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China, Xi Jinping e le ‘’purghe’’
La situazione scaturita dalla ''purga perfetta'' adottata dal Presidente cinese analizzata dal generale Morabito della NATO Defence College Foundation
04-02-2026 - La sorprendente estromissione del Generale di grado più elevato della Cina Popolare potrebbe aver causato non poca indeterminatezza nel più numeroso esercito del mondo e, certamente, lascia incerto il futuro della “Commissione Militare Centrale”, dopo un lungo periodo di cosiddette “purghe” del Presidente cinese XI Jinping. Chi non ricorda che il Presidente XI Jinping nel 2022 in occasione del XX Congresso nazionale del Partito comunista cinese ed esattamente durante la cerimonia di chiusura dell’evento ha fatto allontanare dall’aula della conferenza, con un gesto clamoroso ed indicativo del livello della democrazia che vige a Pechino, l’ex leader cinese Hu Jintao che era stato segretario del partito dal 2002 al 2012.
L’allora 79enne Hu Jintao era seduto in primo piano accanto al Presidente Xi Jinping ed è stato invitato a scendere dal suo posto circa a metà dei lavori nella Grande Sala del Popolo di Pechino, in un momento drammatico ripreso dalle telecamere e testimoniato da oltre 2.000 persone presenti. Chi ha scherzato su questo evento lo ha denominato “la purga perfetta in diretta tv”.
Tornando ai giorni nostri, da evidenziare che dopo la “caduta” di Hu Jintao si sarebbe aperta una successiva indagine su Zhang Youxia, il quale era vicepresidente della Commissione Militare Centrale (CMC), l'organismo militare che sovrintende all'Esercito Popolare di Liberazione (PLA) con i suoi due milioni di effettivi. La successione degli eventi lascia XI praticamente solo al timone dell'esercito.
Nonostante nessuno al di fuori della leadership sappia con certezza cosa abbia portato a questa repressione dei vertici militari senza precedenti, da più parti si sollevano interrogativi su come opererà l'esercito in futuro e su cosa potrebbe significare per la stabilità regionale, comprese le mire aggressive della Cina Popolare verso la Repubblica di Cina-Taiwan.
L'esercito cinese da tempo organizza delle provocatorie esercitazioni aereo-navali intorno alla democratica isola di Taiwan che hanno, nel tempo, anche aumentato esponenzialmente le tensioni con Stati Uniti e Giappone.
Se la Cina Popolare tentasse di invadere Taiwan, tali paesi si troverebbero in prima linea contro XI e il suo PLA e questo non può fare stare tranquillo tutto l’Occidente democratico.
Il 24 gennaio, il Ministero della Difesa di Pechino ha annunciato che Zhang e Liu Zhenli, un altro generale di alto rango e membro del CMC, erano stati messi sotto inchiesta per "violazioni disciplinari e di legge", riducendo il comitato che era composto da sette membri a solo due, uno dei quali è XI.
Il giorno seguente, il Liberation Army Daily, il quotidiano ufficiale delle forze armate di Pechino, ha pubblicato un editoriale in cui accusava Liu e Zhang di corruzione e di aver tradito "la fiducia e le aspettative" del Partito Comunista Cinese, sottolineando che "nessuno, a prescindere dal grado o dalla posizione, sarà risparmiato” (dal giudizio).
Viene indicato che si sarà "spietati con gli amici".
Se c'era qualcuno apparentemente immune alla purga, quello era Zhang. Dopotutto, lui e XI avrebbero avuto una lunga storia in comune.
I loro padri hanno combattuto insieme nella guerra civile cinese che ha portato le forze comuniste di Mao Zedong alla presa del potere nel 1949 a Pechino e in tutta la Cina Popolare escluso Taiwan. Zhang e XI, che si conoscono fin da giovani, erano anche amici e alleati.
Per gli analisti e storici cinesi, una cosa è essere spietati con i propri nemici e un'altra è essere spietati con i propri amici, soprattutto se si osserva che l'unico messaggio chiaro che emerge dalle indagini aperte è che "non esiste una zona sicura" nella cosiddetta campagna anticorruzione di XI.
Sebbene le motivazioni alla base del licenziamento dei vari personaggi alla testa del PLA siano ancora oscure, con le macchinazioni del partito notoriamente poco chiare, la mossa consolida XI in una posizione inattaccabile e per il futuro molto dipenderà dai gusti e dalle antipatie di XI.
Il Presidente cinese, da quando ha preso il potere nel 2012, ha attuato ampie riforme dell'Esercito Popolare di Liberazione (PLA) per trasformarlo in una forza moderna e ha impostato una personale lotta alla corruzione. Zhang era stato uno degli uomini scelti per guidare questa trasformazione.
Per molti analisti, l'indagine su Zhang ha un impatto diverso rispetto alle precedenti purghe, considerando i suoi, già citati, legami di lunga data con il presidente.
Alcuni osservatori e analisti strategici della Cina Popolare sospettano che la corruzione non sia la motivazione principale, ma piuttosto il segnale di un tentativo di XI di consolidare il potere attraverso sia la semplificazione della catena di comando sia la garanzia, a chiunque, che il partito ha la capacità di "controllare le forze armate"!
Questa sarebbe solamente una fase della manovra di XI tesa a gestire il controllo assoluto su tutti gli apparati del partito, ivi comprese le istituzioni militari e politiche.
Si tratterebbe, più che altro, di mantenere la disciplina, di assicurarsi che tutti nel Partito Comunista siano sulla stessa lunghezza d'onda.
Qualunque siano le motivazioni, l'esercito starebbe indubbiamente affrontando molta "incertezza", e chi conosce le dinamiche interne a tutte le forze armate pensa che la “purga” di questi giorni non avrà effetti positivi perché rappresenta un duro colpo per il morale delle truppe in genere e potrebbe bloccare e rallentare il raggiungimento degli obiettivi di XI relativamente all’aggressione di Taiwan, considerando che la struttura di comando dell'esercito è stata stravolta. Cambiare i vertici delle forze armare crea da sempre e ovunque un momento di indeterminatezza generale nelle stesse.
Ad oggi qualsiasi movimento militare contro la Repubblica di Cina- Taiwan non avverrebbe in un buon momento per la Cina Popolare.
La “purga” concentra il controllo dell'Esercito Popolare di Liberazione nelle mani del presidente cinese XI e va ricordato che Zhang avrebbe esortato alla cautela nell'impadronirsi dell'isola. Lui era l'unico ufficiale dell'Esercito Popolare di Liberazione in servizio attivo che potesse dare a XI i consigli migliori e più obiettivi sulle capacità militari dell'Esercito Popolare di Liberazione, comprese le sue carenze e, soprattutto, il costo umano della minacciata aggressione militare.
Di conseguenza, l'estromissione di Zhang potrebbe essere vista come un passo avanti verso la rimozione di tale cautela.
L'Esercito Popolare di Liberazione è abbastanza grande da far sì che un rimpasto di leadership potrebbe non influire sulla sua capacità operativa.
Un indicatore potrebbe essere l'esercitazione aeronavale di dicembre scorso intorno all’isola di Taiwan.
Notizie da Taipei, capitale di Taiwan, indicano che le forze armate dell’isola sono al massimo livello di attenzione e che il governo sia in notevole preoccupazione per gli sviluppi dello scenario strategico della regione. Il problema è che non è ancora chiaro chi sarà a capo delle operazioni quotidiane dell'Esercito Popolare di Liberazione…vedremo cosa succederà anche con i tempi lunghi della cultura comunista cinese.
Giuseppe Morabito

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