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Il martire mancato. Come sono uscito dall’inferno del fanatismo
Bisogna leggere questo libro per capire l'orrore da cui l'autore è fuggito

29-01-2021 - Un libro scritto da Walimohammad Atai, giovane afghano fuggito dall’orrore del fanatismo e arrivato in Italia ove ora risiede.
Nella presentazione del suo libro da parte di Giulietto Chiesa, leggiamo:
Questo libro è la descrizione più minuta, più precisa, di cosa è stata ed è tuttora la scuola internazionale del terrorismo fondamentalista.
Ci racconta dove è nata, come è nata, perché è nata.
Bisogna leggerla per capire dove siamo tutti e perché siamo arrivati a questo punto.
Tutti è la parola giusta, perché dalle righe di Atai emerge che, in molti modi, ‘’noi c’entriamo’’, anche se non ne siamo consapevoli.
Atai è nato in Afghanistan nel 1996 e sin da piccolo si è occupato di diritti umani, seguendo le orme di suo padre, medico, oppositore politico ucciso dai talebani.
Dopo esser sopravvissuto ad un attentato, è fuggito chiedendo asilo politico in Italia dove ha incominciato un capillare lavoro di informazione e dialogo interreligioso e interculturale.
Ha fondato l’associazione FAWN (Free Afghan Women Non) per la difesa dei diritti delle donne afghane.
Laureato in scienze della mediazione linguistica, attualmente vive ad Acqui terme in Piemonte e sta per terminare i suoi studi in scienze politiche all'università di Pavia, cercando nel contempo di dare voce ai problemi del popolo afghano.
Così Atai ci descrive il proprio libro: “mio ultimo libro Il martire mancato" Come sono uscito dall'inferno del fanatismo “racconta le storie inedite di un popolo dimenticato e di un non luogo "Afghanistan".
L'Afghanistan è stato distrutto da due decenni di guerra che ha creato una massiccia di catastrofe umanitaria e dei diritti umani. Si stima che circa 1,9 milioni di persone siano state uccise e altri due milioni di disabili permanenti. Circa il 70% dei beneficiari dell'assistenza umanitaria sono bambini e donne. Si stima che in Afghanistan siano stati piazzati circa 10 milioni di mine antiuomo, il che lo rende uno dei Paesi più pesantemente minati del mondo. Circa la metà delle vittime delle mine terrestri sono bambini. Bambini e adolescenti sono reclutati con la forza come soldati. La facile disponibilità di armi di piccolo calibro facilita l'uso dei bambini come combattenti. L'impatto duraturo della guerra sullo stato psicologico dei bambini è qui ben visibile. Molti bambini soffrono di disturbi da stress post traumatico come conseguenza della perdita dei genitori in guerra. La maggior parte dei bambini viene lasciata a guadagnarsi da vivere e il lavoro minorile è comune. La maggior parte dei bambini dell'orfanotrofio governativo di Kabul sono sordomuti o ciechi. Le vittime delle mine antiuomo sono abbastanza frequenti
”.
Un libro avvincente, che è possibile ordinare attraverso questo link: //www.facebook.com/Ilmartiremancato





Maria Clara Mussa
 
  
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