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Terrorismo nell’era delle macchine
Il rapporto del Centro di Eccellenza della NATO per la Difesa contro il Terrorismo ridefinisce la minaccia
31-03-2026 - Il Centro di Eccellenza della NATO per la Difesa contro il Terrorismo (COE-DAT) di Ankara ha pubblicato in marzo 2026 un volume collettaneo dal titolo Emerging Disruptive Technologies in Counter-Terrorism, curato dal professor Mitat Çelikpala dell’Università Kadir Has di Istanbul.
Dodici esperti internazionali, tra diplomatici a riposo, generali, accademici e analisti dell’intelligence, hanno contribuito a costruire un quadro che non lascia spazio all’ottimismo: le tecnologie dirompenti emergenti — l’intelligenza artificiale, i droni, la stampa 3D, il deepfake, la biologia sintetica — non sono più soltanto strumenti di progresso civile.
Sono già armi nelle mani del terrorismo globale.

Il volume affronta il tema secondo un’architettura rigorosa, articolata in dieci capitoli che coprono domini distinti ma convergenti: il contesto multi-dominio in cui operano oggi le organizzazioni terroristiche, il fattore umano nel processo di radicalizzazione, il ruolo dei social media come vettore di reclutamento e propaganda, l’uso dell’intelligenza artificiale da parte di gruppi come il Daesh e Al-Qaeda, le minacce nel dominio cibernetico, la diplomazia cibernetica nell’era spaziale, il potenziale distruttivo dei droni e dei sistemi unmanned, e infine le vulnerabilità introdotte dalle nuove tecnologie nel settore energetico.

Tra i contributi più densi, spicca quello del dottor Aleksander Olech, che conia il termine Terror-AI-sm per descrivere la convergenza tra intelligenza artificiale e terrorismo. Non si tratta di speculazione futuristica: Olech documenta come già dal 2023 reti legate ad Al-Qaeda e all’ISIS-K abbiano utilizzato strumenti di AI generativa per produrre video di propaganda multilingue, chatbot capaci di simulare conversazioni con potenziali reclute, e istruzioni automatizzate per la fabbricazione di esplosivi.
Il generale in pensione Paul Hurmuz, ex vice-direttore dell’Intelligence Division presso il Quartier Generale NATO di Bruxelles, analizza le implicazioni operative per le agenzie di intelligence, segnalando che la disponibilità di droni commerciali, software open source per la navigazione autonoma e algoritmi di riconoscimento visivo sta abbattendo le barriere di accesso alla violenza asimmetrica a una velocità che i sistemi di difesa stentano ad assorbire.

Particolarmente rilevante per le forze armate europee — e di riflesso per l’Italia — è il capitolo dedicato ai sistemi unmanned aerei e marittimi, a firma del professor Sıtkı Egeli dell’Università di Economia di Smirne.
Egeli dimostra con dati empirici che le innovazioni tattiche introdotte dal conflitto russo-ucraino — droni FPV a fibra ottica, sciami autonomi, unmanned surface vehicles capaci di abbattere aerei — vengono assorbite dai gruppi non-statali in pochi mesi, non anni.
Il caso della rete europea smantellata tra Spagna, Francia e Germania, accusata di rifornire Hezbollah di componenti per droni, è citato come prova concreta di quanto questa catena di trasferimento tecnologico sia già operativa sul suolo europeo.

L’ambizioso capitolo conclusivo di Çelikpala affronta le infrastrutture energetiche come bersaglio privilegiato.
L’attacco del 2019 agli impianti di Saudi Aramco, l’incidente Stuxnet contro le centrifughe di Natanz, l’attacco informatico alla rete elettrica ucraina del 2015: sono tappe di un percorso che dimostra come la convergenza tra digitalizzazione del settore energetico e accessibilità degli strumenti offensivi stia creando vulnerabilità sistemiche che nessun attore singolo può gestire in isolamento.
Il volume non è un esercizio accademico: è un documento operativo che si rivolge direttamente ai decisori politici e militari dell’Alleanza.
Il suo messaggio centrale è inequivocabile. Le tecnologie dirompenti non aspettano le convenzioni internazionali.
Le organizzazioni terroristiche le adottano prima degli stati.
E la finestra temporale per costruire risposte normative, tecnologiche e istituzionali adeguate si sta chiudendo.



Pierangelo Panozzo
 
  


 
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