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''Ho rifiutato il Paradiso per non uccidere''
Walimohammad Atai ha scritto un libro in cui si comprende tutta la tragedia dell'Afghanistan

31-01-2021 - Walimohammad Atai dice che ha scritto il libro ‘’Ho rifiutato il Paradiso per non uccidere’’ per avvicinare il lettore alle storie quotidiane che ancora popolano l’Afghanistan, dove guerra e terrorismo non finiscono mai e dove si distruggono scuole, perché l’istruzione è nemica del fanatismo e del fondamentalismo; storie di lavaggio del cervello dei bambini kamikaze.
L'Afghanistan è stato distrutto da quarant’anni di guerra; una guerra mai conclusa, che lacera ancora questa terra ove da sempre dolore, fatica e sfide per la sopravvivenza rappresentano il popolo afghano.
L’Afghanistan è ancora in una situazione tragica, la stessa che ha creato una massiccia di catastrofe umanitaria e dei diritti umani.
Sono circa 1,9 milioni le persone che sono state uccise e altri due milioni i disabili permanenti.
Circa il 70% dei beneficiari dell'assistenza umanitaria sono bambini e donne.
Ci racconta Ataia che in Afghanistan si stima siano stati piazzati circa 10 milioni di mine antiuomo, il che lo rende uno dei Paesi più pesantemente minati del mondo.
Circa la metà delle vittime delle mine terrestri sono bambini. Così come bambini e adolescenti sono reclutati con la forza come soldati. La facile disponibilità di armi di piccolo calibro facilita l'uso dei bambini come combattenti. L'impatto duraturo della guerra sullo stato psicologico dei bambini è qui ben visibile. Molti bambini soffrono di disturbi da stress post traumatico come conseguenza della perdita dei genitori in guerra. La maggior parte dei bambini viene lasciata a guadagnarsi da vivere e il lavoro minorile è comune. La maggior parte dei bambini dell'orfanotrofio governativo di Kabul sono sordomuti o ciechi. Le vittime delle mine antiuomo sono abbastanza frequenti.
Il libro, che narra tutto questo, colpendo il nostro cuore nel sapere del dolore che ancora immane sovrasta il Paese, si può ordinare attraverso questo link: //www.facebook.com/Ilmartiremancato




Maria Clara Mussa
 
  
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