Notizie dal Mondo

Ucraina: ‘’Build up ai confini della Nato’’
‘’É l’unica proposta sensata, ed e' quella italiana’’ sostiene il generale Tricarico all’AdnKronos
12-09-2025 - "Build up ai confini della Nato. L'unica proposta sensata, oltre che tecnicamente corretta, per aiutare l'Ucraina a non soccombere alla pressione russa, è quella formulata dal nostro governo al tavolo dei 'Paesi Volenterosi', pilotato da Francia e Gran Bretagna e avvitato sistematicamente su iniziative bizzarre, prive di significato operativo, inaccettabili, per noi prima che per Putin. È l'idea di Giorgia Meloni, quella di chiamare a raccolta tutti coloro che, convinti del diritto di Zelensky di resistere e di difendersi, vanno chiamati a sottoscrivere l'impegno a intervenire, anche in armi, al momento del bisogno. In altre parole, la declinazione europea della solidarietà Nato, fissata nell'art 5 del Trattato Atlantico".
Lo dice all'Adnkronos il generale Leonardo Tricarico, ex Capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare e attuale presidente della Fondazione Icsa.
"La situazione odierna tuttavia suggerisce di dar corpo e gambe all'iniziativa di matrice italiana, primo perché consentirebbe di realizzare ciò che andava fatto fin dal primo momento, ossia mettere in campo una deterrenza credibile che non può essere rappresentata da 40.000 polacchi in armi, da sanzioni aggiuntive minacciate e mai attuate o da auspicati successi di una diplomazia ormai afona ed inerme - spiega - Inoltre, un conto è enunciare un principio, altro è dargli seguito; oggi scopriremmo, laddove si dovesse passare dalle parole ai fatti, che a certi appuntamenti ci si deve presentare uniti anche dal punto di vista militare oltre che politico, mentre invece tale unione è oggi solo appannaggio della Nato, non certo di sodalizi volenterosi di qualunque matrice.
Bisogna di conseguenza creare sul campo le condizioni per cui, al momento della solidarietà sia sufficiente un solo click per darle seguito operativo.
E l’Europa non è pronta ad una tale sfida, ma vi si potrebbe preparare, potrebbe intraprendere un percorso costituente dal basso, di sicura utilità quando la capacità militare dovrà inquadrarsi in un sistema di difesa e sicurezza comune.
Oggi andrebbe architettato un piano, figlio della dottrina di impiego della forza così come noi la intendiamo, e che è sostanzialmente quella Nato, e su questa base avviare un 'force offering' esteso ai volenterosi e ad altri attori, per mettere insieme tutto ciò che è necessario, dislocando poi le forze non solo nei paesi confinanti, ma anche in aree lontane dallo specifico teatro operativo".
"Andrebbe poi messa insieme una cabina di regia, una struttura di gestione delle operazioni, con l'accortezza di affiancare il personale europeo con quello statunitense, nella consapevolezza che le attività di comando e controllo sono un punto estremamente debole della professionalità militare non statunitense.
Dovrebbero essere poi individuati e catalogati tutti gli obiettivi e collocati in gerarchia di priorità secondo la nostra dottrina, ribaltando completamente la logica e le dinamiche di quasi quattro anni che hanno solo portato a un logoramento senza fine.
Fondamentali i meccanismi dell'intelligence, sia quella funzionale a generare la lista degli obiettivi, sia quella corrente, ad operazioni in corso. Ancora una volta con il contributo statunitense, senza il quale andrebbe abbandonata ogni ambizione o velleità.
E una volta composto il puzzle, una volta messa a punto la complessa macchina bellica, una volta disegnato e dislocato l'assetto definitivo delle forze, inclusi i domini dello spazio e cibernetici, iniziare a provare e riprovare fintantoché il dispositivo non vada a regime, pronto a recepire il click del Consiglio Politico in plancia di comando.
Tutto sommato si tratterebbe di una mega esercitazione, forse destinata a tempi indeterminati, ad integrazione delle forze della difesa ormai inserite in maniera permanente nel dispositivo del fianco est della Nato, un quadro esercitativo che in tempi ordinari non ha mai provocato reazioni scomposte, attuato secondo il galateo di questi frangenti e comunque di estrema utilità se volessimo un giorno prendere in mano le sorti della nostra sicurezza.
Ogni altra iniziativa non servirà ad indurre Putin a più miti consigli o a riequilibrare le sorti di un conflitto impari".
Leonardo Tricarico

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