai diversi scenari di crisi internazionali in cui contribuiscono alla sicurezza e stabilità.  
La Folgore infatti, proprio per la particolarità e le caratteristiche dei propri paracadutisti, è impegnata costantemente, anche con piccoli nuclei o singoli specialisti, in tutte le missioni internazionali dove sono presenti le Forze Armate Italiane, nonché nelle operazioni in ambito nazionale, quali Strade Sicure, per concorrere alla sicurezza di diverse aree sensibili del Paese e nelle attività di soccorso alla popolazione colpita dalle recenti calamità naturali.
Capacità queste, che dopo 77 anni, traggono ancora forza e volontà dai valori e dalle tradizioni ricevute dai “Leoni” di allora, e che si tramandano verso i tantissimi giovani che aspirano oggi a indossare il basco amaranto.

Maria Clara Mussa
 
  
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