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Attacco al patriarcato!
L’ironia del generale Burgio colpisce ancora… ‘’ obiettivo è Enrico Letta, quello che perde sempre o comunque non vince mai’’
08-07-2025 - La Camera Preliminare della Corte Penale Internazionale ha emesso mandato di arresto a carico del leader maximo Haibatullah Akhundzada, e del giudice capo Abdul Hakim Haqqani, appartenenti al movimento dei Talebani.

Le accuse riguardano violazioni massive dei diritti e delle libertà della popolazione afghana, con speciale riguardo alle donne, attraverso una politica persecutoria e d’istigazione a non rispettare i diritti di genere.
Credo se ne infischieranno, visto che per eseguire il mandato bisogna andare a casa loro, e mi par di rammentare che la comunità internazionale non ne abbia una gran voglia, avendoci trascorso una ventina d’infruttuose annate.

Dico “credo” perché è noto a tutti il detto “Spes ultima dea”, per cui nel vaso di Pandora che s’è rovesciato sull’Italia – pensiamo per ora ai fatti nostri – e ha ribaltato il mondo in cui son stato cresciuto e educato, c’è rimasta la speranza, almeno secondo la mitologia classica.
È recente la prolusione, in puro assetto da rastrello di voti, del buon Enrico Letta, già, quello che perde sempre o comunque non vince mai, ma un posto glielo recuperano sempre.

Adesso, magari prendendo spunto dalla Monica Cirinnà – che preferisce non ciarlare, fra mancata rielezione, perdita del contante che il cagnolino aveva rintanato in cuccia, e guai giudiziari del fratello condannato un po’ di tempo fa per usura – il Letta minor ci fa sapere che chi s’ispira a “Dio, Patria e Famiglia” in effetti vuole difendere il “patriarcato”. Sicuramente la citazione è meno tranchant e sguaiata di quella dell’inquilina capalbiese, ma sempre con quel trittico ce l’ha.

Eppure il trinomio compare in primis in un'opera di Mazzini, “Doveri dell'uomo”, pubblicata nel 1860, ove il più perdente dei Padri della Patria scriveva: “Voglio parlarvi, come il core mi detta, delle cose più sante che noi conosciamo, di Dio, dell’Umanità, della Patria, della Famiglia.” 
In sintesi legava indissolubilmente il genere umano a tre valori che – stavolta citando la proprietaria del cane più ricco di Capalbio – trasformano l’esistenza in una vita di … deiezioni organiche.

E ecco allora la speranza! Vuoi vedere che finalmente, dopo che i lunghi coltelli Stars & Stripes hanno mollato l’osso, anche per la scarsissima propensione degli alleati – soprattutto europei – a far la loro parte in Afghanistan, Letta partirà con una bella crociata a protezione di donne, bimbi e LGBTQ+, in quelle lande?
Già perché se i Talibans con donne e bambine/i si comportano come sappiamo, meglio non pensare a cosa s’inventano con donna che non vuole procreare con un uomo, e uomo – o quel che vi pare in questo fluido mondo – che non intenda procreare con una donna.

Per “procreare” intendo – mi scuserete – senza intervento di provette, mamme per procura, uteri in affitto. Mi fermo qui dato che la fluidità di genere in effetti richiederebbe molteplici esempi e magari, a citarli tutti, non mi si legge più.
Quindi, se ho ben capito, Richetto Letta, emulo dell’arguto e un po’ ciuccio scolaro che faceva da spalla al Mago Zurlì dello Zecchino d’Oro, risolverà il gran guaio del patriarcato.
Sì, del problema che non c’era e è stato inventato, sulla scorta delle parole di una suffragetta che non sapeva cosa dire.
Ma atteso ch’era stata colpita da dramma umano di rilievo e professava idee sinistroidi, “Santa subito!”
Beh, Richetto non può lasciarci così, dopo che ha lanciato la sfida al patriarcato.
Non può accontentarsi di convertire i costumi e l’educazione di un Paese da due soldi, pure fascista. Deve puntare in alto, alla quintessenza del “patriarcato”, a quello “puro e duro”. Sconfitto quello, si darà il via ad un epocale new-deal, in cui tutti saranno più liberi e felici.

Era ora, in effetti. Magari dopo tante sconfitte, e rasserenato ancora una volta dal Matteo Renzi, Richetto gusterà la gran vittoria, e novello Goffredo di Bu…glione, trascinerà in catene dinanzi all’Internazionale – e … penale – Corte, Haibatullah e Abdul Hakim. Riuscendo dove praticamente nessuno, tranne Gengis Khan, era riuscito: domare lo spirito guerriero afghano.


Carmelo Burgio
 
  


 
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