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foto di: SMe e Cybernaua
A sostegno dei soldati coinvolti in eventi potenzialmente traumatici
Siglato protocollo di intesa tra Esercito e il Centro di Riabilitazione Equestre ''Girolamo De Marco'' per il progetto sperimentale di riabilitazione equestre

17-07-2020 - Il 16 luglio corso, nel parco dell’Ippodromo Militare del Reggimento “Lancieri di Montebello” a Roma, è stato siglato il protocollo di intesa tra Stato Maggiore dell’Esercito e il C.R.E. (Centro di Riabilitazione Equestre “Girolamo De Marco”) per l’avvio del progetto sperimentale di riabilitazione equestre del personale militare coinvolto in Eventi Potenzialmente Traumatici, con la firma del Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Giovanni Fungo e del presidente del C.R.E., dr. Patrizio Amore.
Il protocollo prevede un progetto sperimentale per il trattamento di militari dell’Esercito Italiano vittime di EPT (Eventi Potenzialmente Traumatici), che, attraverso un percorso basato sugli IAA (Interventi Assistiti con Animali), integrerà, le alternative messe dalle forze Armate a disposizione di propri militari, aiutandoli a superare i problemi psicofisici correlati a EPT e stressogeni.
Il connubio tra Esercito e C.R.E. è operativo grazie alla sinergia che li lega da lungo tempo.La ONLUS Centro Riabilitazione Equestre (CRE) è, infatti, operante presso il Centro Ippico Militare (CIM) dei “Lancieri di Montebello” (8°) da circa 30 anni.
E per questo progetto innovativo, si è resa disponibile a condividere la sua organizzazione (medici, neuropsichiatri, coadiutori).
Nell’introdurre il momento dell’accordo siglato, il colonnello Max André Barbacini Capo gruppo del Gruppo di Progetto per la valorizzazione del Comparto equestre dell’Esercito ha fatto un breve excursus storico sul come è nata l’idea di introdurre l’ippoterapia e di quando è stata proposta al Sottocapo.
Il 16 settembre 2019 si è costituito il GdP (Gruppo di Progetto per la valorizzazione del Comparto equestre dell’Esercito) per la valorizzazione del comparto equestre dell’Esercito con il compito di promuovere iniziative a favore dell’EI impiegando la componente equestre. Oltre alla razionalizzazione normativa di settore, sono stati proposti al Sottocapo due progetti sociali che sfruttassero le potenzialità offerte dai Centri Ippici Militari sul territorio.
Il primo progetto a favore di giovani provenienti dalle aree disagiate del comune di Napoli presso il centro ippico di Agnano, attraverso un breve corso che togliesse i giovani dalle strade e mostrasse loro un contesto sociale e lavorativo diverso.
Il secondo a favore di militari dell’Esercito che integrerà, potenziandole, le alternative che la FA mette a disposizione dei propri militari per il recupero psicofisico correlato sia a eventi potenzialmente traumatici che stressogeni
”.
Prima della sigla del Protocollo, l’avvocata Carmelita Corea, vicepresidente del Centro Riabilitazione Equestre “Girolamo De Marco”, ha espresso parole di profonda ammirazione per l’Esercito Italiano che da trent’anni contribuisce ad aiutare i bambini con l’ippoterapia; e un grazie al Rotary club, ‘’grosso sostenitore economico’’ dell’attività benefica.
Anche Patrizio Amore ha ringraziato l’Esercito per il grande contributo nella realizzazione dell’efficace aiuto al C.R.E.
Da parte sua, il generale Fungo ha espresso parole di encomio per l’iniziativa, sottolineando come il Capo di stato Maggiore dell’Esercito, generale Salvatore Farina sia entusiasta del progetto in corso.
I nostri soldati hanno diritto di essere sostenuti, considerando quanti danni subiscono partecipando a missioni internazionali… ed il ‘’paradiso terrestre’’ situato al centro di Roma, qual è il parco Ippodromo Militare del Reggimento “Lancieri di Montebello è a disposizione di coloro che ne avranno bisogno, donne e uomini che potranno riprendere a vedere bene; un immenso grazie col cuore a tutti, anche a nome di coloro che potranno riprendere a vivere contenti”.
Nota
I primi cinque pazienti affronteranno presso l’Ippodromo Militare “Pietro Giannattasio” di Roma, il percorso strutturato in 20 sedute di riabilitazione in altrettante settimane tramite l’utilizzo dei cavalli dell’Esercito come ausilio terapeutico-riabilitativo, per affrontare e superare difficoltà fisiche, psichiche, relazionali e comportamentali. L’attività quindi si avvarrà di risorse esclusivamente interne al mondo militare, per quanto riguarda infrastrutture e cavalli.





Maria Clara Mussa
 
  
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