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Trasporto pubblico: la regione Sicilia umilia i soldati italiani
Riceviamo dal Cocer e pubblichiamo

07-05-2020 - In tutto il territorio nazionale l’Esercito è impiegato sia per la gestione dell'emergenza sanitaria sia per il controllo del territorio, mettendo in campo uomini, materiali e mezzi.
In questi mesi, abbiamo potuto toccare con mano la forza preponderante e la professionalità delle donne e degli uomini in grigio-verde.
Grazie alla loro competenza e professionalità si è potuto mettere in piedi ospedali da campo, ricevere i contagiati nelle proprie strutture sanitarie militari e occuparsi anche di beneficienza a sostegno della popolazione colpita da questo nemico invisibile.
La cosa che più fa male e che delude fortemente i soldati è che il loro impegno non partorisce una eco tale da rientrare nei discorsi roboanti della politica, specie in quella di alcuni Governatori.
L’Esercito c’è sempre e se ne implora l’intervento, salvo poi disfarsene quando non serve più.
Come una cosa dimenticata e lasciata ad ammuffire.
È umiliante leggere l’approvazione della finanziaria da parte della Giunta della Regione Sicilia presieduta da Nello Musumeci ed apprendere che vengono stanziati 3 milioni di euro, dopo 14 anni, per il trasporto gratuito delle Forze dell’Ordine e Vigili del Fuoco, escludendo il personale dell’Esercito.
Proprio quei soldati che vengono encomiati per l’operazione nella zona rossa di Troina, per lo stringente e capillare rinforzo alla città di Messina per ciò che concerne gli ingressi dallo stretto, per il lavoro negli aeroporti al fine di movimentare, distribuire e rifornire con i propri mezzi, i materiali sanitari giunti nell’isola dal Dipartimento Regionale della Protezione Civile per tutte le nove province Siciliane, senza contare i militari impiegati per la sicurezza del territorio nell’operazione strade sicure per tutto il territorio regionale. Non ultime, le continue richieste di ulteriore personale che costantemente vengono inviate al Vertice del Dicastero.
Queste sono le persone che sono state dimenticate nell’approvazione della legge di bilancio.
Appare necessario, a nostro parere, porre subito rimedio a tale mancanza e provvedere nel minor tempo possibile alla rettifica della norma approvata e permettere ai militari dell’Esercito di essere uguali a tutti quelli che indossano un’uniforme.
giovedì 7 maggio 2020
I Delegati del Cocer Esercito
Pasquale Fico
Gennaro Galantuomo Domenico Bilello Giuseppe Scifo
Francesco Gentile e Antonino Duca



Redazione
 
  
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