Notizie dal Mondo

La metamorfosi silenziosa della Marina Cinese
Come Pechino negli ultimi due decenni sta costruendo la sua potenza aeronavale globale
04-12-2025 - Negli ultimi due decenni, la Marina dell'Esercito popolare di Liberazione (PLAN) ha intrapreso una trasformazione che fino agli anni 90 sarebbe sembrata impensabile: passare da una forza costiera, poco moderna e mal equipaggiata, a un competitor quasi alla pari con la Marina degli Stati Uniti nel Pacifico. Oggi, mentre Washington lotta con ritardi industriali e costi fuori controllo, la Cina continua a produrre navi capitali a un ritmo senza precedenti nella storia moderna.
Il segnale più evidente di questo salto qualitativo è levoluzione delle sue portaerei. Quello che iniziò come un esperimento, con lacquisto dellex portaerei sovietica Varyag da dall'Ucraina è trasformato in un programma industriale complesso e ambizioso, capace di generare in serie piattaforme tecnologicamente avanzate.
La Fujian: il simbolo della nuova era aeronavale cinese
La commissione della Type 003 Fujian, la prima portaerei al mondo (al di fuori degli Stati Uniti) dotata di catapulte elettromagnetiche, segna uno spartiacque.
Le EMALS la stessa tecnologia che equipaggia le superportaerei americane classe Ford consentono alla Cina di lanciare una gamma più ampia di velivoli, dai caccia J-35 stealth ai droni da combattimento GJ-11, fino ai velivoli da allerta precoce KJ-600.
La Fujian non è un semplice passo avanti: è un salto di generazione. Le sue dimensioni, quasi equivalenti a quelle delle superportaerei statunitensi, e i tre EMALS (contro i quattro americani) indicano che Pechino non sta più inseguendo, ma sta progettando pensando al futuro della guerra aeronavale.
Il possibile arrivo di una superportaerei nucleare
Le immagini satellitari del cantiere Jiangnan hanno alimentato la speculazione più significativa degli ultimi mesi: la Type 004 potrebbe essere la prima portaerei cinese a propulsione nucleare. Se confermato, Pechino entrerebbe in un club ristrettissimo, ristretto finora a Stati Uniti e Francia.
Una portaerei nucleare garantirebbe alla Cina unautonomia operativa praticamente illimitata, ampliando drasticamente la capacità di proiezione globale.
Tuttavia, operare con sicurezza una flotta nucleare richiede qualcosa che non si costruisce rapidamente: decenni di cultura ingegneristica, manutentiva
e procedurale. È qui che, almeno per ora, la Marina statunitense conserva un vantaggio significativo.
Le nuove navi dassalto: il ruolo del Type 076
Parallelamente alla crescita delle portaerei, la Cina ha sviluppato una nuova generazione di navi dassalto anfibio. La più avanzata,
la Type 076 Sichuan, ha iniziato le prove in mare con una novità mai vista su piattaforme di questo tipo: una catapulta elettromagnetica dedicata al lancio di droni e velivoli pilotati.
Se impiegata in un ipotetico conflitto nello Stretto di Taiwan, la Type 076 potrebbe saturare le difese navali avversarie con sciami di droni dattacco, preservando i piloti e i caccia più costosi, protetti da basi aeree nellentroterra cinese.
Una strategia coerente: superare la Prima Catena di Isole
Tutte queste piattaforme portaerei, superportaerei, navi dassalto rispondono a una logica strategica precisa: estendere la capacità di deterrenza oltre la Prima Catena di Isole, che include Taiwan, Okinawa, il Giappone meridionale, le Filippine e lIndonesia.
La marina cinese non vuole solo difendere il proprio litorale: vuole operare con sicurezza in tutto il Pacifico occidentale, e proiettare potenza dove prima non poteva.
Dalla Liaoning alla Shandong: il percorso di apprendimento
La Cina non ha saltato passaggi. La Liaoning, pur limitata, ha funzionato da nave-scuola per apprendere le basi della dottrina aeronavale.
La Shandong, prima portaerei costruita interamente in Cina, è stata un laboratorio per integrare cantieristica nazionale e procedure operative.
Solo con la Fujian, Pechino ha mostrato al mondo il risultato finale di ventanni di investimenti pianificati con disciplina e metodo.
Il divario qualitativo si assottiglia
Per anni, la superiorità americana è stata garantita non dal numero di navi, ma dalla loro qualità, dai sistemi di bordo e dallesperienza degli equipaggi.
Oggi però questo vantaggio sta diminuendo. Le nuove piattaforme cinesi incorporano tecnologie avanzate, mentre gli Stati Uniti affrontano problemi cronici nei cantieri navali, programmi fallimentari come il Littoral Combat Ship e difficoltà di produzione sottomarini e cacciatorpediniere.
La Cina, invece, continua a varare navi con regolarità quasi industriale.
Conclusione: un nuovo equilibrio navale allorizzonte
La crescita della marina cinese non è improvvisa né segreta: è il risultato di investimenti costanti, di una visione strategica a lungo termine e della volontà politica di competere con gli Stati Uniti in ogni dominio.
Oggi il Pacifico è più instabile proprio perché la differenza tra le due flotte si restringe. Se gli Stati Uniti non riusciranno a recuperare capacità produttiva e innovare al passo del ritmo cinese, tra un decennio potremmo assistere al primo vero ribaltamento nella supremazia navale globale dalla Seconda guerra mondiale.
Pierangelo Panozzo

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